Tra le varie immondezze della sanità del Sud si viene a sapere anche di medici che oppongono la loro obiezione di coscienza all’aborto in ospedale, per poi praticarlo a caro prezzo privatamente in clinica.
Io estirperei alla radice il paradosso dell’obiezione di coscienza, come ha fatto il Tribunale Superiore della Giustizia spagnolo rigettando le pretestuose obiezioni dei funzionari comunali dalla candida coscienza cattolica, i quali volevano rifiutarsi di istruire le pratiche riguardanti matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Permettendo l’obiezione di coscienza sull’aborto a un medico cattolico, perchè non concedere l’obiezione di coscienza sulle trasfusioni a un medico testimone di geova?
E se si verificasse per assurdo che tutti i medici italiani, in preda a una crisi mistica collettiva, esercitassero il loro diritto all’obiezione di coscienza?
Il mestiere del ginecologo prevede l’aborto. Se non ti va bene, scegli un’altra specializzazione. Punto. Perchè non dovrebbe funzionare così?
Io sono sicuro che, una volta approvati i cosiddetti pacs, Ratzinger e la sua cricca useranno l’arma dell’obiezione di coscienza dei sindaci.