I canoni delle mance, almeno per quanto riguarda baristi e camerieri, sono abbastanza noti: dal cinque al dieci per cento del conto.
Di meno, si passa per spilorci. Di più, si creano aspettative per la volta successiva nello stesso locale o ristorante.
Ora, però, lasciatevi dire da uno che si è fatto la sua brava esperienza nel settore, soprattutto all’estero, che voi lasciate la mancia al proprietario del locale e non al personale, visto che quasi sempre gli stipendi sono ribassati in proporzione inversa alla media di generosità della clientela.
Nel vippissimo locale berlinese dove ho fatto il barista full time* nel 2003, passando serate a preparare e servire intrugli (bellini), beveroni (negroni) e brodaglie (kir royal) per gente che voialtri vedete solo in foto sui giornali, la busta paga era di circa settecento euro netti. La mia costernazione di fronte alla prima riscossione dello stipendio ebbe come maldestra consolazione la risposta: “be’, ci sono le mance, no?“.

* Full time nel settore del catering e della ristorazione significa almeno dieci ore al giorno, sei giorni su sette.