In libreria sfoglio un grosso volume in cui è elencato il meglio della Germania, 250 motivi per cui i tedeschi dovrebbero amare la loro nazione.
Il libro mi sembra inserirsi perfettamente nella recente ondata di amor patrio che i mondiali di calcio hanno insufflato nell’animo dei tedeschi, il cui sentimento patriottico nell´ultima sessantina di anni è stato sotterrato dai sensi di colpa per i trascorsi bellici della loro nazione.
“Das Beste an Deutschland” elenca come motivi di orgoglio germanico, tra le tante cose, la birra (qui in Germania la produzione della birra è regolata da leggi medievali ancora in vigore per preservarne la purezza), la produzione industriale, la cura dell´ambiente, la qualità della vita, addirittura il brezel e gli omini Playmobil.
Poi, saltando di pagina in pagina, scopro che Florian Langenscheidt, l’autore, vorrebbe i suoi connazionali orgogliosi anche dell’epopea dell’ascesa al potere e conquista del seggio pontificio della papessa Ratzinger.
Ma vaffanculo, va’.
Allora aveva ragione Stern quando dava consigli pratici ai tedeschi su come abbandonare per sempre la Germania e rifarsi una vita in un paese caldo.

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