Anni fa ho lavorato in un call center a Napoli. È una cosa nota a chi segue questo blog da un po’.
Era il call center del branch italiano di Home Shopping Europe, l’emittente televisiva europea di televendite che in seguito ha chiuso i battenti in quasi tutti i paesi. Il lavoro consisteva semplicemente nell’acquisire ordini di gente idiota che non sapeva distinguere un affare propriamente detto da paccottiglia fetente venduta a prezzi improponibili.
Era alienante, ma la compagnia non era affatto male: come vicini di position avevo il fior fiore dei laureati napoletani, soprattutto in studi umanistici o di economia, tutti lì a onorare gli anni di studio salmodiando “Home Shopping Europe sono Pincopallino, come posso aiutarla?” per ricevere in cambio quattro soldi con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (prima) e a progetto (poi).
Lo stipendio faceva un po’ pena (sui settecento euro netti per un full time, che variavano al ribasso a seconda di vacanze o malattie, ovviamente non retribuite), ma era più che dignitoso se paragonato ad altre situazioni di sfruttamento che caratterizzano il mercato del lavoro napoletano.
Prendendola come una situazione transitoria, non era tanto malaccio, via. Pure l’alienante monotonia delle telefonate sempre uguali a un certo punto veniva metabolizzata fino a distaccarsene mentalmente. Mi pesava solo un po’ il modo di fare di quel paio di falliti che gestivano e dirigevano il call center, che si sentivano realizzati solo per il fatto di aver risalito la corta scala gerarchica di un’azienda così microscopica e quindi credevano di aver raggiunto il potere e di poter trattare i sottomessi come schiavetti. A Napoli queste persone vengono definite galli sulla munnezza. Ma va be’.
Io poi me ne andai, ma ho conservato contatti con molti dei colleghi rimasti. Si era instaurata un’atmosfera familiare e fraterna, che è rimasta anche a distanza di anni, e perfino con le Alpi in mezzo. Ho sempre pensato spesso a tutti loro, molti li sento e vedo tutt’ora, e mi sono sempre tenuto informato su come andavano le cose tra quelli rimasti a lavorare lì (in pratica quasi tutti, laureati compresi).
Home Shopping Europe decise in seguito di sbarazzarsi del branch italiano, che non fruttava, e mise in vendita tutto l’ambaradàn.
Chi poteva puntare gli artigli su un canale televisivo in vendita?
Ma il Berlusca, ovviamente!
Io so delle scene di giubilo di alcuni operatori di quel call center, che dicevano “Berlusconi ora ci mette tutti a posto e ci fa il contratto”.
Berlusconi invece lo mise a quel servizio a tutti quanti, perché smembrò l’azienda, si accaparrò le frequenze, gli studi e la logistica per formare quella che oggi è Mediashopping, e cedette il call center al gruppo Omnia Network, che passò tutti gli operatori a un contratto part time. Il bello è che il nano malefico fece in modo che il call center continuasse a lavorare per Mediashopping in outsourcing, e quindi i miei poveri laureati hanno subito anche la beffa di dover vendere i decoder digitali terrestri e le tessere Mediaset Premium dopo l’inculata colossale arrivata da Arcore.
Hanno continuato così per anni, a gestire gli ordini e il customer care di Mediaset Premium, finchè Berlusconi non ha perfezionato e portato a termine l’inculata, trasferendo la commessa Mediashopping a un call center di Milano e lasciandoli – come si dice sempre a Napoli – con le chiappe nell’acqua.
Omnia Network, di conseguenza, ieri ha chiuso quella sede di Napoli (precisamente Casalnuovo di Napoli) e ha licenziato tutti i 150 operatori.
Ho sintetizzato parecchio, ma tutta la vicenda è raccontata nei dettagli qui.
Ho insistito sull’aspetto dei laureati costretti a lavorare per anni in un call center, ma in tutta onestà la vera questione raccapricciante è che quel call center era pieno di gente, laureata e no, che con i quattro soldi di quel misero lavoro part time metteva insieme pranzo e cena per una famiglia, per i bambini, e che adesso non so quali alternative abbia. Alcuni li conosco bene e so che sapranno darsi da fare, o che addirittura avranno la forza di portare il deretano finalmente lontano da Napoli. Molti di loro però sono madri e padri di famiglia con un’età che lì a Napoli esclude qualsiasi prospettiva di essere chiamati per un lavoro, e quindi hanno davanti a sé un periodo che definire difficile è eufemistico.
Oggi, tutti e 150, hanno manifestato in corteo a Casalnuovo di Napoli.
Non posso non usare questo blog (che qualcuno di loro legge) per fargli arrivare un po’ di solidarietà da parte mia e un augurio di cuore per il futuro.








9 comments
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5 Febbraio 2009 a 9:26 am
cacioman
Anche io (nel mio piccolo) rilancio con grande solidarietà e stima per tutti gli operatori di call center.
5 Febbraio 2009 a 11:31 am
gattosolitario
Io non capisco come qualunque persona si possa fidare di uno come mister B.
5 Febbraio 2009 a 2:19 pm
Frà
Marikaaa, quanti Forkò sò rimasti??
12!
Forkòò, a soli 99 euri… e ddaje, me vojo rovinà! In regalo pure er chiodo pe attaccallo!!
5 Febbraio 2009 a 3:38 pm
totentanz
Mamma mia, ma ch è sta roba? HSE almeno faceva un po’ meno caciara ;-)
5 Febbraio 2009 a 4:25 pm
Disorder
questa: http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=lucia+ocone+veronika&aq=f
tornando seri, è una storia vergognosa. questo è l’imprenditore che “è una risorsa per il paese”, e che “non ha mai licenziato nessuno anzi conduce bene le sue aziende”
7 Febbraio 2009 a 8:30 am
blubbo
più che altro trovo “comico” che mentre lui e i suoi a volte sbraitano per 100 lavoratori che una grande azienda lascia a casa ,per questa situazione se ne è fottuto (si ,lo so che lui alla fine c’entra poco però le operazioni simpatia mirate che fa le ho sempre odiate).
cmq dai consolati ,napoli è ripulita dalla monnezza e poi la crisi non c’è e troverai sicuramente un altro lavoro ,anche ben remunerato ringraziando la legge a cui partecipò d’antona.
chi ha detto tutte ’ste stronzate? indovina un po’?
7 Febbraio 2009 a 11:09 am
totentanz
Blubbo, grazie per l’augurio, ma francamente non vivo più a Napoli e un lavoro ce l’ho già :-)
13 Febbraio 2009 a 9:31 pm
Oscar Ferrari
e magari lo hanno anche votato
14 Febbraio 2009 a 9:25 pm
totentanz
Oscar Ferrari, ci hai colto. Giusto al centro. E il bello è che continueranno a votarlo.