Nei bei tempi di una volta, quando ancora frequentavo festicciole, cene all’impiedi, happening e serate varie caratterizzate dalla presenza di soli gay, che poi erano sempre gli stessi perchè la scena a Napoli era divisa in compartimenti stagni non comunicanti, c’era sempre la stessa frociarola.
Era una tipa deliziosa, curatissima, spigliata, femminilissima e ovviamente single, perchè a frequentare solo froci tu donna devi mettere in conto anche la possibilità di ritrovarti ragnatele tra le gambe.
Non importa a casa di chi si fosse, lei volteggiava sempre leggiadra tra i presenti con l’aria della padrona di casa, portando drink avanti e indietro. Sorrisino di qua, occhiolino di là.
Conosceva tutti e accoglieva tutti all’ingresso con un gridolino di gioia e un triplice bacetto sulla guancia.
Tesoro (bacetto), fatti guardare (bacetto), stai benissimo (bacetto), bevi qualcosa?
Sapeva tenere banco nelle conversazioni, gestendo con grandi doti oratorie tutti gli argomenti tipici di queste serate tra froci, dai commenti sull’ultimo di Paola e Chiara alle recensioni di quel gel esfoliante della linea uomo di Clinique.
Era sempre l’unica donna biologica della situazione, salvo quelle rare volte in cui si trascinava qualche amica in odore di apprendistato da frociarola, che però spariva nella penombra della sua favolosità.
La elessi fag hag ideale, poi emigrai e non ne seppi più niente.
A trent’anni, la maggior parte delle fag hag realizza all’improvviso, e con sommo terrore, che dai gay ha avuto amicizia, affetto, complicità, ma non quelle sane zaffate di testosterone che più il tempo passa e più sono necessarie a sentirsi vive. Quindi si ritirano dalla scena e si cercano un fidanzato. Sono sicuro che avrà fatto anche lei la stessa fine. Del resto era bella e decisamente appetitosa per un eterosessuale.

Circa un mese fa, su Queerblog c’era un sondaggio per eleggere la fag hag preferita tra Samantha Jones, Bree Vandecamp, Miranda Priestley e Marie Antoniette. Ha vinto Miranda Priestley, credo, anche se la Jones incarna meglio l’idea che ho della frociarola standard.
Che però non è nessuna di queste quattro. Per me è Karen Walker.

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