Via Winckelmann apprendo dell’ultimo regalino (il link porta a un pdf) che la Gelmini fa all’Italia per chiudere coerentemente tre anni e mezzo di belle parole sulla meritocrazia. Riassumo per chi non vuole o non può aprire un pdf: ha nominato nel consiglio di amministrazione del CNR Gennaro Ferrara, rettore dell’Università Parthenope di Napoli, istituto che annovera tra i suoi docenti moglie, figlia e due generi del suddetto rettore (uno dei quali – aggiungo io – ex militante di UDC e poi eletto al consiglio comunale di Napoli con il PdL). Niente di cui meravigliarsi in una regione dove tutto funziona secondo la logica del nepotismo, e dove la famiglia Mastella occupa istituzioni ed enti pubblici con veri e propri rami cadetti.
Niente, allora, nessun commento da fare. Mi è solo venuta in mente una mia ex compagna di classe del liceo, beccata su facebook due anni fa. Mi raccontava di quanto era felice del suo nuovo posto di lavoro, impiegata a tempo indeterminato negli uffici dell’Università Parthenope, ottenuto a costo di sacrifici e senza dover ringraziare nessuno, perché lei era convinta che anche nella selva delle raccomandazioni l’impegno viene premiato.
Ora mi sovviene che era sorella di uno dei parenti di Ferrara citati in quell’articolo.
E per carità, alzi la mano chi non sfrutterebbe una raccomandazione facile per un posto sicuro in un ente pubblico di una regione dove la parola “lavoro” ha la stessa sfumatura miracolosa del concetto di “grazia del padreterno”. Volevo solo arricchire di un’altra parentela l’articolo di Stella sul Corriere.

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