La solidarietà è facile quando non costa niente, ed è ancora più facile quando chiede solo di accodarsi a un coro e retwittare o condividere su Facebook. Lo vediamo ogni volta che una catastrofe mette in ginocchio una città o un’intera regione.
Un po’ più impegnativa è la solidarietà che richiede uno sforzo concreto. Su questo credo che siamo tutti d’accordo.
Questo spiega perché ovunque vedo condividere, linkare, inoltrare e perpetuare fino all’esasperazione questa irrealistica richiesta di annullare la manifestazione del 2 giugno a Roma per devolverne i costi ai terremotati emiliani, ma nessuno si prende la briga di condividere la pagina che la Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione per chi vuole effettuare donazioni in denaro, anche piccole, e dove si spiega come mettere a disposizione beni materiali, tempo e competenze propri.
Si può essere solidali sia con le vittime del terremoto, sia con una delle due uniche feste laiche della Repubblica Italiana (i cui costi non possono certamente essere recuperati tre giorni prima della manifestazione, e questo lo capiscono anche i bambini).







4 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
30 maggio 2012 a 15:16
marcoboh
d’accordo completamente. e vaglielo a spiegare a tutti quelli che protestano, ma che evidentemente capiscono meno dei bambini.
30 maggio 2012 a 15:51
miononnoincarriola
E vaglielo a spiegare a chi invia l’sms. Che i soldi per L’Aquila di tutti quegli sms ancora non sono arrivati.
30 maggio 2012 a 16:08
totentanz
Nonnoincarriola, è un altro problema questo, in cui potrebbero incappare anche i fondi recuperati dall’annullamento della manifestazione.
1 giugno 2012 a 13:50
Werckmeister
a me questa storiadel 2 giugno sembra solo un pretesto per esprimere una volta di più la voglia montante di mandare le istituzioni, tutte le istituzioni, affanculo