Afri-Cola è l’orrore fatto bibita, impostosi sul mercato tedesco sfruttando una fama del tutto spontanea di marchio fair trade. Non ha niente di fair trade: il prefisso afro e la palma nel logo hanno creato l’equivoco di avere a che fare con qualcosa di equo e solidale, e per questo la bibita si è diffusa soprattutto nei locali tedeschi alternativi, freakettoni e universitari a sostituire la più celebre Coca Cola, ma in realtà Afri-Cola è un marchio commerciale appartenente a Mineralbrunnen Überkingen-Teinach, un’azienda tedesca di bibite e acque minerali, che sarà pure una minuscola e insignificante realtà imprenditoriale al confronto con la multinazionale Coca Cola Company, ma di certo non è un’opera pia di misericordia dedita alla carità presso le miserie africane né, come molti credono, una specie di cooperativa equa e solidale messa su da africani volenterosi per risollevare l’economia locale. No, è semplicemente un’azienda tedesca con il suo sacrosanto e legittimo scopo di lucro.
L’Afri-Cola fa un po’ schifo, con quel sapore scialbo e il contenuto di caffeina più che doppio rispetto alla Coca Cola, ma si trova un po’ avunque, sempre di più, come alternativa alla Coca, o meglio, come alternativa imposta a un marchio globale e capitalista. La Pepsi non andava bene, no, ai clienti bisogna somministrare questa robetta annacquata il cui contenuto di caffeina è tale da trenere sveglio anche un bradipo preso nel meglio del suo letargo. Devo ricordarmi di berla prima di andare a una qualsiasi festa di compleanno tedesca.







10 commenti
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21 febbraio 2012 a 17:35
Smila Blomma
aahahah, finale meraviglioso!
22 febbraio 2012 a 13:25
Werckmeister
beh, ma è chiaramente un imbroglio, non esiste in Germania una legislazione contro questo tipo di marketing truffaldino?
22 febbraio 2012 a 13:26
totentanz
Werck, non é un imbroglio. È solo una sensazione collettiva del tutto spontanea.
22 febbraio 2012 a 18:01
schatten
Sai che alla Pinakothek der Moderne a Monaco nella sezione design c’e’ una stanza intera dedicata all ‘Afri-cola?
22 febbraio 2012 a 21:50
totentanz
Non lo sapevo, ma no0n mi meraviglio :)
26 febbraio 2012 a 17:43
Werckmeister
Ma TT, “sensazioni collettive spontanee” è spesso sinonimo di “condizionamenti subliminali di massa da pubblicità ingannevole”!
26 febbraio 2012 a 17:45
totentanz
Ma no, Africola non ha mai fatto alcuna pubblicità ingannevole. Semplicemente questa brodaglia si trova è un must in centri sociali e lcali freakettoni, e da lì è partita una sorta di sensazione collettiva che sia roba fair trade antimperialista.
28 febbraio 2012 a 22:57
Werckmeister
ah, sì, leggo su wikipedia che il marchio è del 1931, all’epoca fricchettoni e commercio equo e solidale erano ancora nella mente di Zeus…
29 febbraio 2012 a 16:51
Stefano
No, no, nel 1931 i frikkettoni c’erano già. E i primi “verdi” e “alternativi” e mistici sono stati i nazisti, tra l’altro.
Chiusa la parentesi, ti dirò che a me l’han rifilata per la prima volta in un suggestivo trombatoio di Berlino. Non mi è dispiaciuta, ma io ho gusti barbari. Più che altro trovo adorabile il design molto rétro del marchio.
6 settembre 2012 a 16:04
maressa
Esiste anche la Ruhrpott-Cola ma non l’ho mai bevuta l’afro-Cola fá schifo hai ragione!!