Francoforte vuole candidare due siti alla nomina di Patrimonio mondiale dell’umanità presso l’UNESCO. Si tratterebbe di materiale coi controfiocchi per la spocchia italiana del guardare dall’alto in basso i tedeschi riguardo al valore dei loro monumenti. In verità però qui non si vuole ridicolizzare il patrimonio artistico della Germania, che è di tutto rispetto, ma sottolineare la tendenza locale ad esagerare un po’ in certe valutazioni e, me lo si conceda, il provincialismo di una città che aspira ad essere considerata metropoli ma gna fa, e che ora si sta affannando per abbinare alla sua immagine di fredda città finanziaria anche una improbabile vocazione turistica (attualmente in centro sono in corso di smantellamento molti edifici orrendi dell’immediato dopoguerra perché si vuole ricostruire parte del centro storico medievale esattamente come era prima dei bombardamenti).
Poi va be’, se vogliamo discutere di cosa sia meglio tra l’esagerata autostima artistica della Germania e l’incuria in cui versa il patrimonio artistico italiano, preferirò sempre la via tedesca. Il discorso però è un altro: magari puntualizzare la megalomania germanica può aiutare a mettere a fuoco la disistima italica.
Vediamo un po’.
Il primo monumento è la Paulskirche, chiesa di San Paolo, costruita nella seconda metà del ’700. Si trova in pieno centro, accanto al municipio. Nel 1848 vi si riunì per la prima volta il parlamento della Germania unita, fu poi letteralmente polverizzata (come tutto il centro di Francoforte) durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ricostruita identica, sconsacrata, completamente vuota e spoglia, oggi viene usata solo in particolari occasioni. Vi si tiene la cerimonia di premiazione del prestigioso riconoscimento letterario “Friedenspreis des Deutschen Buchhandels” (qualche anno fa è stato conferito a Claudio Magris).
A detta della stampa locale, le possibilità che la Paulskirche diventi Patrimonio mondiale dell’umanità sono scarse. Insomma, è una ricostruzione (quindi un falso), per di più completamente vuota, dal valore artistico e architettonico pressocché nullo. Sarà anche importantissima per la storia locale, ma c’è un motivo se il riconoscimento è definito patrimonio “dell’umanità” e non “dei tedeschi”. Per ogni popolo è importante il luogo dove il suo parlamento si è riunito per la prima volta, quindi si creerebbe un precedente per cui ognuno di questi luoghi merita di essere riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’umanità.
Il secondo è Heimatsiedlung, una piccola zona residenziale funzionalista del quartiere francofortese di Sachsenhausen progettata dall’architetto tedesco Ernst May e costruita a partire dal 1927. Una passeggiata su Street view per le strade dell’Heimatsiedlung rende bene l’idea di ciò di cui sto parlando. Questa è data come più probabile per la candidatura.
Diciamo la verità: fanno tenerezza, ‘sti tedeschi, quando se la cantano e se la suonano da soli sul valore di certi loro monumenti.
Ricordo un documentario della ARD (la Rai Uno tedesca) sull’architettura di Francoforte: mostrava in un’unica inquadratura il grattacielo della Deutsche Bank e la Alte Oper, che fu costruita nel 1880, rasa letteralmente al suolo durante i bombardamenti, ricostruita identica solo negli anni ’70, dopo quasi trent’anni in cui praticamente non è esistita, quindi un falso che più falso non si può, per altro copia di un edificio già di per sé relativamente recente per la storia dell’architettura. Ebbene, la voce fuori campo descriveva la scena dicendo “a Francoforte il contrasto tra antico e moderno è estremo“. Eggià.







6 commenti
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2 agosto 2012 a 16:20
tiziana
Mi vien quasi da dire che sarebbe meglio se l’Italia fosse dei tedeschi,almeno il patrimonio artistico verrebbe tutelato( e non solo quello).I tedeschi faranno sorridere per le loro velleità di possedere maggiori patrimoni artistici di quanti ne abbiano realmente,ma gli italiani d’altro canto assomigliano ai lemmings quando corrono forsennatamente verso il baratro per un suicidio collettivo .
Siamo una massa di gente troglodita senza consapevolezza del proprio passato,senza orgoglio , senza dignità ,fondamentalmente incapace di autogovernarsi e destinato alla estinzione.
Quando, ogni mattina, constato la effettiva incapacità della maggior parte della gente di articolare una frase di senso compiuto,
di capire semplici istruzioni ,di compilare un semplice formulario, mi chiedo in che cavolo di paese vivo,dal momento che sembrano tutti analfabeti. Se appartenessimo al terzo mondo avremmo almeno qualche giustificazione,ma invece no!
Maledizione!
3 agosto 2012 a 07:31
totentanz
D’accordo, ma sei troppo dura. E comunque i tedeschi si impegnano moltissimo a tutelare il patrimonio che hanno, ma non sempre sanno farlo. La demolizione del Palast der Republik a Berlino (un simbolo monumentale nonché la più grande attrattiva turistica di quel “pacchetto” di monumenti riconducibili a DDR e guerra fredda, che dalla riunificazione in poi hanno attirato milioni di turisti) per ricostruire il palazzo reale tale e quale dopo oltre mezzo secolo di non-esistenza, la dice lunga.
6 agosto 2012 a 08:12
winckelmann
Se la cantano e se la suonano, d’accordo, ma fra loro e noi che pensiamo di fare la seconda pista dell’aeroporto di Venezia sull’area archeologica di Altino preferisco loro.
7 agosto 2012 a 12:25
ale
Il patrimonio tedesco? Mah, in questo momento di bundesincazzatura, direi tutto sommato poco. E pensare che stiamo per acquistare casa a Berlino….ma quando penso a certe città tedesche, come Essen, Stuttgart o Aachen, ai loro centri storici stuprati o malamente infiocchettati, a certi centri commerciali SPAVENTOSI, alle periferie della prefabbricazione, ai patetici tentativi di ricordare spazi e proporzioni toscane, penso che un minimo di giustizia ci sia. Noi dovremmo cambiare in un solo colpo 59 milioni di teste, ma in teutonia quanto a buon gusto e a risorse artistiche hanno da correre….
Noi abbiamo davvero troppo e, anche per le più potenti risorse economiche disponibili, ci sarebbe comunque qualcosa che scappa. Tiziana, quanta amarezza! Solo passeggera?
7 agosto 2012 a 13:43
isaboh
Nessuno mi fa piu`tenerezza dei poveri abitanti di Dresda quando guardano incantati la loro citta`e dicono che e`una piccola Firenze.
Quoto Ale in pieno,aggiungendo che i tedeschi ( in assoluto tra i filologi e studiosi di antichita`piu`competenti del mondo) sono dei criminali del restauro e spesso fanno cose pacchiane, che da noi sarebbero impossibili.
7 agosto 2012 a 14:28
totentanz
Winkelmann, non conosco la situazione di questa area archeologica, né i progetti della nuova pista di VCE, ma mi fido ciecamente del tuo disappunto. Però il tema accennato aprirebbe un dibattito colossale sulla paralisi della modernizzazione delle infrastrutture in italia per la tutela del patrimonio.