Sui periodici ritorni in Italia di chi vive all’estero c’è molto da dire. Quando ci si abitua ad altri stili di vita, migliori o peggiori che siano, si adotta automaticamente una nuova chiave di lettura dello stile di vita e delle abitudini della società italiana, soprattutto si notano cose anomale, buffe, strane o anche profondamente sbagliate che prima erano mimetizzate tra tutto ciò che si dava per scontato. Ne ho già scritto in passato, non intendo ripetermi.
C’è una cosa che però mi colpisce ogni volta con tale intensità da causarmi quasi uno spaesamento, e che mi fa stupire di come potessi darla per scontata quando non avevo esperienza di vita all’estero: la totale strafottenza con cui le forze dell’ordine disattendono le regole del codice stradale in maniera anche grave pur essendo in semplice pattugliamento e non in emergenza. Ci ho riflettuto quando oggi, a Napoli, ho dovuto inchiodare per evitare due moto della polizia che scendevano contromano da piazza Mancini, col rischio che qualcuno mi venisse addosso.
Lo fanno sempre, lo fanno tutte le forze dell’ordine di qualsiasi arma, lo fanno coloro i quali dovrebbero dare l’esempio. Ignorano semafori, attraversamenti pedonali, sensi unici e divieti di sosta con facilità, noncuranza e arroganza che in qualsiasi altro paese sono impensabili. È un comportamento grave, e da un punto di vista non italiano appare schifosamente incivile. E provate un po’ a richiamare all’ordine questi camorristi in divisa (come altro definirli?), anche solo con uno sguardo indignato: vi trovereste nei guai.
In Germania spendo fiato ed energie per contrastare l’idea di popolo incivile che i tedeschi hanno degli italiani, e lo faccio con la convinzione di essere dalla parte della ragione. Poi a un tedesco basta passare un fine settimana in Italia e osservare un fenomeno del genere per avere ragione di ridere di quello che dico. Ogni ritorno in Italia mi dà un motivo per pensare: ma chi cazzo me lo fa fare?







7 commenti
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16 marzo 2012 a 22:38
Eus
Conosco la sensazione. Non potrò mai dimenticare il giorno in cui, mentre aspettavo il tram su una trafficatissima via Marina tornando dall’università insieme alle solite frotte di turisti appena sbarcati da una qualche tappa di crociera di fronte al varco Pisacane, vidi quattro agenti di Polizia uscire pacati dal bar di fronte alla fermata, dividersi in coppie e salire su due auto blu e partire facendo una spettacolare inversione a U passando sopra lo spartitraffico (alto più di un marciapiedi, neanche fossero stati mezzi cingolati) che li separava dalla corsia preferenziale e andarsene in senso opposto. Il tutto per saltare l’attesa al semaforo dieci metri più avanti, dove poi ci sarebbe stato il varco dello spartitraffico che avrebbe consentito loro di svoltare senza problemi. Nello stesso momento, qualcosa come ottanta paia di braccia alzavano le braccia per immortalare la scena tra espressioni di sorpresa, sarcasmo e sogghigni vari.
Roba da far salire il. sangue agli occhi per la rabbia e la vergogna. Bah.
17 marzo 2012 a 01:05
Snem
Sei Napoletano, sei Italiano e non sei come i Tedeschi pensano tu sia. Ecco cosa te lo fa fare.
18 marzo 2012 a 00:44
totentanz
Snem, questo è fuori di dubbio. Il problema è prendere atto ogni volta che gli italiani non sono come io sono convinto che i tedeschi debbano immaginarli :)
18 marzo 2012 a 13:21
thomas bernhard
L’ italia è un paese culturalmente più affine alla tunisia e all’ algeria, oggi, piuttosto che alla germania o all’ olanda. Basta pensare al caso della nipotina di mubarak: in quale altro paese europeo un premier che telefona alla questura cercando di liberare una prostituta minorene sua amica mentenedo deliberatamente ai poliziotti… avrebbe potuto rimanere in carica una volta scoperto?
Algeria e tunisia, forse uganda…
18 marzo 2012 a 21:54
thomas bernhard
Perchè poi uno scopre, spulciando su internet, che il presidente della Corte costituzionale nell’ italia “Democratica” era il presidente del tribunale DELLA RAZZA nell’ Italia fascita….
http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Azzariti
21 marzo 2012 a 19:49
gattosolitario
Io infatti ci ho rinunciato quasi sempre.
28 marzo 2012 a 12:52
Paolo
Ecco e piuttosto: se qualcuno te lo facesse fare, di tornare a Napoli per Pasqua, considera che io starei lì fino almeno al Giovedì precedente (e possibili strascichi di Venerdì), e puoi scrivermi a questa mail così ci vediamo :)