– Che bella questa città.
– Già.
– Però è tutto chiuso.
– Che strano, è lunedì pomeriggio.
– Forse qui sono chiusi di lunedì pomeriggio.
– Sembra la morte civile.
– Però la città è bella.
– Gira di là.
– Ok.
– Che bei palazzi.
– Che roba è là giù?
– Dove?
– Là, in mezzo alla strada.
– La frontiera?
– La frontiera.
– Che significa?
– Come “che significa”?
– Ma l’Unione non si è allargata a est?
– Sì, ma forse ancora non hanno abbattuto la frontiera.
– C’è una guardia.
– Boh, andiamo comunque.
– Vedi se ci ferma.
– Pare di no.
– Aspetta, ci sta chiamando!
– Cazzo!
– Frena!
– Vedi se viene qualcuno da dietro, vado di retromarcia.
– Buonasera.
– Buonasera, non mi avevate visto?
– Sì, ma pensavo che…
– Questo è un confine di stato.
– Ma la Slovenia non è entrata in Europa?
– Il controllo documenti c’è ancora.
– Mi scusi, ho interpretato male l’allargamento dell’Europa a est.
– Le carte d’identità, per piacere.
– Eccole.
– Dove state andando?
– A fare un giro.
– In Slovenia?
– Be’, sì.
– Ah.
– Arrivederci.
– uhmpf…
– E adesso?
– Lì ci sono anche le guardie slovene. Gli diamo i documenti?
– Proviamo…
– Buonasera.
– *********
– Eccole.
– *********
– Grazie, buonasera.
– Che cazzo, io pensavo di passare un confine come Italia-Austria.
– Va be’, sarà presto.
– Che facciamo?
– Vedi un po’ i prezzi della benzina qui…
– Non si capisce niente.
– Che razza di moneta è, il tallero?
– Quanto vale?.
– Boh.
– Va be’, mettiamola lo stesso.
– Dove la mettiamo? Abbiamo fatto il pieno a Udine.
– Sembriamo due stronzi.
– Ci pensi? Siamo nei Balcani.
– Ma va?
– Perchè, la Slovenia non fa parte dei Balcani?
– Se lo dici tu…
– Possiamo dire di essere stati nei Balcani.
– Ah be’…
– Ma come? è già finita?
– È piccola ‘sta città.
– Lì c’è un cartello, leggi un po’…
– “Goriska Brda”.
– E che è ‘sta Brda?
– Che ne so.
– Andiamo?
– Andiamo.

(to be continued)