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	<title>Totentanz</title>
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	<description>&#34;Ciò che ti accade non ti riguarda se al contempo non riguarda più nessuno&#34; (Aldo Busi)</description>
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		<title>Totentanz</title>
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		<title>Gabanelli rinuncia (ma riceve un altro endorsement da Totentanz)</title>
		<link>http://totentanz.wordpress.com/2013/04/17/gabanelli-rinuncia/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 18:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Quindi, tornando coi piedi per terra e riconoscendo il valore reale delle cose, io questa donna la sogno a capo del consiglio d&#8217;amministrazione della RAI, che pure è un&#8217;istituzione che agogna urgentemente persone serie e cambiamenti radicali. E magari con Concita De Gregorio come direttore del TG1. L&#8217;Italia, dopo decenni, tornerebbe ad avere un&#8217;informazione televisiva [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3918&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/04/17/quirinale-2013-milena-gabanelli_n_3100562.html?utm_hp_ref=italy">Quindi</a>, tornando coi piedi per terra e riconoscendo il valore reale delle cose, io questa donna la sogno a capo del consiglio d&#8217;amministrazione della RAI, che pure è un&#8217;istituzione che agogna urgentemente persone serie e cambiamenti radicali.</p>
<p>E magari con Concita De Gregorio come direttore del TG1.</p>
<p>L&#8217;Italia, dopo decenni, tornerebbe ad avere un&#8217;informazione televisiva autorevole.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3918/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3918&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La validità del voto secondo i sentimenti</title>
		<link>http://totentanz.wordpress.com/2013/02/25/la-validita-del-voto-secondo-i-sentimenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 11:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il voto non si è concluso, i seggi sono ancora aperti, non ci sono sondaggi disponibili e nessuno ha idea di quale partito o quale coalizione avrà la maggioranza in parlamento, ma io ho già avuto l&#8217;illuminazione su come sarà il futuro dell&#8217;Italia. Leggo su facebook la discussione surreale iniziata dal presidente di un seggio, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3887&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il voto non si è concluso, i seggi sono ancora aperti, non ci sono sondaggi disponibili e nessuno ha idea di quale partito o quale coalizione avrà la maggioranza in parlamento, ma io ho già avuto l&#8217;illuminazione su come sarà il futuro dell&#8217;Italia.<br />
Leggo su facebook la discussione surreale iniziata dal presidente di un seggio, che si chiede se considerare valido il voto degli innumerevoli ignoranti che, oltre a fare una croce sul simbolo del partito, scarabbocchiano accanto il nome del leader, in maggioranza Grillo e Vendola.<br />
La legge parla chiaro, il voto è nullo, e tuttavia leggo scrutinatori e presidenti di seggio che discutono di &#8220;applicazione dei sentimenti&#8221; (sic), discussioni democratiche, interpretazioni flessibili e &#8220;comprensione per gli ottantenni che non sanno votare&#8221; (sic), dando in definitiva un senso di ingiustizia etica all&#8217;annullamento di quei voti, che avverrebbe ai sensi di una legge, ma evidentemente per loro è un dettaglio.<br />
La sintesi del male italiano è tutta lì: mentre gli altri paesi discutono sulle leggi al momento di stilarle e approvarle e poi fine del discorso, in Italia se ne discute al momento di applicarle.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3887/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3887&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;assistenza sanitaria in Germania</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 10:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi spiego come è la sanità in Germania: è sia migliore che peggiore di quella italiana a seconda di come la si guardi. È fatta di ospedali pubblici che sembrano alberghi a cinque stelle, dotati delle infrastrutture e dei macchinari più moderni e costosi, al cui confronto perfino le cliniche private italiane appaiono come lazzaretti manzoniani [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3836&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vi spiego come è la sanità in Germania: è sia migliore che peggiore di quella italiana a seconda di come la si guardi. È fatta di ospedali pubblici che sembrano alberghi a cinque stelle, dotati delle infrastrutture e dei macchinari più moderni e costosi, al cui confronto perfino le cliniche private italiane appaiono come lazzaretti manzoniani per appestati. Al contempo non è gratuita come negli altri paesi europei ma si paga, e profumatamente, nonostante la percezione di gratuità dovuta alla fornitura statale, con in più il paradosso secondo cui costa meno a chi ha un reddito più alto (un attimo, ché ci torno).</p>
<p>È migliore per le infrastrutture e i servizi, peggiore per la competenza media dei medici, il loro modo di lavorare e il loro rapporto con i pazienti. Sicuramente è nell&#8217;insieme più efficiente di quella italiana, ma gravata da anni di polemiche, discussioni e proposte di modifiche a causa dei suoi costi insostenibili per lo stato (la spesa pro capite per la sanità è di 3124 € in Germania e di 2341 € in Italia &#8211; dati del 2012 reperibili <a href="http://www.health-management.it/GSS.pdf">qui</a>). In effetti, gli avveniristici ospedali pubblici tedeschi che deliziano i loro degenti con biblioteche, sale da pranzo a buffet e mille altri fronzoli non costano certo due soldi al contribuente, e quindi anche a me che sono obbligato a sborsare ogni mese una cifra nell&#8217;ordine delle centinaia di euro solo per garantirmi, almeno sulla carta, un&#8217;adeguata assistenza sanitaria.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>In Germania vige l&#8217;assicurazione sanitaria, istituto che suona sinistro e rievoca nell&#8217;immaginario di noialtri gli squilibri e le mancanze del sistema sanitario americano. I tedeschi però la fanno funzionare meglio. Diciamo che la fanno funzionare come Obama vorrebbe che funzionasse quella americana.<br />
Coesistono agenzie di assicurazione sanitaria statali e private. Quelle statali si equivalgono un po&#8217; tutte e offrono la stessa copertura. Quelle private offrono servizi differenziati, possono avere costi variabili che dipendono da criteri diversi da quelle statali, e generalmente costano di meno, ma non sono liberamente stipulabili: chi ha un reddito annuale lordo inferiore a circa 50000 euro non ha diritto di scelta, ed è obbligato a sottoscriverne una statale, il cui costo si aggira attorno al 15% del reddito lordo. Per i lavoratori dipendenti il costo è per il 50% a carico del datore di lavoro, il restante 50% viene prelevato direttamente in busta paga insieme alle tasse ordinarie. Quella privata, che può costare molto meno, è stipulabile solo da chi ha un reddito alto.<br />
È obbligatorio sottoscrivere un&#8217;assicurazione sanitaria, a prescindere dal reddito personale. A nessuno in Germania è concesso non avere alcuna copertura assicurativa sanitaria. Le persone che non lavorano rientrano gratuitamente nella copertura assicurativa del familiare di cui sono a carico (nel caso di coniugi e figli), o ne ricevono una insieme al sussidio di disoccupazione o alla pensione sociale. In questo modo ogni singolo individuo in Germania è tenuto ad avere un&#8217;adeguata copertura medica.</p>
<p>Esiste la figura del medico di famiglia, ma non è obbligatorio averne uno, anche se è raro chi vi rinuncia. Io non ce l&#8217;ho ancora, per una questione di pigrizia. La maggior parte dei medici specializzati accetta pazienti con assicurazione statale, alcuni medici invece solo pazienti con assicurazione privata o paganti (stranieri non residenti che non hanno alcuna copertura, per esempio). Se serve un medico specializzato, si va da quello di fiducia oppure si cerca sulle pagine gialle quello più vicino o con gli orari più comodi, e l&#8217;agenzia assicurativa paga la visita. Vado dal medico che preferisco e teoricamente non tiro fuori un centesimo, ma a conti fatti l&#8217;ho pagato profumatamente, siccome dovrei andarci almeno tre volte al mese per rientrare nella spesa della polizza.<br />
Alcune agenzie (la mia, che è statale, lo fa) rimborsano una piccola parte del costo dell&#8217;assicurazione se si accetta di tenere la propria salute sotto controllo con frequenti check up. Tutte comunque coprono, totalmente o in parte, spese mediche che generalmente in Italia sono a carico completo del paziente, come particolari protesi, le lenti degli occhiali da vista, suolette ortopediche. Anzi, qualsiasi aggeggio venga prescritto dal medico per curare un malanno insieme ai farmaci, rientra nella copertura assicurativa. Non coprono e non rimborsano prestazioni mediche non necessarie a vivere in salute, come ovviamente gli interventi di chirurgia estetica, anche se la lista di cure rimborsabili o non rimborsabili è a volte opinabile e di dubbia coerenza. Due anni di psicanalisi dal terapeuta che preferisci te li paga l&#8217;assicurazione, la pulizia dei denti invece devi pagartela tu, per non parlare della mappatura dei nei dal dermatologo: se hai meno di trenta nei è a carico tuo, da trenta nei in poi paga l&#8217;assicurazione. Ne avessi ventinove, mi disegnerei il trentesimo con un pennarello e risparmierei un&#8217;ottantina di euro.</p>
<p>Tutto sommato è bello, vero? Sembra il paradiso degli ipocondriaci, e infatti il sistema ti invoglierebbe a fare la spola tra ospedali e ambulatori per ogni minimo sintomo che avverti o immagini di avvertire, se non fosse per il problema a cui accennavo e che limita pesantemente l&#8217;efficienza di tutto l&#8217;ambaradan: è troppo costoso per lo stato, e le conseguenze sono due.<br />
Uno: i medici specializzati adottano pesi e misure diversi per gli assicurati statali e quelli privati. L&#8217;assicurazione statale rimborsa loro una cifra ridicola per la visita, e perciò si viene spesso visitati in maniera sbrigativa e sommaria per poi essere lasciati nelle mani delle assistenti (memorabile una mia visita dalla dermatologa che cronometrai conoscendo i modi spicci della dottoressa: mi vide per soli quaranta secondi). Il rapporto tra il medico tedesco e l&#8217;assicurato statale è perfettamente assimilabile a quello mostrato nel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2xin__49bdA"> Medico della mutua</a> di Alberto Sordi. Ma va detto che ciò che stimola il medico italiano a un trattamento più umano del paziente sono i 100/150 euro a visita senza ricevuta, e non sono sicuro che in un sistema simile a quello tedesco conserverebbe tale umanità.<br />
Due: negli ospedali tedeschi va molto meglio dal punto di vista umano, il personale medico e paramedico si distingue per un&#8217;attitudine molto più empatica e meno sbrigativa, ma è ridotto al minimo indispensabile, e a volte anche meno dell&#8217;indispensabile. Farsi visitare in ospedale, almeno qui a Francoforte, a meno che non si stia morendo dissanguati, può significare anche l&#8217;intera giornata di attesa.</p>
<p>In definitiva, la sanità italiana è migliore in potenza, ma viene fatta funzionare male. Un po&#8217; come innumerevoli altre cose italiane, che in potenza funzionano meglio perfino che in Svezia ma alla fine dei conti soffrono per il fatto di essere gestite da &#8211; appunto &#8211; italiani. La sanità tedesca invece è un sistema idiota e iniquo che però, grazie al culto tedesco dell&#8217;efficienza e della produttività, concretizza quasi tutto il suo potenziale. E comunque io trovo entrambi i sistemi perfetti al confronto con la raccapricciante sanità inglese che ho sperimentato anni fa (ecco, lo lascio scritto qui: che mi si lasci pure morire per strada se l&#8217;unico medico che può salvarmi la vita si trova in un ospedale britannico).</p>
<p>Una curiosità.<br />
L&#8217;anno scorso, le compagnie assicurative tedesche hanno introdotto una norma che riguarda la pubblicazione della foto del volto sulla tessera sanitaria, e hanno richiesto all&#8217;intera popolazione residente in Germania di procurare (per posta o via internet) una foto tessera. Io non l&#8217;ho fatto, per tre motivi (in verità quattro, se aggiungiamo il fatto che mi piace fare il rompicoglioni con le istituzioni e gli uffici pubblici e propormi come elemento di disturbo degli ingranaggi burocratici):<br />
(1) Sono refrattario e insofferente alla convinzione tutta tedesca che, una volta emesse direttive a un intero popolo come se ci si stesse rivolgendo a un esercito, tutto filerà liscio, per cui ottanta milioni di persone invieranno una foto tessera immediatamente solo perché l&#8217;assicurazione sanitaria l&#8217;ha chiesta. E infatti gran parte della popolazione non ha inviato una minchia, ragion per cui questa nuova norma è stata congelata. Mi immagino i successivi meeting in cui i dirigenti delle agenzie assicurative tedesche si sono chiesti cosa non abbia funzionato, e credo che nessuno al Ministero della Salute in Italia arriverebbe a tale livello di idiozia per cui ci si convince di poter chiedere a settanta milioni di italiani di inviare una foto tessera e loro, tie&#8217;, te la mandano all&#8217;unisono nel giro di una settimana.<br />
(2) Il motivo di questa misura non mi piace: limitare l&#8217;utilizzo di tessere sanitarie altrui da parte di chi non ha copertura sanitaria. Ma se in Germania la copertura sanitaria non è solo un diritto ma anche un dovere, e quindi è imposta a ogni singolo individuo, chi ha bisogno di utilizzare quella altrui? Semplice: gli immigrati clandestini. Ovviamente questa mia opposizione in Germania non viene compresa: i tedeschi ritengono giustissimo complicare la vita ai clandestini ben oltre i limiti della vessazione, siccome la loro percezione dello status di immigrato irregolare come crimine è molto più forte che in Italia. Me ne sono reso conto spiegando a molti tedeschi perché i medici italiani nel 2009, con l&#8217;appoggio morale di popolazione e media, minacciarono barricate quando il decreto sulla sicurezza che passò al Senato introduceva l&#8217;obbligo di denunciare i pazienti stranieri senza permesso di soggiorno. Nessuno dei miei interlocutori tedeschi ha capito le motivazioni dei medici italiani né l&#8217;appoggio della popolazione, al contrario tutti hanno affermato la legittimità di quella norma (che per fortuna poi fu eliminata).<br />
(3) Nella comunicazione che ho ricevuto, la richiesta della foto tessera è stata motivata con un adeguamento a non meglio specificate &#8220;normative europee&#8221;. Falso, e la bugia mi ha fatto così roteare i coglioni da rafforzare enormemente il peso dei punti 1 e 2, e negare loro la mia foto tessera. Perderò questa battaglia alla scadenza della tessera, per il cui rinnovo probabilmente sarò prelevato dalla Gestapo e fotografato in maniera coatta, ma se ne riparla nel 2016.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3836/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3836&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Napoli capitale</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 20:11:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buonasera a tutti, non a me, che sto facendo la valigia e domani già di buon mattino avrò il culo posato su un volo per la Germania. Come ho trovato Napoli? Mah, io sul lungomare cosiddetto liberato non ci ho messo piede, vengo da Secondigliano e a Secondigliano sono rimasto, o al massimo mi allungo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3823&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera a tutti, non a me, che sto facendo la valigia e domani già di buon mattino avrò il culo posato su un volo per la Germania. Come ho trovato Napoli? Mah, io sul lungomare cosiddetto liberato non ci ho messo piede, vengo da Secondigliano e a Secondigliano sono rimasto, o al massimo mi allungo in centro per perdermi tra i vicarielli del borgo di Sant&#8217;Antonio Abate, della Sanità o del centro storico. Mai visita napoletana delle mie fu più statica di questa appena finita. Solo una volta mi sono incamminato, e camminando camminando sono andato da Secondigliano al Vomero passando per piazza Carlo III, via Foria e via Salvator Rosa, per poi scendere, sempre camminando, per il Petraio e i Quartieri, che poi sarebbe il mio percorso usuale di quando voglio camminare. Prima di cominciare a scendere per il Petraio, mi devo fermare a vedere il Golfo da via Palizzi, dove ci sono tutte quelle palazzine liberty tra cui <a href="https://maps.google.com/maps?q=Via+Filippo+Palizzi,+Napoli,+NA,+Italia&amp;hl=it&amp;ll=40.840553,14.234144&amp;spn=0.001816,0.003787&amp;sll=40.840553,14.234144&amp;sspn=0.000912,0.001894&amp;oq=Via+Filippo+,+Napoli&amp;t=h&amp;hnear=Via+Filippo+Palizzi,+Napoli,+Campania,+Italia&amp;z=19&amp;layer=c&amp;cbll=40.840553,14.234144&amp;panoid=k30yQHOru9iSGnbL45SN4w&amp;cbp=12,235.73,,0,-9.82">una che sembra una gigantesca porcellana wedgwood</a>, e io ho sempre pensato che vorrei abitare là dentro, e pazienza se è roba da <em>chiattilli</em>, ma ad abitare in una porcellana wedgwood che dà sul golfo più suggestivo di un intero continente io non uscirei più di casa e nessuno avrebbe l&#8217;opportunità di darmi del <em>chiattillo</em>.<br />
Dicevamo: come ho trovato Napoli? Più trasandata, depressa e vandalizzata del solito. Sarà che ha piovuto a dirotto per quasi tutta la settimana, ma mi è sembrato come se la città si fosse fatta carico di un po&#8217; della tristezza che io ho sempre provato per lei, e finalmente mi sono trovato in completa comunione emotiva con quelli che ormai solo burocraticamente sono ancora i miei concittadini. Ci siamo, mi sono detto, questo è il contraccolpo finale della sindrome da stress post traumatico che questa città affronta da centocinquanta anni a questa parte, abbiamo toccato il fondo e ora è il momento di decidere se abbandonare definitivamente quella fase in cui si è convinti che o si è capitale, grande capitale come una volta, o non si è nulla. Bisognerebbe trovare altrove una città non capitale che riesce ad essere  così fortemente capitale nel cuore dei suoi cittadini, come Napoli, e vedere là come fanno, prendere esempio.<br />
Io domani me ne vado, starò via in un posto che si definisce il più civile del mondo perché vi girano soldi e le strade sono pulite e tutto qui, ma a voi napoletani lascio un compito per la salvezza di questa grande capitale a cui tutto il mondo deve verità e rispetto: non smettete mai di meravigliarvi di quanto faccia schifo adesso. Glielo dovete.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3823/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3823/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3823&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E lo stato non fa niente?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 08:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho dovuto spiegare a un tedesco come funziona la camorra e cosa c&#8217;entra col fatto che la Campania è la regione europea col record di tumori ai polmoni e un&#8217;aspettativa di vita di due anni inferiore alla media nazionale, aggiungendoci anche l&#8217;amaro dettaglio storico dell&#8217;origine del nome Campania Felix e del perduto ruolo di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3783&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho dovuto spiegare a un tedesco come funziona la camorra e cosa c&#8217;entra col fatto che <a href="http://denaro.it/blog/2011/12/14/in-campania-mortalita-record-per-tumori/">la Campania è la regione europea col record di tumori ai polmoni</a> e un&#8217;aspettativa di vita di due anni inferiore alla media nazionale, aggiungendoci anche l&#8217;amaro dettaglio storico dell&#8217;origine del nome Campania Felix e del perduto ruolo di terra bellissima, salubre e produttrice dei migliori prodotti possibili della terra.<br />
Non è la prima volta che devo spiegarlo, perché loro, i tedeschi ma anche altri stranieri, hanno letto Gomorra, ne hanno visto il film, non si sono risparmiati articoli e documentari spietati sulla descrizione del problema, ma faticano comunque a realizzare che qualcuno possa lucrare prendendo rifiuti tossici da aziende private di altre regioni e altri stati e portarseli ad avvelenare la terra in cui vive. E ogni volta, come ieri, mi fermo quando viene posta la solita domanda: &#8220;E lo stato non fa niente?&#8221;<br />
Nell&#8217;ingenuità di chi vive in una nazione dove lo stato è una garanzia di legalità e giustizia, loro non riescono a figurarsi il ruolo dello stato italiano nei confronti della criminalità organizzata. Tra noi italiani possiamo discutere se si tratti di ruolo di impotente o di connivente, loro semplicemente faticano a immaginare entrambi.<br />
La domanda &#8221;e lo stato non fa niente?&#8221; genera un salto di argomento, e mi ritrovo a spiegare perché da sedici anni io mi rifiuto di votare alle elezioni politiche. In nessuna campagna elettorale io ho mai sentito descrivere, da nessun partito e da nessuna coalizione, camorra e mafia come emergenze a cui dare la massima priorità per la salvezza del Sud. Mai ascoltato chiaramente le parole &#8220;mafia&#8221; e &#8220;camorra&#8221;, ma ho sempre sentito parlare genericamente di criminalità, come se il Sud Italia fosse una Germania o una Spagna qualsiasi, e non un paese in guerra, cannibalizzato e devastato da un feroce sistema organizzato. Tornerò a votare quando qualcuno, in campagna elettorale, esprimerà chiaramente l&#8217;intenzione di concentrarsi con la massima priorità sullo sradicamento della camorra con qualsiasi mezzo. Nel frattempo voi sorbitevi la campagna elettorale attorno all&#8217;IMU e al tema &#8220;Alitalia deve restare italiana&#8221;.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3783/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3783&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Keine Jugendfreigabe</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 11:12:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le complicazioni, le ingerenze, la presenza invadente delle istituzioni tedesche nella vita della gente e nelle libere scelte si vedono soprattutto con la censura sui prodotti multimediali e audiovisivi, che qui assume proporzioni esagerate e contorni grotteschi, con editori stranieri che tagliano la testa al toro e rinunciano da subito a distribuire determinati prodotti in [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3774&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le complicazioni, le ingerenze, la presenza invadente delle istituzioni tedesche nella vita della gente e nelle libere scelte si vedono soprattutto con la censura sui prodotti multimediali e audiovisivi, che qui assume proporzioni esagerate e contorni grotteschi, con editori stranieri che tagliano la testa al toro e rinunciano da subito a distribuire determinati prodotti in Germania, o con serie tv di horror blando come The Walking Dead che vengono sottoposte a tagliuzzamenti e sforbiciate.<br />
La Germania è l&#8217;unico paese a non aver adottato, nel 2003, il Pan European Game Information, il sistema europeo di classificazione dei videogiochi utilizzato da dieci anni da tutti i paesi europei inclusa perfino la Svizzera, scegliendo invece di manterere il suo sistema locale USK, più restrittivo (il quale, se me lo si concede, è uno dei tanti esempi dell&#8217;idea univoca e unidirezionale che la Germania ha dell&#8217;Unione Europea, per la quale si può decidere ma dalla quale non si deve subire nessuna decisione).<br />
Nel frattempo sappiate che per estendere a contenuti vietati ai minori (es. film horror) il proprio abbonamento a un servizio video in streaming, bisogna scaricare un modulo, riempirlo, recarsi in un ufficio postale con un documento per farsi identificare&#8230; Mettiamola così: questo post è una conseguenza del moto rotatorio imposto al mio apparato riproduttivo dalla prospettiva di dover perdere un sacco di tempo per una stronzata del genere.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3774/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3774&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il canone della TV tedesca si fa estorsione</title>
		<link>http://totentanz.wordpress.com/2012/12/28/il-canone-della-tv-tedesca-si-fa-estorsione/</link>
		<comments>http://totentanz.wordpress.com/2012/12/28/il-canone-della-tv-tedesca-si-fa-estorsione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 13:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2013 non c&#8217;è nulla di più anacronistico del canone della televisione, che serve a finanziare dei media che molti non utilizzano più. Passo sempre per snob quando affermo di non guardare mai la TV, ma non è per snobismo che mi astengo dall&#8217;accendere quell&#8217;elettrodomestico. L&#8217;offerta  televisiva comprende certamente anche ottimi prodotti culturali, soprattutto qui [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3766&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2013 non c&#8217;è nulla di più anacronistico del canone della televisione, che serve a finanziare dei media che molti non utilizzano più.<br />
Passo sempre per snob quando affermo di non guardare mai la TV, ma non è per snobismo che mi astengo dall&#8217;accendere quell&#8217;elettrodomestico. L&#8217;offerta  televisiva comprende certamente anche ottimi prodotti culturali, soprattutto qui in Germania. Io, però, preferisco altri mezzi per l&#8217;approvvigionamento culturale, internet per prima, e credo di aver acceso la TV in casa mia solo un paio di volte in cinque anni di residenza tedesca, fatta eccezione per quando la uso come periferica della Play Station.<br />
Per non parlare della radio. Mai ascoltata, neanche in macchina.<br />
Ebbene, il canone televisivo in Germania tra qualche giorno diventa obbligatorio per ogni residenza, indipendentemente dal fatto di possedere o no un&#8217;apparecchio, e nessuno più dovrà stare attento a chi fa entrare in casa (i funzionari della TV di stato qui le escogitano di tutte per entrarti in casa e provare che possiedi un televisore) perché il solo fatto di risiedere presso un domicilio tedesco attribuirà il dovere di pagare questa tassa.<br />
Si tratta di ben diciotto euro mensili estorti per finanziare un servizio di cui non si usufruisce e che, si badi bene, raddoppiano a trentasei euro per le coppie conviventi e non sposate, essendo riconosciute unicamente come residenze indipendenti nello stesso appartamento.<br />
Vengono eliminate anche le eccezioni che fino ad ora hanno permesso a qualcuno di evitare questo salasso, come i disoccupati, per esempio.<br />
I miei concittadini che ancora godono del lusso di risiedere in Italia si lamentano delle accise che gravano sul carburante per motivi esilaranti, ma qui in Germania dal mio stipendio vengono detratte svariate piccole cifre per ragioni assurde, come la cosiddetta &#8220;tassa di solidarietà&#8221; che pago mensilmente per permettere ai tedeschi dell&#8217;ex Germania del&#8217;Est di riprendersi dal crollo del Comunismo, avvenuto la bellezza di ventiquattro anni fa. Ora mi toccherà pagare diciotto euro al mese (ma si vocifera di un arrotondamento a venti) non solo per sostenere i costi dei programmi televisivi culturali, ma anche per perpetuare la presenza in video degli onnipresenti dell&#8217;etere tedesco: <a href="https://www.google.it/search?hl=it&amp;gs_rn=1&amp;gs_ri=hp&amp;tok=W7QIbDdt5aSMmETXuTCMHw&amp;cp=10&amp;gs_id=8n&amp;xhr=t&amp;q=thomas+gottschalk&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.&amp;bvm=bv.1355534169,d.d2k&amp;bpcl=40096503&amp;biw=1525&amp;bih=961&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=isch&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wi&amp;ei=6JjdUKTKKZCDhQfuuYGgDA">Thomas Gottschalk</a> con i suoi outfit osceni e Michelle Hunzicker con i suoi neuroni diversamente abili.<br />
Ciò che però mi fa roteare vorticosamente l&#8217;apparato riproduttivo è la passività con cui il bilancio economico di ogni tedesco ha accolto questo provvedimento tra le sue terga. Un provvedimento che in Italia occuperebbe le prime pagine dei giornali e metterebbe in assetto di guerra tutte le associazioni di consumatori. Tra i tedeschi, silenzio tombale.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3766/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3766&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Italiani e tedeschi: Aspetti di comunicazione interculturale (Parte 1: il tempo)</title>
		<link>http://totentanz.wordpress.com/2012/12/21/italiani-e-tedeschi-aspetti-di-comunicazione-interculturale-parte-1-il-tempo/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 15:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[I tedeschi sono un popolo strano, talmente strano che esiste una sorta di manualistica sull&#8217;interazione con loro, sulle comparazioni tra la loro cultura e le altre, sulle loro particolarità sociologiche. Un piccolo numero di pubblicazioni non accademiche ma divulgative e popolari, raggruppabili sotto la definizione di &#8220;Germans for dummies&#8221;, mettiamola così. Siccome il tema mi [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3720&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I tedeschi sono un popolo strano, talmente strano che esiste una sorta di manualistica sull&#8217;interazione con loro, sulle comparazioni tra la loro cultura e le altre, sulle loro particolarità sociologiche. Un piccolo numero di pubblicazioni non accademiche ma divulgative e popolari, raggruppabili sotto la definizione di &#8220;Germans for dummies&#8221;, mettiamola così.<br />
Siccome il tema mi interessa particolarmente, come forse qualche abbonato ai miei feed avrà vagamente notato, mi sono procurato <em>Italiani e tedeschi: Aspetti di comunicazione interculturale</em>, di Donatella Brogelli Hafer e Cora Gengaroli-Bauer (Ed. Carocci, <a href="http://www.amazon.it/Italiani-tedeschi-Aspetti-comunicazione-interculturale/dp/8843059416">disponibile su Amazon</a>), due italiane stabilmente residenti in Germania che promettono, attraverso questo piccolo (e costoso: 21 Euro) saggio, di interpretare e spiegare i differenti punti di vista sui vari contrasti tra la società italiana e quella tedesca, e quindi di fornire le basi per il superamento dei reciproci pregiudizi.<br />
Data la mole di letture arretrate e il tempo che scarseggia, sto dedicando a questo libro solo i dieci minuti che quotidianamente passo in metropolitana per andare al lavoro, quindi mi occorrerà un po&#8217; di tempo per leggerlo tutto, ma mi piacerebbe comunque comentarlo qui capitolo per capitolo.</p>
<p>Devo dire che le premesse non lasciano presagire molto di buono, o di oggettivo, siccome già dal primo capitolo traspare un vago pensiero di fondo secondo cui l&#8217;Italia sarebbe un posto migliore se si germanizzasse un po&#8217;. Infatti, nel paragone delle caratteristiche, abitudini e tradizioni delle due società, le autrici si concedono un po&#8217; di durezza in più, e a volte anche leggera canzonatura, nei confronti del nostro paese. La sensazione iniziale è che il libro, sebbene opera di due autrici italiane, sia l&#8217;espressione di un punto di vista tedesco sui rapporti tra le due società. Oppure, se deve essere considerato come punto di vista italiano, sembra quello di una posizione minoritaria autoinflitta, e la cosa mi fa storcere il naso.<br />
D&#8217;altro canto, senza rendersene conto, Brogelli e Gengaroli si tradiscono su qualcosa di molto importante che riguarda il popolo germanico: insistendo particolarmente sull&#8217;impazienza tedesca per certe caratteristiche della società italiana, e utilizzando molto frequentemente espressioni del tipo &#8220;&#8230;e questa cosa fa innervosire i tedeschi&#8221;, ammettono in maniera evidentemente inconsapevole ciò che tutti quelli che hanno dimestichezza coi tedeschi si dicono in privato ma che, per correttezza politica, non affermano mai nel pubblico, e cioè che sono un popolo insofferente e facilmente incline all&#8217;aggressività, se visto come società e non come somma di individui.</p>
<p>Il primo capitolo entra subito nel vivo toccando il punto più dolente del rapporto tra italiani e tedeschi: il concetto di tempo e tutto ciò che ne consegue (la puntualità, l&#8217;ottimizzazione del tempo, il suo utilizzo ecc.). Vengono definiti due rapporti con lo scorrere del tempo distinti per ognuna delle due società: monocronia per i tedeschi e policronia per gli italiani, ovvero il tempo suddiviso in compartimenti stagni in un caso, fluido e aperto nell&#8217;altro caso.<br />
I tedeschi sono monocronici in quanto hanno bisogno di affrontare lo scorrere del tempo suddividendolo, scomponendolo e assegnando a ogni suo segmento una precisa funzione o pianificazione, senza riversamenti tra un segmento e l&#8217;altro. Gli italiani invece sono policronici in quanto intendono il tempo come una serie di vasi comunicanti dalla capacità non ben definita, il cui contenuto può spostarsi alla bisogna e mescolarsi. La conclusione è che per i tedeschi è bene sapersi occupare di una sola cosa per volta e portarla a termine entro i termini previsti, ed è male dedicarsi a più cose contemporaneamente, mentre per gli italiani è vero esattamente il contrario, siccome percepiscono rigidità improduttiva laddove si è incapaci di gestire più cose allo stesso tempo.<br />
Dal punto di vista dell&#8217;efficienza sembrerebbe quello tedesco il modello vincente, ma ha una controindicazione su cui le due autrici del libro tacciono. La gestione del tempo così rigida e irregimentata è responsabile di una caratteristica della società tedesca che viene presto notata da chi vi entra in contatto: l&#8217;incapacità di affrontare gli imprevisti, di fronte ai quali i tedeschi pretendono di andare avanti con il programma prestabilito o applicare le procedure standard, e quindi, quando non vanno letteralmente in tilt, creano situazioni che agli italiani appaiono strane e insensate. Non parlo certo di grandi imprevisti come catastrofi naturali o fallimenti di aziende, la cui gestione riguarda di più il campo della prudenza e della preparazione, cose in cui i tedeschi sono attentissimi. Parlo invece dei piccoli imprevisti della vita quotidiana: un&#8217;appuntamento mancato, un ritardo, un cambio di programma, imprevisti lavorativi, un&#8217;improvvisata. In un commento a un post precedente ho citato un&#8217;episodio (realmente accaduto) in cui l&#8217;amica tedesca si è offerta di dare un passaggio in macchina a fine serata, ma solo fino a casa sua, poi si è dovuto proseguire a piedi per un tratto che in macchina le avrebbe rubato cinque minuti comprensivi del ritorno. È un esempio straordinario di questa incapacità di reagire ai piccoli cambiamenti di programma o a qualunque accidente che dall&#8217;esterno intervenga a minacciare l&#8217;ordine dei segmenti in cui il tempo viene minuziosamente organizzato: lei aveva programmato di essere a casa alla tot ora, percorrendo tot chilometri lungo tale percorso, e nonostante la sua tabella di marcia successiva non prevedesse altro che starsene a casa e infilarsi nel letto, da ciò non l&#8217;hanno smossa nemmeno quelle che per noialtri sono le più elementari norme di cortesia tra amici.<br />
Al contrario, la gestione italiana del tempo appare completamente inefficiente agli occhi tedeschi, e per molti versi lo è, ma conferisce la capacità di saper modellare procedure, programmi e pianificazioni attorno a qualsiasi imprevisto.<br />
Il mio parere al riguardo è che entrambe le gestioni del tempo siano, nelle loro rispettive metà campo, efficienti e inefficienti per aspetti diversi e speculari, e che il problema si crei quando devono interagire o intrecciarsi. Qui a Francoforte si trova la sede tedesca di una grande multinazionale italiana (una delle più importanti nell&#8217;industria alimentare, non dico il nome ma è facile da capire, via&#8230;) dove lavorano sia italiani che tedeschi. Ebbene, a tutti i neoassunti viene fatto un breve training sul concetto di tempo nelle due diverse società, onde evitare che ai dipendenti tedeschi venga un travaso di bile per ogni meeting che comincia con dieci minuti di ritardo, o che a quelli italiani venga la cosiddetta &#8220;ansia da appuntamento&#8221; sapendo che qualcuno può avere un travaso di bile se un meeting non comincia puntuale.<br />
La vita sociale, che molto spesso inciampa in imprevisti e casualità, a parer mio risente delle rispettive gestioni del tempo, e soprattutto della capacità o meno di cambiare programma o gestire più programmi allo stesso tempo.</p>
<p>Ho trovato interessante la piccola parte del capitolo dedicata al rapporto tra tempo e silenzio, e alla dinsinvoltura con cui i tedeschi affrontano lunghi silenzi anche in compagnia di qualcuno, mentre per gli italiani si tratta di situazioni imbarazzanti in cui si sforzano di trovare qualcosa da dire pur di non rimanere muti. L&#8217;ho trovata interessante in quanto osservazione simile a quella fatta da me tante volte, ma purtroppo al riguardo, come per molte altre cose, Brogelli e Gengaroli sono estremamente parche di analisi e si limitano solo ad elencare questa tra tutte le altre particolarità che rendono contrastato il rapporto tra italiani e tedeschi.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3720/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3720/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3720&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mi iscrivo, anzi no</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 21:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fatto è questo: ho deciso di iscrivermi all&#8217;AIRE, l&#8217;anagrafe degli Italiani residenti all&#8217;estero. Vivo in Germania da cinque anni, e quindi starei violando la legge, siccome l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE è obbligatoria per le residenze all&#8217;estero che si protraggono oltre i dodici mesi. La mancata iscrizione però non comporta alcuna sanzione. Semplicemente, il consolato iscrive d&#8217;ufficio [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3684&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto è questo: ho deciso di iscrivermi all&#8217;AIRE, l&#8217;anagrafe degli Italiani residenti all&#8217;estero. Vivo in Germania da cinque anni, e quindi starei violando la legge, siccome l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE è obbligatoria per le residenze all&#8217;estero che si protraggono oltre i dodici mesi. La mancata iscrizione però non comporta alcuna sanzione. Semplicemente, il consolato iscrive d&#8217;ufficio l&#8217;italiano sgamato a vivere stabilmente nella regione estera di competenza, e morta lì.</p>
<p>L&#8217;iscrizione mi porterà pochi benefici e un bel po&#8217; di problemi. Ad esempio, non so come dovrò gestire la proprietà della Citroen che tengo parcheggiata nel cortile dei miei a Napoli, e che mi serve in maniera pressocché vitale quelle volte che scendo giù, mentre qui a Francoforte faccio volentieri a meno di una macchina, tra mezzi pubblici che funzionano discretamente e un servizio di car sharing efficientissimo e poco costoso. Non credo proprio che la Citroen e tutto quello che la riguarda (tasse, assicurazione&#8230;) potranno continuare a fare riferimento a una residenza italiana che burocraticamente non esisterà più, ma probabilmente dovrò reimmatricolare la macchina a Francoforte, la qual cosa significherebbe doverla portare qui fisicamente, cosa che non voglio. Senza tralasciare poi il fatto che il rigore eccessivo e la persecutoria pedanteria con cui la motorizzazione tedesca nega la revisione biennale per dettagli ridicoli (per dire: revisione negata a mio cognato perché il contenitore del liquido lavavetri non era pieno) comporterebbe un inasprimento della mia insofferenza verso la rigidità dei tedeschi, insofferenza che già  fatico a gestire. E io devo tenere basso il numero delle occasioni in cui sono sottoposto alla loro pedanteria, per il bene mio e loro.<br />
Poi ci sarebbe la questione della patente di guida, che dovrà essere convertita in quella tedesca. Appartengo all&#8217;ultima generazione per la quale la patente è ancora equiparabile a un documento di identità, perciò ci sarebbe da affrontare lo shock di avere un documento di identità rilasciato da un ente tedesco, che farebbe di me ex-expat e neo-emigrato, la qual cosa mal si concilia con il mio bisogno psicologico &#8211; nonostante i cinque anni di esilio &#8211; di sentire un piede ancora poggiato sul sacro suolo partenopeo.</p>
<p>Perderò inoltre l&#8217;assistenza sanitaria in Italia, che si ridurrà all&#8217;assistenza minima come quella garantita a qualsiasi altro cittadino comunitario. Non sarò più paziente del mio medico di base che, come per la maggior parte degli Italiani, è il medico storico che conosce a menadito i dettagli dei miei trascorsi clinici. È il medico, per intenderci, con cui mi siedo nel suo studio e mi prendo tutto il tempo per porre una serie lunghissima di domande, mentre le visite mediche a Francoforte si svolgono più o meno come quelle del famoso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Kbsrc3PQeyk">Medico della Mutua dopo che fu arrivato a tremila mutuati</a> (lo so che si fa fatica a credermi, e qualcuno mi ha accusato di dire balle, ma la mia ultima visita dalla dermatologa a Francoforte è durata quaranta secondi &#8211; li ho contati &#8211; in cui non è stato risolto un problema poi preso in carico con successo e soprattutto attenzione da un dermatologo di Napoli). Qui si dovrebbe aprire un discorso delicato sulla presunta efficienza del sistema sanitario tedesco, ma sarò breve: mi pesa rinunciare all&#8217;assistenza sanitaria pubblica italiana, che soffre per infrastrutture carenti, gestione disastrosa e mancanza generale di soldi, ma gode di personale medico preparatissimo e dall&#8217;approccio decisamente più umano. Usufruire della sanità pubblica italiana in veste di contribuente tedesco è però tecnicamente uno scrocco ai danni dei miei concittadini, volendone fare una questione morale da utilizzare come compensazione per il disagio della rinuncia.</p>
<p>Tornando alla questione del piede poggiato sul sacro suolo partenopeo, <del>perderò il diritto di voto alle elezioni comunali, provinciali e regionali</del> potrò continuare a votare per il comune del mio ultimo domicilio italiano, ma non da Francoforte come per le elezioni politiche, bensì dovendomi recare al seggio elettorale come qualsiasi napoletano lì residente, come se uno avesse voglia di programmare le proprie vacanze in terra natia a seconda delle elezioni comunali. Siccome già adesso, da non iscritto, posso votare per le comunali solo recandomi in seggio a Napoli, l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE non mi comporta vantaggi né svantaggi. Semplicemente non cambia nulla sulla modalità di partecipazione al voto amministrativo: rimane il caso anomalo in Europa occidentale di non poter votare dall&#8217;estero, AIRE o non AIRE.</p>
<p>E i vantaggi?</p>
<p>Potrò votare alle elezioni politiche italiane comodamente a Francoforte come elettore della circoscrizione Estero, e procurarmi più facilmente un nuovo passaporto, che non mi sarà più rilasciato da alcun ente locale italiano ma dal consolato di Francoforte.</p>
<p>Ho scaricato i moduli per l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE e ho scoperto con sorpresa che è possibile iscriversi per posta, ma la sorpresa si è infranta come si infrange un&#8217;onda sugli scogli fetenti e pieni di munnezza della Vigliena di San Giovanni a Teduccio allorquando scopro che vogliono allegato anche un atto di nascita, il quale ovviamente è rilasciato dal mio comune di nascita che Google Maps attesta trovarsi esattamente 1443 chilometri lontano da Francoforte con tanto di arco alpino in mezzo. Colpa mia, chi non si allontana mai da casa senza un atto di nascita in tasca?<br />
Scopro quindi che la leggenda che tutti gli expat e gli emigrati mi hanno sempre raccontato è reale e corrisponde a fatti concreti: qualunque interazione con un consolato italiano all&#8217;estero, anche la più piccola come lo scaricarsi dei moduli dal sito per un&#8217;iscrizione anagrafica, ha il sapore e il profumo di una burocrazia antiquatamente e stupidamente contorta.<br />
Mi spiega qualcuno che senso ha richiedere di allegare documentazione di difficile reperibilità quando la legge impone al consolato di iscrivermi d&#8217;ufficio alla sola notizia della mia residenza in Germania?<br />
Teoricamente, invece di tutti &#8216;sti moduli, atto di nascita, fotocopie di documenti, io potrei mandargli solo un&#8217;email in cui dico &#8220;ok, mi avete sgamato, vivo a Francoforte dal gennaio del 2008&#8243;, e loro dovrebbero iscrivermi.<br />
E io adesso come me lo procuro un atto di nascita?<br />
E per cosa, poi? Per delle elezioni politiche a cui per scelta non partecipo da quasi vent&#8217;anni, e per poter richiedere più facilmente il passaporto, la qual cosa va fatta solo ogni dieci anni?</p>
<p>Ci ho ripensato. Si trasformino al condizionale tutti i verbi che in questo post sono in futuro semplice: io col cazzo che mi iscrivo all&#8217;AIRE.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3684/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3684/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3684&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perché non ho votato al primo turno delle primarie del PD e non voterò neanche al ballottaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 12:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Totentanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei voluto partecipare col mio voto alle primarie del Partito Democratico, e con un po&#8217; di buona volontà ci sarei riuscito ma, ecco, mi ha fermato il disappunto dovuto al fatto che ci voleva questo po&#8217; di buona volontà per una cosa che in altri paesi sarebbe stata semplicissima, e il mio già scarso interesse [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3650&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto partecipare col mio voto alle primarie del Partito Democratico, e con un po&#8217; di buona volontà ci sarei riuscito ma, ecco, mi ha fermato il disappunto dovuto al fatto che ci voleva questo<em> po&#8217; di buona volontà</em> per una cosa che in altri paesi sarebbe stata semplicissima, e il mio già scarso interesse per questo partito assurdo si è trasformato di conseguenza in una disinteressata alzata di spalle.<br />
Spiego subito perché.<br />
Per il voto dall&#8217;estero richiedono una registrazione all&#8217;AIRE o qualcosa che certifichi il motivo della residenza. Non essendo io registrato all&#8217;AIRE avrei dovuto fornire documentazione riguardante la seconda opzione.<br />
Attenzione però: loro non vogliono qualcosa che certifichi la residenza in sé (sarebbe bastata una qualsiasi utenza, o un certificato di residenza locale), ma qualcosa che certifichi proprio<strong> il motivo</strong>. Perché non si fidano di te. Non so se è chiaro il concetto: il partito non si fida dei suoi elettori, laddove, in un mondo alla dritta e non alla rovescia come quello della politica italiana, un partito dovrebbe lavorare sodo perché gli elettori si fidino di esso.<br />
Comunque, per risolvere questa complicazione burocratica, chi risiede in paesi extraeuropei produce una copia del permesso di soggiorno per studio o lavoro, e vota.<br />
Ma io, che risiedo in un paese dell&#8217;Unione Europea e quindi non ho un permesso di soggiorno da esibire? Io, che lavoro per una multinazionale in un paese che ha una burocrazia così snella da non prevedere libretti di lavoro o cose del genere? Io?<br />
Io avrei dovuto mandare al PD una copia del contratto di lavoro o di una busta paga, perché unici documenti in mio possesso che certifichino il motivo per cui risiedo in Germania.<br />
Inviare una copia del contratto di lavoro per poter votare alle primarie di un partito politico è, se me lo si concede, surreale.<br />
Li ho contattati via email per chiedere loro se ci sono scorciatoie o soluzioni alternative, e loro non mi hanno risposto. In compenso hanno trattenuto il mio indirizzo email nel loro database e ora ricevo comunicazioni che non mi interessano. Ma non solo! Per qualche loro disguido informatico perfettamente in tono con il surrealismo che li contraddistingue, mi è arrivata la mail di un tale che richiede di poter votare al ballottaggio e allega la fotocopia della sua carta di indentità.<br />
E mi sa che, dall&#8217;estero, non sono l&#8217;unico <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2012/11/24/gabriella-pechino-e-le-primarie/">ad aver sfanculato queste primarie</a>.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/3650/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/3650/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&#038;blog=1106822&#038;post=3650&#038;subd=totentanz&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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