Quando capito in uno dei quartieri turchi che si trovano nelle grandi città tedesche, passo spesso davanti a vetrine che espongono abiti da gran cerimonia, glitteratissimi, tutti lustrini e orli dorati, destinati a rendere scintillanti i bambini in occasione di un rito musulmano che li riguarda e di cui non so molto.
E mi viene da sorridere per quanto riescono a essere appariscenti questi abiti.

Poi vedo questa foto

Un Matrimonio Improbabile

e mi rendo conto di quanto sia così diffuso a Napoli, in occasione della prima comunione, conciare le bambine come un incrocio tra una sposa nana e una meringa gigante, in un tripudio di tulle, veli, diademi e strascichi.
Così diffuso da farmi dare automaticamente il fenomeno per scontato e permettermi l’ardire di passare a sorridere dello stesso fenomeno in una cultura estranea, che per questo dovrebbe apparirmi arretrata.
Faccio ammenda e da oggi in poi mi impegno a sorridere di più delle bambine napoletane comunicate che – oh, diciamolo – più passano gli anni e più sono obese, la qual cosa, unita al cipiglio e alle movenze da donna vissuta che hanno di solito, offre un effetto grottesco non indifferente.