Oggi ho attraversato Casoria.
Per chi non è pratico di questa zona, Casoria è un comune dell’area metropolitana di Napoli. Confina con i quartieri napoletani di Poggioreale e San Pietro a Patierno, ha una densità di popolazione discretamente alta ed è completamente conurbato con il capoluogo e gli altri comuni che lo circondano.
Sono entrato a Casoria attraversando due montagne enormi di immondizia, ognuna su un lato della strada, ironicamente poste qualche metro prima del cartello che dice benvenuti a Casoria, città natale del beato Ludovico da Casoria.
Le Colonne di Ercole, insomma.
Ma questo è niente. Le montagne di immondizia sono diventate una parte essenziale del panorama cittadino di Napoli. Io senza immondizia non me le so neanche immaginare certe zone di Napoli, dove queste barricate di sacchetti colorati e ratti indaffarati ci stanno da tempi di gran lunga antecedenti all’approdo dell’emergenza sui giornali.
Quello che mi ha colpito sono state intensità e continuità del fetore, che mi ha stomacato per tutto il tragitto senza tregua mentre attraversavo una cittadina di oltre ottantamila abitanti. Dove tutti sembravano condurre un’esistenza normale, come se niente fosse.
Ora, tra i pochi affezionati di questo blog c’è gente dal Veneto, da Milano, c’è qualcuno pure da Duisburg, da Berlino e da Londra. Grazie a ShinyStat so anche di avere un lurker affezionato dalla Francia. Io chiederei a questa gente di immaginarsi di dover compiere le loro quotidiane amministrazioni in questo scenario, esattamente come i casoriani che ho visto oggi.
Immaginarsi di uscire da una panetteria e trovarsi a calpestare immondizia sparpagliata sul marciapiede.
Di portare un neonato a passeggio e dover zigzagare col carrozzino tra montagnole di rifiuti.
Di comprarsi un gelato e mangiarselo avvolti dal fetore di decomposizione dei rifiuti organici.
Di uscire sul balcone per stendere il bucato e cambiare idea perchè qualcuno per strada ha dato fuoco a una montagna di rifiuti credendo di risolvere così il problema.
La risposta me l’hanno già data Chiamparino e Cacciari: “Se lo scandalo rifiuti fosse successo qui da noi ci avrebbero processati in piazza”.
Un lettore del Mattino commenta questa frase parlando di rassegnazione dei napoletani, che non reagiscono a un dramma del genere con manifestazioni, costituzioni di comintati di base, proteste, dibattiti.
E a me viene in mente che i napoletani invece sono stati ben capaci di questo genere di reazioni, anche in maniera molto accesa.
Quando il Napoli retrocesse in serie B.
Io non sono proprio sicuro che si tratti di rassegnazione.

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