Ale su Stadtschaft:

Ieri mattina passeggiando dal dottore al Videodrom (“Saving humanity one at a time”) lungo il canale all’altezza dell’ospedale di Urbanstrasse, con la neve come farina che il vento muoveva in ellissi e spirali sulla sottile superficie del ghiaccio, con le barchette di carta e i rifiuti, tra cui un albero di natale, intrappolati nel ghiaccio tra la sponda e il ristorante-barca abbandonato e i corvi che cercavano da mangiare, e coi gabbiani che galleggiavano sulle aperture d’acqua al centro del canale, e poi con le cuoche che fumavano una sigaretta in ciabatte e senza giacca fuori dall’asilo di Brachvogelstrasse e con i palazzoni di cemento, le strade vuote e gli alberi a dozzine, con il bambino turco che chiamava “Anne!” (mamma), mi è capitato di nuovo di pensare: Quanto amo questa città! E quanto durerà?

Annunci