Grazie Endimione. Qui le catene sono sempre gradite perchè servono a riempire vuoti creativi. Poi mi prendo anche la catena degli incipit, che mi piace assai.

Se fossi etero direi che il blog mi serve soprattutto a trovare un po’ di fic… ehm, la fidanzata.
Ok, potrei dirlo anche da gay, ma in tal senso ho dovuto provvedere per altre vie. Il blog mi serve a ben altro.

Uno. Esercitarsi nella scrittura.
Leggendo qua e là tra i partecipanti a questa catena, parrebbe il motivo più diffuso.
Io non avevo l’abitudine di scrivere, e non ho mai tenuto un diario. Anzi, in tutto l’arco di tempo tra la fine degli studi e l’apertura del blog, io NON ho scritto neanche una parola, fatta eccezione per qualche scambio epistolare con amici distanti (ma se non ci fosse stata l’e-mail, non ci sarebbe stato neanche quello), e ho sempre dato ingenuamente per scontato che la mia padronanza della lingua si tenesse viva solo grazie alla mole di letture. Certo, mi ostino a non voler distinguere tra accenti acuti e gravi (le mie vocali seguono regole fonetiche suditaliane che si riflettono sulla lingua scritta, e uso l’accento grave in videoscrittura perchè è quello che la tastiera mi dà di default), ma dopo tre anni di blog posso dichiarare il mio italiano risanato e presentabile.

Due. Migliorare la propria dialettica.
La mia era messa piuttosto male, con voli pindarici, accavallamenti di concetti, troppa analisi e poca sintesi. Credo di avere ancora molto da lavorare in questo senso, ma il blog mi ha messo sulla strada giusta, grazie a molte discussioni nate tra i commenti.

Tre. Conoscere gente.
Diciamolo: col blog uno allarga il proprio raggio di azione nel campo delle relazioni sociali. O, meglio, lo ottimizza, perchè qui è facilissimo passare al setaccio potenziali relazioni verificando attentamente una comunione di interessi prima di considerare un incontro dal vivo, e la cosiddetta blogosfera è così numerosa e eterogenea che ci si può permettere il lusso di avere un setaccio dalle maglie molto strette (e l’approccio – “pubblica il commento” – è decisamente più disinvolto).
Grazie al blog, alcuni bei personaggi hanno messo piede nella mia vita reale, chi di passaggio, chi in maniera più o meno stanziale. Di questo sono proprio contento, devo dirlo.

Quattro. Non dimenticare.
Perchè io, rileggendo il mio archivio (che sul mio HD risale a gennaio 2004), riporto a galla tante cose che altrimenti avrei dimenticato.
Purtroppo, però, sono le cose che non scrivo più da quando troppi lettori di questo blog mi conoscono anche in carne e ossa (o, viceversa, da quando troppe persone che mi conoscono in carne e ossa sono arrivate a questo blog).

Cinque. Fomentare la propria autostima.
Perchè un ego che campa a fasi alterne trae giovamento dal fatto che qualcuno gli passi una catena adducendo “perché dice sempre cose intelligenti”.

Passo la catena a cinque blogger che non mi conoscono, perchè li “lurko” nell’ombra senza aver mai commentato: Common People, Danza sull’acqua, Guazzabugli dell’esistere, Vecchi froci, Elfobruno.
Siete arrivati qui via referrer? Benvenuti, ragazzi. Questo è il blog di Totentanz, e voi vi meritate questa catena.

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