Il Belgio è sudicio, mi è stato detto. Appena passi la frontiera ti accorgi di quanto è sudicio. E io, per carità, non confuto né confermo. Mai messo piede in Vallonia né nelle Fiandre: l’idea di abbinare cozze e patate fritte me la dice lunga su quanto ha da offrirmi quel paese. Poi questa famosa birra trappista non mi dice niente, e in fondo le praline belghe le trovi un po’ ovunque, quindi mai avuto uno stimolo ad andare in Belgio, io, anche se un pensierino su Bruxelles ogni tanto mi tenta, fosse solo per visitare un paese che pare sempre star per scomparire lì per lì, ché sti confini politici dell’Europa occidentale sono immobili da un po’ troppo tempo. Quindi io non so se ‘sto Belgio è sudicio per davvero, e neanche me ne frega, ho dato un’occhiata su Street View a un paesino a caso nelle Fiandre, mi è sembrato lindo e morta lì. E se pure fosse stato sudicio, di posti sudici è piena l’Europa, e l’esperienza mi dice che altri posti piccoloborghesi tirati a lucido dove potresti mangiare sul marciapiede hanno tanto da essere denunciati seduta stante per altri tipi di sudiciume ben più disturbanti di una composizione di chiazze di vomito, merda di cane e packaging di McDonald’s al vento.
È inaccettabile che il Belgio sia sudicio – mi viene sottolineato con insistenza – perché è comunque Europa settentrionale.
Quindi è accettabile che l’Europa meridionale sia sudicia, perché abitata da cavernicoli irrecuperabili, deduco io. I belgi dovrebbero sforzarsi di collaborare al peso della superumanità nordica, perché così non va, perché se qualcuno non collabora, il pregiudizio non regge, e che diamine. Non sia mai che qualcuno venga a dire che Madrid è più pulita di Parigi (e lo è), o che Salerno può dare lezioni di igiene urbana a Mainz (e può farlo).
Poi, quando a un tedesco fai notare quanto razzismo inconsapevole venga fuori da certe espressioni pur esternate in buona fede, tu sei il meridionale complessato e sulle difensive.







18 commenti
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6 marzo 2012 a 10:00
tiziana
Ogni mattina i netturbini spazzano la strada dove lavoro e ogni sera scavalco cumuli di monnezza lasciata per ricordo dai gentili utenti che provvedono a sbarazzarsi dei rifiuti gettandoli dai finestrini delle auto in corsa. Ci si potrebbe fare sopra uno studio merceologico. Ad una genetica superiorità razziale non credo,ma ad una diffusa mancanza di educazione e regole sì. Solo due giorni fa ho pranzato a fianco di un bimbo di 8 anni, ( entrambi i genitori laureati e benestanti) che ha mangiato per tutto il tempo con le mani, risputando il cibo masticato nel piatto e nel bicchiere,sotto gli occhi beati e indulgenti dei genitori.
Che qui al Sud la maggior parte della gente lasci che i figli si comportino da animalucci è un dato di fatto inconfutabile.
Basterebbe che crollasse l’orrida mitologia della “CREATURA” che ha dà esse intoccabile e si cominciasse a suonargliele un pò.
Tra 30 apprezzeremmo i risultati per le strade anche al SUD.
6 marzo 2012 a 10:25
totentanz
Tiziana, temevo questo fraintendimento. La questione non è dove sia più pulita l’Europa, se a nord o a sud di Alpi e Pirenei, ma per quale assurdo motivo dai belgi ci si debba aspettare pulizia mentre da italiani spagnoli e portoghesi no. Il problema è che l’aver constatato la presenza del sudiciume in Belgio (ammesso che sia vero) ha sorpreso il mio interlocutore tedesco perché gli ha intaccato un pregiudizio, e lo ha portato a dire una cazzata.
6 marzo 2012 a 13:01
Snem
Bel post, centra in pieno cosa significa razzismo e quanto sia difficile diagnosticarselo :)
6 marzo 2012 a 13:16
totentanz
Snem, appunto. La parte più frustrante della storiellina è stata indurre il tedesco a riconoscere il razzismo nella cazzata detta. Mi duole dirlo, non ci sono riuscito, è rimasto con la convinzione di aver detto una cosa innocente e sacrosanta.
6 marzo 2012 a 13:24
Snem
Non ti biasimare, è complicatissimo. A volte non ci riesco nemmeno facendo ricorso alla logica formale :)
6 marzo 2012 a 14:37
asdf
Già.
Sono d’accordo.
Sulle cozze dico.
Però prova ad abbinare le patatine alla Carbonnades à la flammande. In realtà loro non le “abbinano”. Semplicemente: in italia ti portano il cestino del pane, là il cestino di patatine. Per capire quanto siano fissati, guarda qua:
http://www.cavolettodibruxelles.it/2005/09/les-frites-belges-belgische-frietjes
Se vai a Bruxelles ti consiglio di passare da qui: http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/07/bruxelles-mini-guida-golosa
E poi ti consiglio di prendere il trenino e andare a Brugge (Bruges), che è pure più linda, essendo più a nord ;-) ed è una meraviglia di mattoni, ciottoli, verde e canali.
Inoltre: sono cordiali, sorridenti, si sforzano di parlare italiano e sanno fare l’espresso.
6 marzo 2012 a 14:38
ferrigno
asdf?
6 marzo 2012 a 14:56
tiziana
Nel cremonese già ai tempi di mio nonno,( primi del 900 ) per definire una persona poco dedita all’igiene, la si definiva “napulìn” e così sono stata chiamata anch’io quando non mi lavavo le mani prima di mangiare ,da bambina. Non penso che fosse razzismo perchè a casa mia non ho mai sentito parlar male dei meridionali in quanto tali,anzi il contrario. Però Napoli era considerata una città sporca,a prescindere , e questa idea si è diffusa probabilmente dal Nord Italia in tutta Europa o forse i viaggi di formazione in voga nell’800 per i ricchi rampolli dei paesi dell’Europa del Nord hanno restituito una immagine della Grecia dell’Italia e della Spagna non lusinghiera e il marchio c’è rimasto appiccicato addosso.
Dopo uno ci si ritrova a vivere ( al Sud) e scopre paesini dell’irpinia talmente lindi e pinti da far invidia alla Svizzera. Come sempre,il guaio su queste cose sono le generalizzazioni e il farsi le idee delle cose sul sentito dire. Io stessa,per esempio,che in Marocco non sono mai stata,ho una idea del Marocco influenzata dai racconti di viaggio di amici,da letture di romanzi,dalla sporcizia degli abiti dei marocchini che frequentavano il pronto soccorso dove lavoravo,dal modo in cui ho visto quest’ultimi trattare le loro compagne etc etc.
E l’idea che me ne sono fatta non è esaltante. Sono razzista?
Spero di no,anche se,come dice Moni Ovadia,in tutti noi c’è una parte di razzismo nascosta,anche se cerchiamo in ogni modo di dissimularla. Ci vorranno secoli per cambiare l’idea che al Nord si ha del Sud,ma confido che grazie ai viaggi,alla letteratura,alle spiegazioni e ai chiarimenti le cose cambieranno un pò alla volta.
Sono processi lunghissimi,ma alla fine credo che farà un gran bene a tutti sentirsi solo semplicemente europei e basta,senza più nord e sud.
6 marzo 2012 a 15:20
Snem
Tiziana, mi dispiace, ma quello che hai descritto è razzismo, non deve esserci necessariamente mala fede o violenza per essere razzismo.
Lo è semplicemente perché hai esteso delle “caratteristiche” a tutto un gruppo, identificandolo in una “fantomatica” razza (Un tedesco che vive a Napoli diventa automaticamente sporco? I suoi figli lo saranno? No, perché sono Tedeschi? Ecco che spunta la razza… che non vuol dire niente)
C’era un tempo (il Settecento) quando era Napoli pulita e non le città nordiche (Goethe ne è testimone, famoso il suo “Neapel ist ein Paradies”), c’era un tempo (il Medioevo) quando nei paesi arabi si parlava con disgusto della poca igiene nell’europa “cristiana”, e c’era un tempo quando gli abitanti del nord erano definiti “barbari”.
Questo a dimostrazione che la “pulizia” dipende da altri ragioni che quelle “genetiche” (!) o culturali.
6 marzo 2012 a 16:13
andima
@totentanz
hai centrato esattamente la questione del discriminare comportamenti e cultura soltanto in base alla posizione geografica. Da questo punto di vista i paese anglosassoni durante i fine settimana ci dimostrano di come l’incivilta’ e l’eccesso possano far parte del nord molto piu’ che del sud, sotto certi aspetti.
La sporcizia di Bruxelles colpisce molte persone e colpi’ anche me al principio, sono stereotipi, lo stereotipo della citta’ del nord, ma non sono tutte Vienna e questo il turista non lo sa e ci rimane male. Esempio banale: qui a Bruxelles non raccolgono il bisognino lasciato dal proprio cane e le strade spesso ne sono piene, nel comune dove vivo (Bruxelles ne ha 19) ogni giorno gli addetti del comune raccolgono fino a 50kg di cacche di cane. Non male. Detto questo, sono sicuro che chiunque rimarrebbe sorpreso da tante altre sorprese che Bruxelles riserva, nel bene e non soltanto nel male, come capitale poco commercializzata (tipo una Barcellona, una Berlino o una Londra) eppure piena di vita e cultura.
@asdf
in realta’ le patatine non sostituiscono il pane, che in Belgio ha una varieta’ che in Italia ci sogniamo
6 marzo 2012 a 22:33
Alessandro
Ma quale Bruxelles! Vai a Gent, Bruges e/o Anversa a scoprire la bellezza delle Fiandre. Anzi meglio: Vieni a trovarmi qui in Renania e ci andiamo assieme (max. 3 ore di macchina).
Cmq più che sporca io Bruxelles la ricordo “sgarruppata”, ma anche molti quartieri di Parigi (o di Duisburg :D) lo sono.
6 marzo 2012 a 23:00
gioca
A Tiziana rispondo: durante un viaggio in treno in Svizzera ho assistito a questa scena: il paparino coi due pargoli, maschietto e femminuccia. In due non avranno superato i 10 anni di età sommando le loro.
Il piccolo prendeva la limonata, la versava sul pavimento del treno e poi risucchiava il tutto. Versava e risucchiava.
Il padre, certamente convinto della superiore lindezza dei treni elvetici, non interveniva.
O forse, come lamenti tu, sarà stato un papà terrone.
Ho l’impressione che siamo noi i primi ad alimentare gli stereotipi negativi, attribuendoceli in continuazione. L’erba del vicino non è sempre più verde.
7 marzo 2012 a 10:31
Werckmeister
TT, spero che a colui/colei che ha fatto questa bella osservazione tu abbia rifilato un bel calcio negli stinchi, seguito da un uppercut al mento… tanto, puoi sempre dire che la violenza è accettabile per un napoletano=camorrista…
Quanti stronzi cerebrolesi ci sono in giro, a qualsiasi latitudine.
7 marzo 2012 a 11:07
tiziana
Si,ho capito. da tempo mi sono imposta di “giudicare ” le persone solo per come si comportano e mai in base alla estrazione sociale o provenienza. Ma certi atteggiamenti che sono diffusi in certi gruppi di popolazione come li dobbiamo affrontare? Sono solo da ignorare o bisogna alla fine affrontarli e prenderne atto?
Io per esempio al Nord ci ho vissuto per ben 45 anni e ti assicuro che c’è la meta della metà della solidarietà sociale che ho invece trovato qui al Sud. La disgregazione del tessuto sociale,l’isolamento e il menefreghismo diffuso è un dato di fatto Sono allora una settentrionale razzista con i settentrionali?
Qui al Sud ho trovato invece una diffusa superficialità negli ambienti di lavoro e poca puntualità nell’ottemperare agli impegni anche da parte di fior di professionisti. Parlo di TENDENZE! Non dico che TUTTI sono così! Dopo 6 anni uno un’idea se la fa e smette di arrivare puntuale ai seminari perchè impara che ore 9,come scritto in brochure significa ore 10,30 ,(per incontrare sul posto almeno qualche anima). E tu che sei napoletano lo sai benissimo,dai….
A me sembra che circoli troppo “politically correct”,io adoro il Sud,ma perchè non posso dire che i meridionali calano troppo le braghe nell’educazione dei figli senza essere tacciata di razzismo?
Basta andare in una qualsiasi pizzeria a Napoli il sabato sera e misurare i decibel emessi dai pargoli e poi andarli a misurare in una pizzeria in una qualsiasi città del Nord.
Sicuramente so che ci saranno soggetti estremamente severi e fin troppo coercitivi con i figli anche al Sud,ma per l’appunto ,sto parlando di TENDENZE, di costumi diffusi,non di leggi genetiche.
Come il fatto che qui si mangia più pasta e ci si mette sopra 2 mestoli di sugo a porzione. Solo adesso mi sono resa conto di quanta poca pasta mangio . Io vado a riso,me ne sono accorta confrontando la mia alimentazione con quella che c’è qui.
Cavolo ci sono delle diversità,anche nelle cose più stupide,perchè non prenderne atto e scegliere semplicemente di adottare il meglio gli uni dagli altri? O scegliere di rimanere orgogliosamente diversi seguendo le proprie tradizioni ? ( il riso mi piacerà sempre di più della pasta). Guarda che non sono mai stata tenera con i difetti settentrionali , ma proprio per questo credo di poter far commenti anche su quello che vedo intorno a me qui al Sud, apprezzandone le cose belle ,( e sono tantissime) e criticando le cose che non mi vanno ( che non sono tantissime),
puntuale
7 marzo 2012 a 11:10
totentanz
Tiziana, hai ragione su tutto, ma il post voleva dire altro: non rimarcare o sminuire le differenze tra le culture, ma sottolineare un caso di razzismo inconsapevole.
7 marzo 2012 a 12:38
Snem
Tiziana, quello che affermi, che può sembrare ragionevole, mette in risalto quanto sia difficile “diagnosticarsi” il razzismo.
Il problema con affermazioni di questo tipo si nota negli effetti, quando l’individuo che non fa parte della “tendenza” di cui parli (moda è il termine matematico) è lo stesso vittima (ma può essere anche beneficiario!) del pregiudizio.
Razzismo è farsi una idea della persona in base a dove è nato e cresciuto (peggio, di che “razza” è): è Napoletano, allora sicuro arriverà tardi, mangia molta pasta (con due mestoli di sugo) e ti stordisce in pizzeria. E se non è così, non è Napoletano.
Per favore, comprendi questo: la diversità esiste, certo, e non c’è niente di male ad avere giudizi; però per lo stesso principio di diversità degli individui come si può estendere ragionevolmente anche solo una caratteristica a tutto un gruppo in base a un fantomatico concetto di razza o una posizione geografica?
Se è “gruppo” non c’è “diversità” perché l’unico fattore discriminante tra i gruppi è la razza, tutto il resto è irrilevante: assurdo non trovi?
C’è di più: una volta messo nel “gruppo” non puoi più uscirne al meno ché non cambi la razza, assurdo.
Sono Napoletano, però amo la puntualità. Purtroppo, con un razzista, devo dimostrarlo tutte le sante volte.
Sono Italiano, vivo in Spagna. A volte ho dovuto faticare per far capire rapidamente che non sono un altro Berlusconi/…/Schettino del ca**o. Per fortuna i razzisti con cui ho a che fare qui sono molto pochi.
Sono Io, chi mi giudica senza conoscermi è solo stupido, chi mi giudica senza conoscendo solo dove sono nato, è un razzista.
Chi lo fa in base alla condizione economica, è classista. Sesso, sessista… vale per tutti i pregiudizi.
“E’ musulmana, allora indossa il velo” è sullo stesso livello logico di “E’ texano, allora possiede una pistola”, però sicuro uno dei due ti sembrerà più ragionevole (chissà perché ;) )
I pregiudizi sono un’arma molto efficiente per “prevedere” il futuro che ci ha regalato l’evoluzione. E’ naturale avere pregiudizi.
Però da qualche millennio ne abbiamo un’altra, la conoscenza, che rende i pregiudizi obsoleti.
Purtroppo è più difficile da usare, e molti non si sforzano :)
Per finire, un esempio di razzismo “positivo” molto diffuso in Italia: i tedeschi sono precisi, puntuali, etc… è così, è una “tendenza” :)
Quindi è sufficiente assumere un *qualsiasi* tedesco per un lavoro di precisione e stare sicuri?
C’è qualcosa che non va: la credibilità diventa certezza automaticamente, nutrita dal razzismo.
Totentanz, scusa lo sfogo e se ho scritto troppo :)
7 marzo 2012 a 14:24
totentanz
Ma ci mancherebbe, puoi scrivere quanto ti pare, e ti appoggio in pieno, ma credo che tu e Tiziana stiate parlando di due cose un tantino diverse. Anche lei ha ragione quando parla di tendenze generali di una societá. Purtroppo non tutti capiscono che la tendenza generale è, appunto, una tendenza e non la regola, e che poi gli individui sono diversi. Qui in Germania fatico tremendamente a togliere dalla testa dei tedeschi con ho a che fare l’idea di trovarsi di fronte l’italiano tipo come se lo sono stereotipato in mente.
7 marzo 2012 a 15:36
ferrigno
@Snem
Ti ringrazio per avermi aiutato ad afferrare questo punto. Il razzismo non sta nell’ammettere che esista una tendenza, ma nel giudicare un individuo a priori.