A Napoli in bicicletta si andava meglio prima, quando non c’erano le piste ciclabili. Si pedalava a bordo della carreggiata, i sampietrini ti facevano vibrare tutto l’ambaradan e riattivavano la circolazione sanguigna quando prendevi velocità sulla calata di Capodichino. E poi va be’, si finiva ogni tanto al pronto soccorso non sempre per la scarsa disciplina degli automobilisti ma più per lo stato postapocalittico che caratterizza il manto delle strade di Napoli, ve lo dice uno che ha esperienza di tre punti di sutura per essere rotolato, lui e la bicicletta in un groviglio di carne umana e ferraglia, lungo la discesa della Doganella.
A parte la pista ciclabile vera e propria sul lungomare “liberato”, con segnaletica orizzontale con tutti i crismi e ciclisti a novanta gradi per l’inculata di vederla sparire la sera sotto le macchine parcheggiate, la pista ciclabile a Napoli oggi è il disegnino di una bicicletta posto a intervalli regolari sui marciapiedi delle strade centrali, coi vigili che hanno preso la novità con uno slancio di entusiasmo un po’ eccessivo e redarguiscono chiunque osi pedalare alla vecchia maniera: sulla strada e non sul marciapiede a scampanellare per farsi largo tra i pedoni. Il risultato è che si vede qualche bicicletta in più in giro grazie alla campagna di incoraggiamento di De Magistris ma, se pedalare a Napoli prima era difficile, oggi è un’esperienza archiviabile come sport estremo.
Chi ha pensato, progettato e realizzato le piste ciclabili a Napoli, non ha mai visitato prima una città dotata di piste ciclabili, ne sono sicuro.







6 commenti
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10 ottobre 2012 a 13:48
katia
Ricordo ancora la prima volta in Germania, Norimberga. Io che cammino tranquillamente sul marciapiede (credevo), mentre invece stavo calpestando la ciclabile: se non mi strattonano via alla svelta vengo falciata da un ciclista che pedalava ai 200 all’ora …
10 ottobre 2012 a 14:09
LuciusDay
“Chi ha pensato, progettato e realizzato le piste ciclabili a Napoli, non ha mai visitato prima una città dotata di piste ciclabili, ne sono sicuro.” Tipo Francoforte. Facciamogli un bel giretto fare a De Magistris, chissà, magari qualcosa imparerà, anche se non per forza legato alle biciclette…
Oggi sono andato a lavoro in bici. Se il tempo fosse come quello di Napoli, ci andrei quasi sempre… ;) Chi ha il pane non ha i denti, e viceversa (?).
10 ottobre 2012 a 14:18
Totentanz
Lucius, quello della bicicletta è uno dei pochissimi aspetti su cui mi sono germanizzato: la uso con qualsiasi temperatura e condizione atmosferica (fatta eccezione per la neve).
11 ottobre 2012 a 10:21
kidpix
Ne avevo sentito parlare, ma non posso proprio immaginarmi Napoli con piste ciclabili!
Ormai sono passato a 30-40 km al giorno tra andare al lavoro e cose varie, anche se a Berlino le piste ciclabili non sono il massimo ( a detta dei tedeschi)…
12 ottobre 2012 a 22:47
Werckmeister
Riassumendo: prima non c’erano piste ciclabili (ma solo ciclisti kamikaze aspiranti suicidi); ora invece continuano a non esserci, ma si fa finta che ci siano…
13 ottobre 2012 a 09:13
Totentanz
Werck, non potevi riassumere meglio di così.