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	<title>Totentanz</title>
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	<description>&#34;Ciò che ti accade non ti riguarda se al contempo non riguarda più nessuno&#34; (Aldo Busi)</description>
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		<title>Totentanz</title>
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		<title>Der Spiegel non si meraviglia che Schettino fosse italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Der Spiegel]]></category>
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		<description><![CDATA[Pietransieri è un borgo abruzzese dove vado spesso. È una minuscola frazione del comune di Roccaraso arroccata al di qua della Majella, sul monte Tocco, da cui si gode di una vista spettacolare sulla valle del Sangro e sui monti dell&#8217;Alto Molise, dove ci sono Capracotta e Pescopennataro. Da piccolo ci passavo le vacanze, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2874&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pietransieri è un borgo abruzzese dove vado spesso. È una minuscola frazione del comune di Roccaraso arroccata al di qua della Majella, sul monte Tocco, da cui si gode di una vista spettacolare sulla valle del Sangro e sui monti dell&#8217;Alto Molise, dove ci sono Capracotta e Pescopennataro. Da piccolo ci passavo le vacanze, e perciò ho ricordi di quel luogo che annovero tra le mie cose più preziose.<br />
Almeno una volta all&#8217;anno devo vedere Pietransieri da Capracotta o viceversa. Meglio se vado a Pietransieri, e in compagnia, così ci fermiamo anche a pranzare al ristorante La Preta per una consueta dose di cazzarielli con i fagioli, polenta con [inserisci qui il tipo di selvaggina locale disponibile al momento] e scamorza alla brace. Non è una marchetta, è che chiunque ha il dovere morale di sapere quanto si mangia bene lì.</p>
<p>Veniamo al dunque: il 21 novembre del 1943 passarono per Pietransieri le truppe tedesche del maggiore Schulenburg in fuga dagli Alleati che erano appena sbarcati sulle coste tirreniche del Sud.<br />
Per rappresaglia, i tedeschi rastrellarono tutte le abitazioni di Pietransieri, radunarono gli abitanti nel vicino bosco di Limmari e li mitragliarono tutti: 128 persone, delle quali 34 bambini e un neonato di un mese.<br />
La neve ricoprì e nascose i cadaveri nel bosco fino alla primavera successiva, perché Pietransieri era un borgo isolato, e non c&#8217;era nessuna ragione per passarci.</p>
<p>A Pietransieri oggi c&#8217;è un piccolo sacrario che custodice i corpi e la memoria storica delle vittime di questa cosa per cui io non riesco a trovare una parola adatta. <em>Atrocità</em> mi sembra fin troppo indulgente. Forse, più che per un pranzo alla Preta, Pietransieri vale una visita per quel sacrario, architettonicamente insignificante, ma moralmente un capolavoro. Ognuno di quei nomi è un giudizio storico dalla forza spaventosa, ognuna di quelle date di nascita e di morte è una condanna tuonante e feroce contro qualsiasi crimine di guerra, non solo questo.</p>
<p>Dispiace sempre un po&#8217; tirare fuori argomenti del genere per mettere a zittire i tedeschi, soprattutto quando, riferendosi a un errore di un singolo (Schettino), pretendono di definire la &#8220;psicologia dei popoli&#8221;, come nell&#8217;articolo di <a href="http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,811817,00.html">Der Spiegel</a> (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/larticolo-che-ci-da-degli-schettino/186596/">qui la traduzione</a>), e si chiedono il senso di radunare in unione monetaria la perfezione teutonica e il terzo mondo mediterraneo, cosa che non viene detta tout court ma traspare inequivocabilmente da ogni virgola di quell&#8217;articolo, soprattutto dall&#8217;invito a visitare Napoli o il Peloponneso.<br />
A un&#8217;idiota che dà per scontato che una tragedia del genere non sarebbe accaduta se al comando della nave ci fosse stato un tedesco al posto di Schettino, verrebbe troppo facile ribattere che a Pietransieri sarebbero state risparmiate scariche di colpi su bambini e neonati se ci fosse stato un maggiore italiano al posto di Schulenburg. Non è questa la mia intenzione, perché so che i codardi abbondano in ogni cultura di ogni tempo, e che tanti sono gli Schettino tedeschi quanti sono gli Schulenburg italiani (cosa che andrebbe spiegata anche a Sallusti che, col suo <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/27/news/polemica_titolo_giornale-28849978/">volgarissimo editoriale sul Giornale</a>, riesce a replicare a un episodio di pessimo giornalismo con qualcosa di ancora più infimo).<br />
Cito l&#8217;episodio di Pietransieri solo perché a quell&#8217;idiota di Jan Fleischhauer,  l&#8217;autore di quell&#8217;articolo su Der Spiegel, mi piacerebbe far capire che nessun popolo può dirsi al riparo da generalizzazioni incaute e pericolose, e che io non mi aspetterei mai tali generalizzazioni da parte di un popolo che storce il naso e si rabbuia ogni volta che gli viene rinfacciata o anche solo ricordata la responsabilità dell&#8217;Olocausto, per esempio.</p>
<p>Mi chiedo se l&#8217;Unione Europea sarà sempre così, caratterizzata dalle lamentele tedesche per ogni cosa che non sia all&#8217;altezza della loro nazione produttiva ed efficiente. Fino ad ora è sempre andata così, se non erro. Probabilmente per i tedeschi il resto d&#8217;Europa non è stato efficiente neanche quando si è dato da fare per ricostruire la Germania ridotta in ginocchio alla fine della Seconda guerra mondiale, o quando ha fatto piovere sul loro paese fiumi di denaro per aiutare economicamente la riunificazione.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a> Tagged: <a href='http://totentanz.wordpress.com/tag/der-spiegel/'>Der Spiegel</a>, <a href='http://totentanz.wordpress.com/tag/jan-fleischhauer/'>Jan Fleischhauer</a>, <a href='http://totentanz.wordpress.com/tag/schettino/'>Schettino</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2874/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2874&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La notte</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:17:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non sono sempre le circostanze alle quali abbiamo direttamente partecipato che ci toccano di più. [...] Nessuna visione di quegli anni oscuri mi aveva tanto segnato come quei vagoni riempiti di bambini ebrei alla stazione&#8230; Non li avevo tuttavia visti con i miei occhi, ma fu mia moglie che me li descrisse ancora tutta piena dell&#8217;orrore che ne aveva provato. Noi ignoravamo tutto allora dei metodi di sterminio nazisti. E chi avrebbe potuto immaginarli! Ma quegli agnellini strappati alle loro madri superavano già quello che avremmo creduto possibile. Quel giorno credo di aver toccato per la prima volta il mistero di iniquità la cui rivelazione avrebbe segnato la fine di un&#8217;era e l&#8217;inizio di un&#8217;altra. Il sogno che l&#8217;uomo occidentale ha concepito nel XVIII secolo, del quale credette veder l&#8217;aurora nel 1789, e che, fino al 2 agosto 1914, si è rafforzato col progresso dei lumi e con le scoperte della scienza, questo sogno ha finito di dissiparsi per me davanti a quei vagoni carichi di bambini. E tuttavia ero lontano mille miglia da pensare che andavano a rifornire le camere a gas e i crematori.&#8221;</p>
<p><strong>François Mauriac</strong>; dalla prefazione a <em>La notte</em> di Elie Wiesel.</p>
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		<title>Vienna e Madrid in un post</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla famosa idea di Marco Mazzei, questa volta economizzo e ne sparo due in un colpo solo. Vienna (dicembre 2011) • Essere di madrelingua tedesca e sapersi vestire. Dopo quattro anni di residenza in Germania uno crede che questa combinazione sia impossibile, poi va a Vienna e&#8230; • Noi non siamo tedeschi. • Di nuovo: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2814&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla famosa <a href="http://www.mazzei.milano.it/city-in-a-post/">idea </a>di Marco Mazzei, questa volta economizzo e ne sparo due in un colpo solo.</p>
<p><strong>Vienna (dicembre 2011)</strong></p>
<p>• Essere di madrelingua tedesca e sapersi vestire. Dopo quattro anni di residenza in Germania uno crede che questa combinazione sia impossibile, poi va a Vienna e&#8230;<br />
• Noi non siamo tedeschi.<br />
• Di nuovo: noi non siamo tedeschi.<br />
• Noi non siamo tedeschi, e per rafforzare il concetto, gli annunci nel tram e nella metro sono in wienerisch.<br />
• Il wienerisch, ovvero la melodia applicata alla fonetica della lingua tedesca. Il prossimo che dice che il tedesco è brutto da sentire lo spedisco a Vienna.<br />
• E i froci? Dove sono i froci? È la capitale meno gay che abbia mai visitato.<br />
• Se a uno piace l&#8217;atmosfera di Parigi ma gli stanno sui coglioni i parigini, forse allora Vienna fa al caso suo.<br />
• Sul cibo arranchiamo, ma comunque una spanna avanti rispetto alla superpotenza germanica qui vicino.<br />
• E basta co&#8217; sta sacher. Andate al caffé dell&#8217;Hofburg e consolatevi con una torta alle castagne.<br />
• La cotoletta è buona. Sì, insomma, è buona, ma basarci l&#8217;orgoglio gastronomico di un&#8217;intera nazione mi pare un po&#8217; esagerato (vallo a spiegare ai Belgi e alle loro patate fritte).<br />
• Avercelo noi, un punto di riferimento storico come Maria Teresa d&#8217;Asburgo. Chi? Vittorio Emanuele II?<br />
• Più monumentale di Vienna ho visto solo Parigi.<br />
• Però aspettate un attimo: prima di lamentarvi della pacchianaggine del Vittoriano, date un&#8217;occhiata al Palazzo del Parlamento di Vienna.</p>
<p><strong>Madrid (gennaio 2012)</strong></p>
<p>• Essere di madrelingua castellana e sapersi vestire. La sensualità incarnata sulla faccia della terra.<br />
• Noi non parliamo inglese.<br />
• Non insistere, non lo parliamo per niente.<br />
• Anzi, guarda, preferiamo che ti rivolga a noi in italiano.<br />
• Nemmeno quel sibilo della lingua tra i denti rende la loro lingua meno attraente.<br />
• E gli etero? Dove sono gli etero? È la capitale più favolosamente frocia in cui abbia mai messo piede.<br />
• Se a uno piace l&#8217;atmosfera di New York ma ha bisogno di un po&#8217; di mediterraneità a portata di mano, Madrid è il posto perfetto.<br />
• Col cibo siamo a livelli stratosferici. Qualunque cosa venga ingurgitata, l&#8217;orgasmo al palato è garantito.<br />
• Sì, ok, la paella non è tipica madrilena, ma i turisti la agognano, perché è così difficile reperirne una?<br />
• Comunque tutto l&#8217;orgoglio gastronomico di questa metropoli potrebbe basarsi unicamente sui pinchos con pesce freschissimo al Mercado de San Miguel.<br />
• Avercelo noi un punto di riferimento come Carlo III. Ah, un momento: noi del Sud ce lo abbiamo, proprio lui.<br />
• Più liberty di Madrid non ho mai visto niente.<br />
• Però aspettate un attimo: prima di lamentarvi delle chiese di Fucksas in Italia, date un&#8217;occhiata a quell&#8217;orrore della Cattedrale dell&#8217;Almudena.</p>
<p>Entrambe città meravigliose, ma non vivrei in nessuna delle due. Troppo conservatrice la capitale austriaca, stipendi da fame e ritmi da infarto in quella spagnola. Dovessi essere forzato a scegliere, vincerebbe Madrid, per la lingua e per il bel tempo, e probabilmente cercerei casa a Malasaña, che si conferma il mio quartiere preferito.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2814/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2814&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Haftpflichtversicherung</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luogo strano, la Germania, che costringe il resto d&#8217;Europa ad adeguarsi alla sua ortodossia (lo dice Sarkozy, mica io). Il presidente francese parla di ortodossia economica, io dico che è il riflesso di una tendenza generale all&#8217;ortodossia che regola la vita dei tedeschi in qualsiasi campo. Chiunque abbia vissuto anche brevemente in Germania, o conosca [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2852&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luogo strano, la Germania, che costringe il resto d&#8217;Europa ad adeguarsi alla sua ortodossia (<a href="http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_18/sarkozy-fuori-onda_28285620-41d3-11e1-9408-1d8705f8e70e.shtml">lo dice Sarkozy</a>, mica io). Il presidente francese parla di ortodossia economica, io dico che è il riflesso di una tendenza generale all&#8217;ortodossia che regola la vita dei tedeschi in qualsiasi campo. Chiunque abbia vissuto anche brevemente in Germania, o conosca bene i tedeschi, conosce il loro essere refrattari a eccezioni e deroghe, il loro sbigottimento di fronte agli imprevisti di qualsiasi genere, il loro bisogno che tutto sia regolato, pianificato, assicurato.<em> Assicurato</em>, ecco. Qui in Germania scopri che la gente sborsa fior di quattrini per assicurazioni di ogni sorta. Collezionano assicurazioni, i tedeschi, e lì in fondo capisci anche un po&#8217; della loro proverbiale taccagneria: i loro stipendi se li mangiano le assicurazioni. Mi guardano come un alieno venuto da un mondo lontano milioni di anni luce quando scoprono che l&#8217;unica assicurazione che pago è quella della macchina, e solo per la responsabilità civile, perché furto e incendio ormai mi costavano più del valore della macchina in sé. E più mi guardano così, più mi viene da dire loro: smettetela, perché potrei guardarvi altrettanto sbigottito per il fatto che non avete il bidet!<br />
Dovreste vedere la loro reazione sgomenta quando apprendono che io non ho la <em>Haftpflichtversicherung</em>, parola terrificante che sta per assicurazione di responsabilità civile, quella cosa che in Italia esiste (con obbligo) quasi solo in funzione dell&#8217;uso dell&#8217;automobile, mentre qui in Germania la si paga (tutti, ma davvero tutti, e senza obbligo) applicandola non all&#8217;automobile ma alla propria persona in quanto esseri umani potenzialmente imbranati. Ti cade il mozzicone di sigaretta sul tappeto a casa di amici? Ti siedi sugli occhiali della vicina di casa durante una riunione di condominio? Attraversi fuori dalle strisce e una macchina, per evitarti, sbanda e ammazza cinque persone falciandole vie dalla fermata del tram? Ci pensa la <em>Haftpflichtversicherung</em>, e tu puoi tirare avanti per tutta la vita senza l&#8217;angoscia che un imprevisto causato da una sbadataggine venga a mettere subbuglio nella tua situazione economica.<br />
Nel bagaglio culturale mediterraneo che mi porto dietro c&#8217;è anche una buona scorta di quel fatalismo che mi impedisce di sborsare annualmente una cifra (non molto alta, va detto) per questo genere di assicurazione.<br />
Mi chiedono: e se causi un danno? Mi controchiedo perché dovrei pensarci ora, ci penserò al momento. Momento in cui sicuramente mi pentirò di non aver mai sottoscritto una <em>Haftpflichtversicherung</em>, ma mi dispiace, e certamente sono io che sbaglio, visto che sono io contro ottanta milioni di loro, ma non ho la mentalità adatta a campare pensando al peggio, tirando fuori quattrini per placare un mio ipotetico terrore di questo peggio che, oh vedrete, arriverà eccome, ma <em>poi</em>, non <em>ora</em>, e io ora non ho fatto niente di male. Mi assumo la responsabilità di quello che faccio, non di quello che non ho ancora fatto e che non si sa se farò. E loro imperterriti: se il danno è superiore alla tua disponibilità economica diventi insolvente (pronunciando la parola &#8220;insolvente&#8221; con il tono inquieto con cui noi pronunceremmo &#8220;condannato a morte&#8221;), ma a quel punto glisso e porto la conversazione sulle condizioni meteo, perché mutue lacune culturali ci impediscono di chiarirci a vincenda sul grado di pericolosità sociale che rispettivamente conferiamo allo status di &#8220;insolvente&#8221;.<br />
Comunque, quando poi chiedo loro di mettere sui due piatti della bilancia il costo totale della <em>Haftpflichtversicherung</em> da quando l&#8217;hanno sottoscritta (molti di loro dalla nascita), e le volte in cui hanno dovuto ricorrervi, i conti non sempre tornano a sostegno dell&#8217;utilità di tale assicurazione (per forza, per le leggi del mercato i conti devono tornare per la maggior parte delle volte all&#8217;agenzia, non a loro). Ma va anche detto che i tedeschi vi ricorrono per qualsiasi minchiata, anche per quelle cazzate in cui la vittima del danno, in Italia, probabilmente reagirebbe con un pacifico &#8220;ma no, si tratta di un paio di occhiali economici, ci faccio mettere un po&#8217; di colla da mio marito ed è tutto a posto&#8221;. Ho scritto Italia, ma probabilmente intendo Sud Italia, perché è tipico del Meridione indulgere sui danni subiti per aspettarsi indulgenza sui danni che si causeranno poi, e in fondo anche questa è una <em>Haftpflichtversicherung</em>.</p>
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		<title>Prefiche e neve</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ascolto la anchorwoman nordcoreana che annuncia la morte di Kim Jong-il e mi sembra una prefica, una di quelle donne che nel Meridione venivano pagate per andare a piangere, disperarsi e farsi venire le convulsioni ai funerali di gente che manco conoscevano. Sono state in attività fino al secondo dopoguerra, ma mi dicono che in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2819&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=llaF52R4JW4">la anchorwoman nordcoreana che annuncia la morte di Kim Jong-il</a> e mi sembra una prefica, una di quelle donne che nel Meridione venivano pagate per andare a piangere, disperarsi e farsi venire le convulsioni ai funerali di gente che manco conoscevano. Sono state in attività fino al secondo dopoguerra, ma mi dicono che in qualche borgo sperduto della Calabria Saudita ce ne sia ancora qualcuna, mentre a Napoli il fenomeno rimase confinato nell&#8217;entroterra più remoto per spegnersi dopo un veloce declino nei primi anni &#8217;60, quando il boom economico permise a chiunque di assicurarsi un corteo funebre in grande stile col tiro a otto e la carrozza barocca. Un popolo plateale nel dolore, quello dell&#8217;entroterra napoletano, esattamente come i nordcoreani che, stando a quanto mostrato dalla propaganda del regime, sono due giorni che non fanno altro che piangere all&#8217;unisono.</p>
<p>Adoro comunque il tono solenne della anchorwoman. Sembra una di quelle &#8220;intro&#8221; che aprono gli album dei migliori gruppi epic metal. Campionatela, mettetele una sinfonia epica di Hans Zimmer in sottofondo e la vedrei benissimo in apertura di un&#8217;eventuale versione rimasterizzata di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=P2q5kidXHuo"><em>Blood of the Kings</em></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=P2q5kidXHuo"> dei Manowar</a>.</p>
<p>Le andrebbero messi in ogni caso i sottotitoli in inglese, a beneficio dei <a href="http://www.buzzfeed.com/mjs538/people-that-thought-lil-kim-died">25 coglioni di twitter</a> che avevano capito che fosse morta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2gb6Wo2tOPc">Lil&#8217; Kim</a>.</p>
<p>Qui a Francoforte ha cominciato a nevicare e tutti sono andati in fibrillazione. Adorano la neve, l&#8217;atmosfera che porta, il romanticismo della città imbiancata, e non possono fare a meno di manifestare su facebook questo amore per la neve.</p>
<p>Quando vedo la neve, io mi chiudo in casa, convoglio il cinquanta per cento dell&#8217;intera produzione energetica tedesca sul mio impianto di riscaldamento e vado subito a controllare il sito dell&#8217;aeroporto di Francoforte riguardo a ciò che per esperienza so già: decine e decine di voli cancellati, come per ogni nevicata che io ricordi, perchè questa amena località caraibica non è preparata a quattro fiocchi. Come ogni anno, la proverbiale efficienza germanica è così all&#8217;altezza della situazione da tenerti col fiato sospeso fino all&#8217;ultimo secondo, fino a quando l&#8217;aereo su cui hai posato le chiappe non si è staccato dal suolo. Partirò? Non partirò.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2819/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2819&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La faccia come il culo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 09:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Winckelmann apprendo dell&#8217;ultimo regalino (il link porta a un pdf) che la Gelmini fa all&#8217;Italia per chiudere coerentemente tre anni e mezzo di belle parole sulla meritocrazia. Riassumo per chi non vuole o non può aprire un pdf: ha nominato nel consiglio di amministrazione del CNR Gennaro Ferrara, rettore dell&#8217;Università Parthenope di Napoli, istituto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2791&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://winckelmann.wordpress.com/2011/11/16/la-faccia-come-il-culo/">Winckelmann </a>apprendo dell&#8217;<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16YQWS">ultimo regalino</a> (il link porta a un pdf) che la Gelmini fa all&#8217;Italia per chiudere coerentemente tre anni e mezzo di belle parole sulla meritocrazia. Riassumo per chi non vuole o non può aprire un pdf: ha nominato nel consiglio di amministrazione del CNR Gennaro Ferrara, rettore dell&#8217;Università Parthenope di Napoli, istituto che annovera tra i suoi docenti moglie, figlia e due generi del suddetto rettore (uno dei quali &#8211; aggiungo io &#8211; ex militante di UDC e poi eletto al consiglio comunale di Napoli con il PdL). Niente di cui meravigliarsi in una regione dove tutto funziona secondo la logica del nepotismo, e dove la famiglia Mastella occupa istituzioni ed enti pubblici con veri e propri rami cadetti.<br />
Niente, allora, nessun commento da fare. Mi è solo venuta in mente una mia ex compagna di classe del liceo, beccata su facebook due anni fa. Mi raccontava di quanto era felice del suo nuovo posto di lavoro, impiegata a tempo indeterminato negli uffici dell&#8217;Università Parthenope, ottenuto a costo di sacrifici e senza dover ringraziare nessuno, perché lei era convinta che anche nella selva delle raccomandazioni l&#8217;impegno viene premiato.<br />
Ora mi sovviene che era sorella di uno dei parenti di Ferrara citati in quell&#8217;articolo.<br />
E per carità, alzi la mano chi non sfrutterebbe una raccomandazione facile per un posto sicuro in un ente pubblico di una regione dove la parola &#8220;lavoro&#8221; ha la stessa sfumatura miracolosa del concetto di &#8220;grazia del padreterno&#8221;. Volevo solo arricchire di un&#8217;altra parentela l&#8217;articolo di Stella sul Corriere.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2791/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2791&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quasi un&#8217;integrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra tre mesi festeggio quattro anni di residenza francofortese che, sommati al mio anno berlinese, fanno cinque anni della mia vita in Germania. Trenta a Napoli e cinque in Germania. Sono integrato? Ma sì, via, mi considero tale, linguisticamente e culturalmente, anche se cerco di non lasciarmi scivolare dalle dita il modo di essere e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2778&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra tre mesi festeggio quattro anni di residenza francofortese che, sommati al mio anno berlinese, fanno cinque anni della mia vita in Germania.<br />
Trenta a Napoli e cinque in Germania.<br />
Sono integrato? Ma sì, via, mi considero tale, linguisticamente e culturalmente, anche se cerco di non lasciarmi scivolare dalle dita il modo di essere e lo stile di vita di napoletano. All&#8217;inizio è stata dura, per ben due anni ho patito una grave insofferenza per certe differenze culturali enormi, soprattutto sui famosi rapporti umani la cui rigidità viene continuamente rinfacciata a &#8216;sti poveri tedeschi da tutto il resto del mondo, esclusi i Giapponesi. Tutto sta nel riuscire a vedere oltre le loro spalle quadrate e scorgere quell&#8217;umanità che non possono non avere, ma che rimane inizialmente inesplorata perché l&#8217;attenzione è tutta attratta da, appunto, una gestione dei rapporti interpersonali quasi matematica. Ci si fa l&#8217;abitudine, si inserisce questo particolare in un&#8217;ottica più ampia e si capisce che non può non essere così, perché se la società tedesca funziona più decentemente di quella italiana, lo si deve anche a quei dettagli apparentemente sgradevoli. Capovolgendo il quadro, si potrebbe dire la stessa cosa dei napoletani, che mi apparirebbero del tutto snaturati se curati da certi aspetti fastidiosi, per non dire insopportabili della loro cultura. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fx_BSO_6FS8">Diceva il Sassaroli</a>: chi si prende Donatella, deve per forza prendersi tutto il blocco. I tedeschi sono Donatella, ecco, e io mi sono preso tutto il blocco con la convinzione che la società tedesca fa un po&#8217; cacare, sì, ma sulla faccia della terra non ne conosco di migliori, italiana compresa.<br />
E poi, una volta conquistata l&#8217;agognata confidenza, i tedeschi ti fanno anche tenerezza quando scopri che dietro quella supponenza, quel credere di vivere nella migliore società possibile, quel disprezzare le popolazioni mediterranee o commentarne società e politica alludendo velatamente a pseudocavernicoli, dietro tutto questo c&#8217;è poca autostima collettiva e una malinconica consapevolezza di non essere particolarmente apprezzati dal resto del mondo, almeno per quanto riguarda stile di vita e socialità.<br />
Insomma, uno è soddisfatto del traguardo raggiunto, dal sentirsi integrato e a casa in una città, Francoforte, che scoraggerebbe i più ottimisti, al punto da considerare con estremo orrore ogni ipotesi di ritorno in patria. Pensa: io in fondo a &#8216;sti tedeschi ci voglio un bel po&#8217; di bene.<br />
E poi inesorabile arriva il colpo micidiale, la cosa a cui non riesci e non riuscirai mai ad abituarti, l&#8217;aspetto culturale che rimane tra quei pochi gradini su cui devi ancora arrampicarti per considerarti integrato al cento per cento, e che ogni volta che arriva lo attenui tornando a spulciare nostalgicamente le inserzioni di lavoro in Italia.<br />
Arriva l&#8217;invito a cena alle 18:00. Di sabato.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2778/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2778&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Auguri</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 13:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<title>Archeologia liceale</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 13:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<p>Ho trovato per caso questo filmato su Youtube. Un filmato del cazzo, di poco interesse: un gruppetto di liceali napoletani che giocano con la telecamera, si riprendono mentre dicono minchiate in un appartamento, poi per strada, poi nei corridoi di scuola. Il video è di qualità quasi contemporanea, ma i jeans a vita ascellare e le pettinature dichiarano senza ombra di dubbio gli anni in cui è stato girato.<br />
Un video noioso che difficilmente può mantenere l&#8217;attenzione desta per tutti i suoi trenta e passa minuti, ma io l&#8217;ho visto e rivisto più volte, perché è stato girato nel mio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_Classico_Giuseppe_Garibaldi">vecchio liceo</a>, durante quello che, secondo i miei riscontri, doveva essere l&#8217;anno scolastico 90/91, molto probabilmente in autunno 1990, mentre io frequentavo il quinto ginnasio. Si era quindi negli anni novanta, ma culturalmente ancora negli ottanta, durante la fase calante dei giubbini di jeans e dei fuseaux che presto avrebbero ceduto il passo ai camicioni di flanella e i capelli sudici incollati sulla fronte.<br />
Nel video, intendo nelle parti girate sotto scuola e poi nei corridoi durante l&#8217;intervallo, scorrono tra gli altri parecchi miei compagni di classe che dalla maturità in poi non ho più visto, e questo per me ha avuto l&#8217;effetto di un ricordo che si materializza all&#8217;improvviso, cancellando in un attimo la sensazione del tempo trascorso: venti anni risucchiati via e l&#8217;impressione che quelle scene provengano dalla mia vita di appena ieri, nonostante la difficoltà di ricollocare come ricordo recente il look improponibile di alcune mie compagne di classe (be&#8217;, insomma, sono aiutato dal fatto di vivere in Germania, paese dove molte donne ancora si fanno la permanente, e dove Samantha Fox e Kim Wilde ancora riempiono i palasport).<br />
Compaiono anche alcuni dei miei professori, dei quali <a href="http://totentanz.wordpress.com/2010/05/06/rimpiangendo-i-professori/">ho già scritto in precedenza</a>, e la lunga lista di gentili e omaggianti epiteti che viene declamata nella scena girata nei cessi si riferisce alla professoressa di storia e filosofia, docente scrupolosa e serissima ma che, purtroppo per lei, non era particolarmente brava a conquistarsi la benevolenza dei suoi allievi. Questo perché l&#8217;improvvisato cameraman (neanche tanto improvvisato, vista la qualità decisamente alta) l&#8217;ho riconosciuto come personaggio di spicco della mia sezione, un paio di anni avanti a me.<br />
In quel filmato rivedo alcune persone delle quali ho un ricordo bellissimo, ricordo che però si esaurisce con la fine dell&#8217;esperienza liceale, perché delle loro sorti posteriori alla maturità so meno di niente. Boh, la prossima volta che sentirò da qualcuno l&#8217;espressione &#8220;mi è passata la vita davanti agli occhi&#8221; penserò a questo filmato.<br />
Ma io dov&#8217;ero? Compare quasi tutta la mia classe in giro per i corridoi, soprattutto le ragazze. E io? Avrei voluto rivedermi, ho esaminato ogni singolo frame di quel video per scorgermi almeno di sfondo o di sfuggita, ma niente. Eppure durante l&#8217;intervallo ero sempre a cazzeggiare per i corridoi. Conoscendomi, le possibilità sono due: o stavo facendo <em>filone</em> al bosco di Capodimonte con altri compagni che neanche compaiono (in effetti in quel filmato mancano parecchi personaggi fondamentali), o dopo l&#8217;intervallo c&#8217;era l&#8217;ora di Greco, e quindi ero impegnato a copiarmi freneticamente la versione del giorno da qualche compagna, che poi era sempre la stessa (lei però compare).<br />
Un attacco di nostalgia del genere non lo avevo mai provato.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2762/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2762&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Berlino invece si capisce benissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 10:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due anni fa, proprio a cavallo tra settembre e ottobre, cantavo le lodi del caldo clima autunnale andaluso che per qualche giorno aveva sottratto il mio umore alle luttuose influenze della glaciazione francofortese. Siccome Francoforte quest&#8217;anno tarda a glaciarsi, per godere di tale tepore nel giorno della Riunificazione è stato sufficiente rimanere in Germania, o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2749&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due anni fa, proprio a cavallo tra settembre e ottobre, cantavo le lodi del caldo clima autunnale andaluso che per qualche giorno aveva sottratto il mio umore alle luttuose influenze della glaciazione francofortese. Siccome Francoforte quest&#8217;anno tarda a glaciarsi, per godere di tale tepore nel giorno della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riunificazione_tedesca">Riunificazione</a> è stato sufficiente rimanere in Germania, o meglio: saltare su un treno e andare a Berlino (prima classe in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/InterCityExpress">ICE</a> pagata quattro soldi, perché è sempre bene avere in famiglia non solo un medico e un avvocato, ma anche un dipendente della Deutsche Bahn).<br />
Si è trattato di un lungo fine settimana berlinese tra amici, graziato da un tempo che, se non vuoi porti tanti interrogativi sugli sconvolgimenti climatici, non può che metterti in pace con la vita, con l&#8217;umanità e tutto il resto. Svegliarsi in una luminosa stanza di Tempelhof con le finestre aperte, i raggi di sole che filtrano tra il verde dei castagni e i passerotti che fanno il loro dovere canoro lì fuori, mentre pensi che è ottobre e sei solo a un paio di centinaia di chilometri dalle coste del mare del Nord, be&#8217;, ti dà foraggio da gettare in pasto alla tua brama mai sopita di tepore mediterraneo, e rimanda di un po&#8217; il terrore dell&#8217;avvicinarsi dell&#8217;agonia invernale che si ripropone ogni anno inesorabilmente lungo le colonnine di mercurio tedesche.<br />
Un fine settimana anche molto notturno, approfittando del fatto che si poteva stare fuori a mezze maniche come se si fosse, appunto, sulle rive del Guadalquivir. Una volta tanto avrei voluto andare al Berghain, giusto per dare un&#8217;occhiata a ciò che svetta da anni in cima alla classifica delle cattedrali europee della techno, ma anche per curiosare e verificare di persona la fama di luogo che, fossimo in una teocrazia vaticana come in Italia, verrebbe demolito per poi lasciarne il suolo inondato di acqua benedetta in stile risaia. Rimandato alla prossima visita, tanto mi sa che davanti a me ho numerosi vai e vieni tra Francoforte e Berlino, perché questo fine settimana ha ingrossato a dismisura l&#8217;amore già enorme che provavo per quella città.<br />
In buona e numerosa compagnia sono stato al <a href="http://www.gmf-berlin.de">GMF</a> che, dovendolo descrivere per chi non conosce il lato più d&#8217;avanguardia della vita notturna berlinese, cioè quello omozezzuale, è una delle discoteche gay più suggestive in cui si possa mettere piede in Europa: situata tra il dodicesimo e il quindicesimo piano di <a href="http://maps.google.it/maps?q=Alexanderplatz,+Berlin,+Deutschland&amp;hl=it&amp;ll=52.522924,13.416482&amp;spn=0.001289,0.00313&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=26.755531,51.28418&amp;vpsrc=6&amp;hnear=Alexanderplatz,+10178+Berlin,+Germania&amp;t=h&amp;z=19">uno dei palazzoni socialisti</a> immediatamente alle spalle di Alexanderplatz, e precisamente nella ex <em>Haus der Reisen</em>, che era l&#8217;ente-agenzia di viaggi della DDR. Ha un&#8217;enorme terrazza-bar con vista mozzafiato su Alex, il Park Inn e la Fernsehturm, due piste molto grandi e un&#8217;utenza affezionatissima a questo appuntamento imprescindibile della domenica sera (alle cinque del mattino di lunedì c&#8217;èra ancora fila per entrare). Fa pensare che l&#8217;ingresso in un posto così esclusivo costi solo quindici euro e una birra tre euro, laddove, se venisse applicata l&#8217;italica speculazione, la gente pagherebbe cifre anche tre volte più alte per esserci. Fa pensare e conferma una caratteristica che rende Berlino un posto molto migliore di tutte le altre metropoli europee: essere alla portata di tutti, lasciarsi vivere in maniera assoluta da chiunque, essere un luogo in cui il proprio estratto conto non sia mai un grosso vincolo nel decidere cosa fare del tempo libero. Povera ma sexy, come dice il buon vecchio Wowereit.<br />
Domenica soleggiata e caldissima passata in riva alla Sprea a non fare altro che niente, al massimo stappare una birra e chiacchierare, in preda all&#8217;ozio che pareva essere l&#8217;unica cosa possibile in tale atmosfera estiva. Lì leggi sulle facce dei berlinesi la consapevolezza di essere ben altro che il resto della Germania, e di vivere in un posto speciale che non scambierebbero con niente al mondo. Fossi anche io berlinese (lo sono stato per quasi un anno, non dimentichiamolo), avessi la residenza lì, ne andrei fiero. Non saprò mai se venire via da Berlino sia stato un bene o un male, non so quali opportunità avrei avuto rimanendoci, migliori o peggiori di quelle tutto sommato buone che ho avuto in seguito altrove, ma so di certo che, se tornassi indietro nel tempo all&#8217;ottobre del 2003, col cazzo che me ne andrei da Berlino pensando &#8220;tanto posso tornarci quando voglio&#8221;. Non è vero che si può tornare. Da Berlino non si va via e basta.</p>
<br />Filed under: <a href='http://totentanz.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/totentanz.wordpress.com/2749/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/totentanz.wordpress.com/2749/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=totentanz.wordpress.com&amp;blog=1106822&amp;post=2749&amp;subd=totentanz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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