Sulla tomba di Tolkien c’è una pianta di rosmarino discretamente rigogliosa e una selva di oggetti e chincaglieria varia – tra cui banalmente anelli – che i visitatori lasciano come trito rituale di commemorazione e che una discendente dello scrittore – stando a quanto racconta una vecchietta da tre o quattro lapidi più in là – raccoglie periodicamente e consegna al charity shop più vicino.
Il cimitero di Wolvercote non si trova a Wolvercote, ma appena fuori dal centro di Oxford, e è così ordinariamente britannico da non distinguersi per nulla, neanche per la tomba di Tolkien e di sua moglie.
Non ho lasciato niente su quella tomba. Rifiuto i rituali preconfezionati.
Solo qui davanti a me ho un paio di rametti di rosmarino per queste patate alla Middle Earth che ho intenzione di preparare per fare finta di interiorizzare la quintessenza del genio di Tolkien.