Sono arrivato a Lost con notevole ritardo. Che non è poi tanto notevole se consideriamo che faccio un uso quasi nullo di quell’elettrodomestico, men che meno della sua estensione satellitare, e che per scoprire questa serie tv ho dovuto usufruire di altri… ehm… canali.
Ho appena finito la prima stagione e me ne sono fatto un’opinione così così, perchè io sono un perfezionista e ciò che tollero di meno sono le buone idee che si perdono nelle cuciture. Per esempio qualcuno potrebbe spiegare agli sceneggiatori che l’oceano Pacifico in mare aperto non può essere calmo e piatto come il lago di Barrea; che due zattere alla deriva è improbabile che rimangano alla stessa distanza di un paio di metri l’una dall’altra per tutta la notte; oppure che l’uso frequente di deus ex machina e coincidenze inverosimili per risolvere i molti vicoli ciechi della sceneggiatura fa di loro dei pessimi sceneggiatori.
Inoltre sono anche molto impaziente, perciò mi irritano gli eccessi di suspense. Un’intera stagione per aprire una fottuta botola e tre episodi per scoprire chi è che sta puntando un fucile alla tempia di Lock mi sembrano davvero troppo.

Ho simpatizzato con alcuni dei sopravvissuti sull’isola deserta (deserta?). Il mio preferito è Sawyer, ma mi piacciono molto anche il ciccione, la fuggiasca, l’iracheno e la coreana.
Non sopporto l’immaturità della rock star fallita, l’inettitudine del nero newyorkese, il paternalismo dello pseudo-boy scout senza un rene, gli isterismi della neomamma.
Dal dottor Jack invece mi farei volentieri visitare nel suo studio, ma sull’isola ha un po’ stufato con quel suo buonismo in stile Walt Disney.

Ah! La mia indole molto razionalista si aspetta una spiegazione razionale degli accadimenti paranormali che caratterizzano le giornate di questi sopravvissuti, soprattutto vorrei capire come fanno ad avere i capelli sempre impeccabili senza disporre di shampoo e balsamo e con la salsedine in costante agguato. La coreana sembra sempre fresca di parrucchiere.