In questo post, tra le altre cose, si paragonano Italia e Regno Unito sulla ricerca di lavoro nel campo delle consulenze IT, ma io credo che il paragone possa applicarsi a qualsiasi altro campo.
Inoltre ci aggiungerei la compilazione del curriculum, che io ho imparato a redigere in maniera sostanzialmente diversa a seconda del mercato del lavoro di destinazione (Italia da un lato, UK e Germania dall’altro) e il profilo da tenere a un colloquio a Londra (grintoso e spaccatutto, con manifeste brame di conquista del potere all’interno dell’azienda) o a Napoli (basso e umile, con manifesta intenzione di rimettere servilmente le proprie competenze al servizio dell’azienda senza lasciar trapelare velleità carrieristiche).
Da quando ho un’occupazione più o meno stabile nella grande azienda multinazionale napoletana che onoro con il mio lavoro, posso anche paragonare i meccanismi che generano gli avanzamenti di carriera. Quelli che qui sono fondamentali (anzianità e nepotismo), in UK hanno valore nullo e cedono il passo alla meritocrazia.