I miei colleghi tedeschi non hanno mai sentito parlare di Capri. Sanno che Ischia è un’isola italiana ma non saprebbero localizzarla su una cartina delle coste italiane. Uno di loro ha addirittura giurato e spergiurato che Sorrento si affaccia sulla laguna di Venezia.
Alcuni di loro non hanno neanche ben chiaro se Napoli sia a sud o a nord di Roma.
Sanno del Rinascimento, di Lorenzo il Magnifico e di tutti i cuolli di cazzo legati alla Toscana, che nell’immaginario tedesco è l’Italia per eccellenza, ma non hanno la minima conoscenza storica riguardo a un fantomatico Regno di Napoli, quindi non immaginano neanche lontanamente che Napoli è stata una capitale. Per secoli.
I miei colleghi tedeschi non hanno idea di cosa sia stata la Magna Grecia, quindi cadono dalle nuvole se gli dici che Napoli è stata fondata quasi tremila anni fa dai Greci. Non immaginano che Napoli gode anche di archeologia ben più antica di quella pompeiana, e che a due passi ha l’Acropoli di Cuma, uno dei posti più belli d’Italia.
Non sanno della poesia, della letteratura, di Eduardo e del teatro. Non hanno mai letto niente riguardo alla ricchissima tradizione teatrale napoletana, anche perché nessun Istituto Italiano di Cultura si è mai preso la briga di occuparsene.
Per i miei colleghi tedeschi i Borboni sono l’attuale famiglia reale spagnola. Non sanno niente dei Borboni delle Due Sicilie, della loro Napoli che – lo diceva Stendhal, mica io – si contendeva con Parigi il ruolo di capitale morale d’Europa. Si frusciano di qualche castelletto prussiano e di quella disneyland ante litteram che Ludwig II fece costruire sulle Alpi bavaresi, e non hanno mai visto neanche in fotografia la magnificenza vanvitelliana della Reggia di Caserta e dei suoi giardini.
Non hanno mai messo piede sui basoli di pietra lavica del centro storico di Napoli e passeggiato tra monumenti di ogni epoca. Rimarrebbero sconvolti dall’immenso patrimonio artistico che Napoli potrebbe mostrargli, eppure non ne conoscono neanche una virgola per sentito dire.
Mi starebbe anche bene, se non sapessero nient’altro di Napoli, se uno potesse raccontargliela senza dover decostruire certe roccaforti di pregiudizi.
Ma quando provo a decantare Napoli, e il mio tentativo evapora come se nulla fosse di fronte all’opposizione di una Napoli indifendibile per i suoi noti stati di emergenza, io sto male.
Ma davvero male.








14 comments
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6 Dicembre 2008 a 10:02 am
uiallalla
a dire il vero tane cose di Napoli che tu citi non le sanno manco i napoletani (che magari, vizio tutto nostro, fomentano certe roccaforti di pregiudizio)
p.s.: l’ano scorso, non so per merito di chi a Londra c’è stata una rassegna di teatro napoletano contemporaneo, da de filippo a ruccello passando per mastelloni…
6 Dicembre 2008 a 10:30 am
cacioman
Per non parlare di Palermo altra capitale fagocitata nel tristissimo regno sabaudo.
Passi per i tuoi colleghi tedeschi, ma non credo che a Trezzano sul Naviglio sospettino l’arte estemporanea che tutti i giorni si ripete sui banchi al mercato del pesce di Catania.
Nisida e’ un’isola e nessuno o sa.
ciao
6 Dicembre 2008 a 11:59 am
Yoshi
“non hanno mai visto neanche in fotografia la magnificenza vanvitelliana della Reggia di Caserta”
se hanno visto star wars I, l’hanno ammirata senza saperlo però :)
(commento idiota tanto per sdrammatizzare)
6 Dicembre 2008 a 12:41 pm
totentanz
Avevo letto di Mastelloni a Londra, anche se ci avrei mandato meglio un Peppe Barra a rappresentare il teatro napoletano :-)
Cacioman, il risorgimento è stato la disgrazia del Sud, ma il discorso è lungo…
Yoshi, è vero, non ci avevo pensato!
6 Dicembre 2008 a 5:57 pm
Frà
Eppure i Tedeschi sono tra quelli che conoscono meglio (e amano) l’Italia.. pensa gli altri!
Ma mettiamoci una mano sulla coscienza, e quanti di noi conoscono la storia dei nostri vicini? Ben pochi. O pensa al Medio Oriente, che addirittura ci permettiamo di chiamarlo “inferiore”.
Mi ritrovo molto nelle tue parole, ma non se ne esce. Sono poche le persone curiose che cercano di capire senza giudicare. Poche ma ci sono, e le troverai anche a Francoforte ;)
6 Dicembre 2008 a 8:18 pm
fabristol
anch’io stavo per fare il commento idiota di Yoshi. :D
comunque ti capisco benissimo e trovo insopportabile che la ricchezza archeologica partenopea non venga apprezzata dai suoi stessi abitanti. Quando faccio da guida per la mia città, CAgliari, mi cadono le braccia quando gli stessi abitanti non sanno assolutamente nulla. Cagliari ha una storia antichissima e unica al mondo: fondata dai fenici più di 3000 anni fa, quando Roma non esisteva neppure nella fantasia dei suoi primi abitnati, ma la gente passeggia sui resti fenici senza neanche rendersene conto.
6 Dicembre 2008 a 8:48 pm
totentanz
Ragazzi, la reciproca ignoranza non si discute. Quello che mi fa stare male è il muro di intransigenza sulla possibilità di “scoprire” la bellezza di Napoli. Napoli ha la crisi dell’immondizia, Napoli ha la camorra, quindi è impensabile che possa essere bella. Quando i colleghi mi chiedono consigli su cosa visitare in Italia, e io propongo Napoli, fanno spallucce come per dire: io ho voglia di arte e cultura e tu vuoi mandarmi in un postaccio sporco, caotico e pericoloso?
6 Dicembre 2008 a 9:24 pm
neurobi
i tedeschi non conoscono nemmeno le mie Marche, a parte qualche amena località dove vengono al mare. E lo so per certo perché in gioventù ho vissuto a Stoccarda per quasi un anno.
C’è da dire che quando decanto le virtù della mia splendita terra con gli stranieri, non trovo grandi resistenze e nemmeno castelli da smontare.
Ora, non prenderla come una polemica gratuita, ma solo come una costatazione di un fatto: l’emergenza rifiuti, la camorra, e le altre mille “emergenze” della tua Napoli, non sono certo colpa dei tedeschi, né della loro ignoranza, e nemmeno sono un loro problema.
6 Dicembre 2008 a 9:54 pm
Frà
La nostra idea di cosa renda una città bella o interessante è molto diverso per gli stranieri.
I Tedeschi vivono in città bombardate e ricostruite. Una città è bella se efficiente, offre lavoro, svago, qualità della vita. Tutte cose che Napoli non offre. Non ti stupire della loro intransigenza.
I Nordamericani fanno ancora più fatica.
Ma nella stessa Italia esiste un fortissimo pregiudizio su Napoli, oltretutto.
7 Dicembre 2008 a 12:24 pm
caporale
qualcosa deve essere successo, infatti. parlo per me, sono di trento (unita all’italia nel 1918, dopo il sud, quindi), non sono mai stato a napoli, non conoscevo metà delle cose di cui scrivi nel tuo post, però napoli resta abbastanza in fondo alla lista dei posti dove vorrei andare e/o ritornare.
(la sicilia è in buona posizione, per dirne una, sarà perché uno pensa a mare, arte, caldo secco, grilli e cicale, mentre con napoli le prime cose che gli vengono in mente sono rischi per la salute – dovuti a possibili sparatorie e/o monnezza -, rumore, caos).
7 Dicembre 2008 a 3:00 pm
katia
Amo Napoli, perchè Napoli è la città dove vive il mio amore. Vi ho passato momenti bellissimi e momenti terribili.
Ho camminato per le vie del centro ammirando luoghi che potrebbero essere bellissimi, ma che sono circondati da altrettanti luoghi che ti fanno venire i brividi.
Mi viene solo da dire che è una città piena di contrasti e che non riesco, pur cercando tutte le giustificazioni possibili, a definirla una bella città.
Te ne puoi innamorare, ma l’innamoramento ha poco di oggettivo.
7 Dicembre 2008 a 3:27 pm
Asa_Ashel
Considerando che la storia antica è stata eliminata anche dai programmi scolastici primari , fra qualche anno non ci sarà più memoria storica nemmeno qui in Italia .
Napoli indubbiamente soffre di una lotta impari con la cattiva fama che le è stata costruita addosso , non senza colpa , ma questo vale per tutta l’Italia , purtroppo la tua città è stata messa sovente sotto i riflettori solo per i suoi lati negativi . E come non dimenticare le negligenze della politica locale che a parole vorrebbe mostrare al mondo la parte bella di Napoli , ma nei fatti pensa piu che altro ad arricchirsi di denaro e potere . Io spero sempre che siano le nuove generazioni a trovare la via per emergere da tutto questo e anche il tuo contributo , seppur tra lo stupore e le ritrosie altrui , è importante per far conoscere un’altra voce della tua città .
8 Dicembre 2008 a 6:45 pm
Gigi
Ciao, io vivo in Giappone. Cerco di offrire della nostra citta’ un’immagine non legata ai soliti stereotipi. Impresa assurda. Le forze in campo sono impari… l’ultima e’ stata la traduzione in giapponese di Gomorra. I giapponesi ne hanno approfittato per organizzare seminari sulla camorra e sull’immondizia. Ed io ho incassato una ennesima sconfitta.
Hai ragione tu. Questa citta’ e’ indifendibile!
13 Dicembre 2008 a 8:37 am
normalacid
quanta pena mi fa questa nostra città