La foto qui sotto mostra la circonvallazione esterna di Napoli, meglio nota come il doppio senso, all’altezza del ponte di Casoria.

Napoli

Be’, sì. È proprio quello che sembra: una piccola discarica abusiva.
Con una differenza che la rende più interessante delle altre discariche abusive. Ci abitano dentro.
Degli esseri umani, intendo.
Non saranno neanche trecento metri da casa mia. Passo spesso di qui, è la via più breve per raggiungere l’autostrada dalla mia zona, perciò ho potuto seguire tutti i passaggi del processo di popolamento di questa discarica.
Qualche anno fa, in quella specie di sottopassaggio che è murato dall’altra parte, cominciarono a vedersi delle piccole luci. Aguzzando la vista, ci si rendeva conto che erano candele che illuminavano soffusamente una sorta di camerata, fatta di letti improvvisati su un tappeto di sacchi di immondizia. Di giorno era impossibile vedere l’interno del sottopassaggio, in compenso si vedevano uscirne decine di uomini (rumeni, come appurato in seguito) dotati di fisarmoniche che andavano a cominciare la loro giornata lavorativa sugli autobus provinciali.
L’anno scorso hanno cominciato a edificare le baracche, sempre sul tappeto di sacchi di immondizia, e dopo qualche mese sono arrivate le donne. Con i bambini.
Un gruppo di uomini, donne e bambini vivono in misere baracche nel mare di immondizia di una discarica, e questo è uno scenario che generalmente viene associato a Calcutta quando si cita quella città per dare un esempio di povertà estrema. E magari non corrisponde neanche alla realtà, o magari al mondo ci sono posti peggiori, con tutto il rispetto per Calcutta dove non sono mai stato.
Intendiamoci: una visione del genere mi sconvolgerebbe a Calcutta quanto mi ha sconvolto qui a Napoli. Ma qui si tratta di cittadini europei in una città europea, ovvero in un continente che è convinto di avere la migliore qualità della vita al mondo.
E nonostante questo continuo a credere che abbia ragione di esserne convinto, perchè non credo che ci siano altri angoli d’Europa dove ci si può ridurre così sotto gli occhi di tutti.
La discarica infatti è a cielo aperto, ben visibile dal trafficato svincolo che accede alla circonvallazione e – ironia della sorte – quella macchina ripresa di passaggio nella fotografia è una vettura dei carabinieri.
Ho chiesto un parere anche a chi ha visitato le enormi baraccopoli di Caracas, e mi è stata data conferma che neanche lì la povertà è riuscita a fare a pezzi la dignità così brutalmente.

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