Ieri la BBC aveva in home page un articolo sull’emergenza rifiuti a Napoli. Niente di nuovo: un riassunto di quello che a Napoli e spero anche nel resto d’Italia già si conosce, anche per quanto riguarda il rischio di epidemie e la tossicità del suolo nelle campagne dell’entroterra napoletano. Inoltre riporta elaborazioni statistiche dell’istituto Pascale per la cura dei tumori, secondo cui in Campania il rischio di ammalarsi di cancro è quattro volte maggiore che nel resto del paese, mentre il rischio di malformazioni neonatali è di un agghiacciante ottantatrè per cento in più rispetto alla media nazionale.
Mentre qui a Napoli quasi non si fa più caso a notizie di questo tipo, credo che un lettore britannico possa avere serie difficoltà a credere a ciò che legge.
Articoli più approfonditi sono stati pubblicati anche sul Guardian, sul New York Times e sul Washington Post, mentre la stampa tedesca si occupa già da anni delle nefandezze napoletane, e io stesso ho avuto modo di verificare che tra i tedeschi si ha un quadro ben chiaro della situazione napoletana.
Per miei limiti linguistici, non seguo i siti dei quotidiani di altri paesi, ma non mi meraviglierei di trovare increduli articoli del genere anche tra notizie francofone e ispaniche.
La stampa straniera, ho notato, calca molto la mano sulle implicazioni della camorra nella cosiddetta emergenza rifiuti, cosa che invece la stampa italiana fa in misura marginale, se lo fa. Nell’articolo della BBC, per esempio, è scritto chiaramente ciò che qui tutti sanno ma che io non leggo mai sui giornali: le campagne dell’entroterra napoletano e casertano, ovvero la Campania Felix propriamente detta, sono stracolme di rifiuti tossici che la camorra raccatta dalle industrie del Nord Italia e altre zone d’Europa. L’articolo inoltre si conclude con “and no-one is in any doubt that when these mountains of rubbish are all eventually cleared, the stench of corruption will remain“, dimostrando chiara consapevolezza del fatto che l’emergenza ci sarà sempre finchè non verrà spazzata via la camorra.
Rosa Russo Jervolino – bisogna sempre ricordarlo – invece fa riaprire una discarica chiusa, vi fa stipare i rifiuti, e dice che l’emergenza non c’è più. Tanto dovrebbe bastare a capire che manca del tutto la volontà di risolvere la situazione, oppure che ci troviamo di fronte a un preoccupante caso di demenza.

Da napoletano provo una vergogna indescrivibile, ma sono sempre contento di leggere parole durissime riferite a Napoli su media stranieri. Cosa che accade molto più spesso di quanto i napoletani possano sospettare.
Intanto, giusto per ricordare quali sono le cose che veramente contano a Napoli, per le strade della città sono comparsi striscioni in cui si evoca un nauseabondo orgoglio di essere napoletani. Non per l’emergenza rifiuti né per l’invivibilità di questa enclave dell’inferno sulla faccia della terra, ma per questioni calcistiche che non saprei riportare perchè non me ne curo.
Un vecchio proverbio dice: l’orgoglio fa colazione con l’abbondanza, pranza con la povertà e cena con la vergogna.