– Eh, sì, è uscita qualcosa anche sui giornali tedeschi di ‘sta storia del policlinico di Roma. Per gli standard di qui, è roba da terzo mondo. Pensa che in questo ospedale (pubblico, N.d.R.) la mensa è arredata come quella di un albergo e i pasti sono a buffet…
– La mensa? Non portano i pasti in camera?
– Certo che sì, la mensa serve se hai voglia di socializzare o per andarci a mangiare insieme a chi ti viene a trovare. Con mamma e D. ci abbiamo fatto la cena del 31.
– E la bambina (di due giorni, N.d.R.)?
– Era accudita da uno stuolo di nurse. A proposito: mi hanno detto che quando tornerò a casa verrà tutte le mattine (gratis, N.d.R.) una nurse ad aiutarmi nei primi dieci giorni con la neonata. Mamma è rimasta impressionata dall’ospedale, dice che sembra un grande albergo, la sala parto poi sembrava un salottino. Certo, se lo paragoni a postacci napoletani come l’Ascalesi o il Loreto Mare… Aspe’, è entrata la bibliotecaria…
– La bibliotecaria?
– Sì, è un servizio dell’ospedale. Passa ‘sta bibliotecaria per tutte le stanze con un carrello di libri tra cui scegliere.
– E che te ne fai? Tu non parli ‘na parola di tedesco.
– No, ma ci sono anche in inglese…