Luogo strano, la Germania, che costringe il resto d’Europa ad adeguarsi alla sua ortodossia (lo dice Sarkozy, mica io). Il presidente francese parla di ortodossia economica, io dico che è il riflesso di una tendenza generale all’ortodossia che regola la vita dei tedeschi in qualsiasi campo. Chiunque abbia vissuto anche brevemente in Germania, o conosca bene i tedeschi, conosce il loro essere refrattari a eccezioni e deroghe, il loro sbigottimento di fronte agli imprevisti di qualsiasi genere, il loro bisogno che tutto sia regolato, pianificato, assicurato. Assicurato, ecco. Qui in Germania scopri che la gente sborsa fior di quattrini per assicurazioni di ogni sorta. Collezionano assicurazioni, i tedeschi, e lì in fondo capisci anche un po’ della loro proverbiale taccagneria: i loro stipendi se li mangiano le assicurazioni. Mi guardano come un alieno venuto da un mondo lontano milioni di anni luce quando scoprono che l’unica assicurazione che pago è quella della macchina, e solo per la responsabilità civile, perché furto e incendio ormai mi costavano più del valore della macchina in sé. E più mi guardano così, più mi viene da dire loro: smettetela, perché potrei guardarvi altrettanto sbigottito per il fatto che non avete il bidet!
Dovreste vedere la loro reazione sgomenta quando apprendono che io non ho la Haftpflichtversicherung, parola terrificante che sta per assicurazione di responsabilità civile, quella cosa che in Italia esiste (con obbligo) quasi solo in funzione dell’uso dell’automobile, mentre qui in Germania la si paga (tutti, ma davvero tutti, e senza obbligo) applicandola non all’automobile ma alla propria persona in quanto esseri umani potenzialmente imbranati. Ti cade il mozzicone di sigaretta sul tappeto a casa di amici? Ti siedi sugli occhiali della vicina di casa durante una riunione di condominio? Attraversi fuori dalle strisce e una macchina, per evitarti, sbanda e ammazza cinque persone falciandole vie dalla fermata del tram? Ci pensa la Haftpflichtversicherung, e tu puoi tirare avanti per tutta la vita senza l’angoscia che un imprevisto causato da una sbadataggine venga a mettere subbuglio nella tua situazione economica.
Nel bagaglio culturale mediterraneo che mi porto dietro c’è anche una buona scorta di quel fatalismo che mi impedisce di sborsare annualmente una cifra (non molto alta, va detto) per questo genere di assicurazione.
Mi chiedono: e se causi un danno? Mi controchiedo perché dovrei pensarci ora, ci penserò al momento. Momento in cui sicuramente mi pentirò di non aver mai sottoscritto una Haftpflichtversicherung, ma mi dispiace, e certamente sono io che sbaglio, visto che sono io contro ottanta milioni di loro, ma non ho la mentalità adatta a campare pensando al peggio, tirando fuori quattrini per placare un mio ipotetico terrore di questo peggio che, oh vedrete, arriverà eccome, ma poi, non ora, e io ora non ho fatto niente di male. Mi assumo la responsabilità di quello che faccio, non di quello che non ho ancora fatto e che non si sa se farò. E loro imperterriti: se il danno è superiore alla tua disponibilità economica diventi insolvente (pronunciando la parola “insolvente” con il tono inquieto con cui noi pronunceremmo “condannato a morte”), ma a quel punto glisso e porto la conversazione sulle condizioni meteo, perché mutue lacune culturali ci impediscono di chiarirci a vincenda sul grado di pericolosità sociale che rispettivamente conferiamo allo status di “insolvente”.
Comunque, quando poi chiedo loro di mettere sui due piatti della bilancia il costo totale della Haftpflichtversicherung da quando l’hanno sottoscritta (molti di loro dalla nascita), e le volte in cui hanno dovuto ricorrervi, i conti non sempre tornano a sostegno dell’utilità di tale assicurazione (per forza, per le leggi del mercato i conti devono tornare per la maggior parte delle volte all’agenzia, non a loro). Ma va anche detto che i tedeschi vi ricorrono per qualsiasi minchiata, anche per quelle cazzate in cui la vittima del danno, in Italia, probabilmente reagirebbe con un pacifico “ma no, si tratta di un paio di occhiali economici, ci faccio mettere un po’ di colla da mio marito ed è tutto a posto”. Ho scritto Italia, ma probabilmente intendo Sud Italia, perché è tipico del Meridione indulgere sui danni subiti per aspettarsi indulgenza sui danni che si causeranno poi, e in fondo anche questa è una Haftpflichtversicherung.







21 commenti
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18 gennaio 2012 a 22:12
Yoshi
“è tipico del Meridione indulgere sui danni subiti per aspettarsi indulgenza sui danni che si causeranno poi, e in fondo anche questa è una Haftpflichtversicherung”
sì, più economica e più intelligente :)
18 gennaio 2012 a 22:27
Paolo
“perché mutue lacune culturali ci impediscono di chiarirci a vincenda sul grado di pericolosità sociale che rispettivamente conferiamo allo status di “insolvente””
E’ una delle frasi più brillanti, divertenti e ironiche che abbia mai letto su un blog.
18 gennaio 2012 a 22:49
totentanz
Yoshi, ovviamente parlo di piccoli danni.
Paolo, grazie :)
Ho modificato leggermente quella frase, mi sono permesso di modificarla anche nel tuo commento per non lasciarlo incoerente col post. Il senso però è lo stesso.
19 gennaio 2012 a 00:23
andima
piacevole lettura, anche se dubito riusciro’ mai a pronunciare il nome dell’assicurazione :/
19 gennaio 2012 a 09:51
rose
tutto questo adire vie legali per qualsiasi evento quotidiano mi lascia perplessa. non so se perché sono italiana (benché del nord) o solo molto all’antica!
19 gennaio 2012 a 14:30
Luciana
Mi piace quello che scrivi. Purtuttavia, con tutto il cuore, ti consiglio di fare almeno la Haushaltversicherung!
19 gennaio 2012 a 14:35
totentanz
Grazie per il consiglio, ma devi motivarlo. Convincimi :)
19 gennaio 2012 a 14:58
Luciana
Per 10 euro al mese assicuri tutti i guai che puoi causare al prossimo, tipo incendio o allagamento, caduta di oggetti…e anche le lastre di porte e finestre che si rompono per tuo comportamento imbecille. Da quando l’ho stipulata esco allegramente lasciando lavatrice e lavapiatti in moto (prima facevo lo stesso, solo che ogni tanto mi rodeva un pensierino). Considero questa polizza un ottimo ammortizzatore per tutte le scocciature condominiali. Qui non ti fanno passare liscio proprio nulla.
Se sei in affitto è tra gli obblighi dell’inquilino, infatti i primi 5 anni non l’avevo fatta ;) Adesso però sono diventata brava e faccio propaganda, si vede che mi sto proprio (dis)integrando.
19 gennaio 2012 a 15:30
totentanz
Luciana, quindi centoventi euro all’anno, che sommati alle altre assicurazioni che mi sono state consigliate come “essenziali” da altri, fanno all’anno più della metà di un mio stipendio mensile. Il pensiero di lavorare oltre due settimane all’anno solo per mantenermi le assicurazioni mi angoscia.
Nel mio contratto di affitto non c’è alcun riferimento a questa assicurazione, quindi suppongo di non esservi obbligato. In quattro anni che sono in affitto avrei pagato 480 euro di assicurazione. Mica poco. Preferisco correre il rischio, magari stando più attento all’uso che faccio dell’appartamento :)
19 gennaio 2012 a 17:29
Is@boh
D´accordissimo con Luciana sulla Haushaltvesicherung.
C´e`anche una ” Schlüsselversicherung”, nel caso in cui tu perda le chiavi e devono cambiare tutte le serrature del palazzo ( cortili, cortiletti e varie).
Io l´ho dovuta fare perche´ho le chiavi di diverse scuole dove faccio lezione.
Per il resto condivido in pieno il tuo atteggiamento, schifando inoltre questo sistema di assicurazioni in virtu`della catastrofe preventiva.
19 gennaio 2012 a 20:24
hans
Anch’io questa ossessione da assicurazione non l’ho mai capita. Io ho solo l’assciurazione della macchina (e quelle sanitaria per viaggi all’estero – costo: 6 euro all’anno). Va però detto che le assicurazioni tedesche sono generalmente moooolto più economiche di quelle italiane. Quando misis la targa tedesca alla macchina nel 2003 il cambio di assicurazione Italia/Germania ridusse il costo del 75 % (si, settantacinque!).
Forse che le assicurazioni tedesche costano meno perché c’è più mercato?!?
21 gennaio 2012 a 12:22
katia
mi sei mancato
21 gennaio 2012 a 17:35
Stefano
Come si usa dire – e uscendo un po’ fuori tema – “spezzo un’arancia” per dimostrare che può capitare che persino i tedeschi conoscano deroghe e eccezioni. Lo so perché l’ho sperimentato una volta io, in prima persona, nel 1996. Allora, arrivato nella Ruhr, mi ero subito ammalato. Mi era venuta una bronchite. Allora avevo sia l’E111 che una sorta di mini-assicurazione obbligatoria prelevata direttamente dalla borsa di studio che ci veniva data. Non so per quale motivo (o forse perché in teoria dovevamo avere solo una delle due: non era previsto che ci portassimo l’assicurazione da casa, vattelapesca), quando andai dal medico lui mi fece pagare la visita e poi dovetti pagare i medicinali.
In seguito, al primo follow-up collettivo con una funzionaria del Kultusministerium del Land NRW, quando lei chiese se qualcuno aveva già avuto modo di usare l’assicurazione medica, io alzai la mano e le raccontai la-rava-e-la-fava dei miei casini. Lei mi fece un cenno del tipo “ok, ok, poi ne parliamo”. Dopo, al riparo dagli occhi altrui, mi prese da parte e mi diede, cash, i soldi che avevo speso. Immagino in modo eccezionale rispetto alle regole e alla prassi. Me ne stupii persino io.
22 gennaio 2012 a 21:31
fabristol
Quello delle assicurazioni è un vizio anche british anceh se non raggiunge livelli teutonici. Come sempre dico i britannici sono a metà strada tra la sensibilità tedesca e quella latina. Qui assicurano tutto dai vestiti ai laptop, dai telefonini al carpet della casa.
un mio collega scozzese si era reso conto di essere andato in rosso in banca a causa di tre assicurazioni che aveva sottoscritto anni fa e che poi ha scoperto non gli erano servite a nulla.
23 gennaio 2012 a 00:07
gattosolitario
Anche qui in Svezia la situazione é molto simile. Addirittura la previdenza sociale che paga se sei malato, durante la maternitá/paternitá etc… si chiama “cassa di assicurazione”. Ed é un ente statale :)
30 gennaio 2012 a 10:47
Snem
Idem qui in Spagna: assicurazione per la casa obbligatoria per la responsabilità civile, che sia in affitto o di proprietà, perché si può sempre accidentalmente bruciare tutto il condominio: perché “scaricare” il costo sulla società? :)
Poi nell’assicurazione si può mettere di tutto, dai danni elettrici al computer alle spese di pulizia per vestiti (!).
Sono persino assicurato contro furto in strada, lo avessi fatto a Napoli! :)
Che forse la Spagna abbia perso quel “bagaglio culturale mediterraneo” di cui parli?
30 gennaio 2012 a 10:57
totentanz
Tutto questo dalla Spagna non me lo aspettavo :)
Io non sopporto l’idea di assicurare ogni minima cosa della propria vita. I tedeschi sono entrati in un circolo vizioso in cui non riescono a pensare di poter fare a meno delle assicurazioni, di quelle più impensabili per gli italiani, e davvero rimangono sconvolti quando apprendono che nessun italiano ha la haftpflichtversicherung, che nessuno in italia si sognerebbe di assicurare le chiavi di casa, e che sono pochissimi gli italiani che si pagano una pensione integrativa (qua in Germania lo fanno tutti). Intendiamoci, le assicurazioni sono utili, ma semplicemente sono refrattario all’idea di considerarle fondamentali, idea che qua in Germania si è radicata più che saldamente.
30 gennaio 2012 a 11:14
Snem
Non ti preoccupare per la Spagna, sono ancora molto lontani dal livello tedesco :D
Per quanto riguarda l’assicurazione sulla casa, all’inizio ero un pò contrariato, soprattutto perché obbligatoria, però credo che in effetti sia molto comoda in quanto risolve la maggior parte degli “incidenti” condominiali in modo relativamente rapido e pacifico.
Sinceramente preferisco questo alle sguaiate liti condominiali di cui ho avuto notizia o alle cause (infinite) per un soffitto che sgocciola…
L’obbligatorietà (o la larga diffusione come in Germania) rende più “tranquilli” tutti. Lo stesso accade con gli incidenti stradali, non trovi?
Sarebbe molto spiacevole avere ogni volta il dubbio che chi ti ha appena tamponato non sia assicurato.
1 febbraio 2012 a 20:59
Werckmeister
i tedeschi sono meravigliosi… meno male che noi non lo siamo!
10 febbraio 2012 a 11:00
avi
E’ la prima volta che non mi trovo d’accordo con le tue considerazioni. Anche in Francia l’assicurazione sulla responsabilità civile è un obbligo se sei proprietario o affittuario di immobile, anzi il contratto di affitto non te lo fanno firmare proprio se non hai prima la polizza dell’assicurazione. Credo che tutto quello da te descritto se da un lato evidenzia quell’ansia per l’imprevisto dei tedeschi, dall’altro denuncia, ancora una volta, la mancanza da parte degli italiani di un senso di responsabilità civica e quindi civile e quindi personale. Ti auguro veramente che non debba capitarti niente per cui tu debba poi pagare. Per quel che mi riguarda, ho stipulato una polizza di responsabilità civile che copre non solo i danni eventuali subiti dal mio condominio se dovessi malauguratamente dimenticare di spengere il gas o chiudere il rubinetto, ma anche i danni a terzi che i miei gatti potrebbero causare o che io dovessi causare involontariamente mentre vado in bicicletta. E’ un pensiero in meno e vale la pena spendere un centinaio di euro all’anno. Il problema è invece quello di trovare in Italia un sistema seriamente competitivo di assicurazioni invece di quel cartello da banda bassotti che ci ritroviamo. Forse il prossimo post potresti farlo sulla qualità delle imprese di assicurazione tedesche (che insieme alle svizzere e alle francesi sono le migliori al mondo !).
10 febbraio 2012 a 11:09
totentanz
Avi, guarda che io quasi quasi sottoscrivo quell’assicurazione.