(Rosalinda Celentano, confessando quindi di aver elemosinato senza successo a una psicologa la legittimazione della sua omosessualità, e finendo nel folto elenco di vip italiani paraculi che si inventano le perifrasi più assurde per girare intorno alla cosa senza avere le palle di dire apertamente di essere omosessuali – e mi astengo, data la facilità della cosa, dal sottolineare con forza la stronzata della femminilità quale negazione dell’omosessualità femminile, e meno male che pare che si tratti di una psicologa affermata)
(aggiungo comunque che, di tutta l’intervista, la cosa più sensata detta dalla Celentano è l’autocritica positiva come attrice, perché ha ragione; nel 2003 dovetti constatare che la sua recitazione era l’unico elemento positivo che sollevava a fatica le sorti di un orrendo film italiano che vidi in concorso alla Berlinale)








8 comments
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6 Agosto 2008 a 11:23 am
ettore
Un vizio di alcuni attori ITALIANi che fanno “un certo tipo di cinema” è quello di trasformare interviste e/o dichiarazioni in una seduta psicanalitica, quasi a voler dimostrare a tutti i costi quanto siano profonde o complesse le loro personalità, in realtà normalmente banali.
6 Agosto 2008 a 1:52 pm
Disorder
Che intervista disgustosa. Del resto ho sempre trovato detestabile l’intera famiglia in blocco, per non far torto a nessuno. Ma ti è sfuggita la chicca finale del passaggio che hai riportato:
«Vera, come me, non crede nell’omosessualità ma nell’amore che non ha confini»
Che cialtroni.
6 Agosto 2008 a 4:02 pm
marcoboccaccio
l’intervista è certamente un po’ pazzesca. e poi quella storia sull’amore fisico! quanto a quel film, l’ho visto anch’io, e l’ho trovato molto imbarazzante: tanto che non si capisce perché lei abbia accettato di partecipare. ma ha partecipato pure a quell’altra fanfaronata di the passion: che dire? troppo sbrigativo definirla una matta?
6 Agosto 2008 a 9:20 pm
stefano
Che bello! Mi hai tolto il post dai polpastrelli. Anch’io ho pensato la stessa cosa, leggendo quell’equivalenza “lesbismo = assenza di femminilità”. E per fortuna che quella sarebbe anche una psicanalista famosa.
L’intervista, però, è godibile, se non altro, per le grandi badilate di merda che Rosalinda sparge sulla “coppia più bella del mondo”, i suoi genitori.
6 Agosto 2008 a 10:12 pm
totentanz
Ettore, sono completamente d’accordo con te.
Disorder, non mi è sfuggita, l’ho lasciata a posta da parte. E’ un’espressione su cui ci sarebbe parecchio da discutere e che in realtà vuol dire tutto e niente.
marcoboccaccio, oh, finalmente qualcuno con cui posso condividere il parere pessimo di quel film :-)
stefano, è una banalità che mi manda in bestia.
Per quanto riguarda la “coppia più bella del mondo”, al di là del piacere perverso nel constatare che la figlia gli spala merda addosso, a me i fatti privati messi così in piazza mi disgustano sempre e comunque. Se proprio devo essere sincero, è proprio quella la parte dell’intervista che mi imbarazza di più.
26 Agosto 2008 a 11:01 pm
Jeff
Comunque la celentano è una povera donna…matta come un cavallo, ma non gliene si può fare una colpa…
e la slepoj è una psicologa conosciuta non certo perché capace, ma solo per aver tirato fuori il cartone più famoso dell’epoca, sailor moon, per pubblicizzare un suo libro e vendere un sacco…è solo una pericolosa e schifosa omofoba
15 Novembre 2008 a 5:53 am
Matteo Martini
Sono stato paziente della dott. Slepoj per otto anni.
Mi ha fregato un sacco di soldi, e alla fine stavo peggio di prima
22 Dicembre 2008 a 4:43 pm
Woongah
Concordo con Jeff, sulle capacità della soggetta e sulla sua valutazione di Sailor Moon… possa schiattare all’inferno assieme a quel fesso di Frederic Wertham – anche se il buon Frederic, a dire il vero, della sua stronzata si era pure pentito…
Per Matteo… ma davvero c’hai messo otto anni ad accorgerti che è una testa di *****?
A parte che , ’sta storia de “l’omosessualità non esiste, al massimo è una patologia dell’ego da curare ” è una deformazione ottica che affligge un casino di psicoterapeuti in giro per il mondo, tanto che sta entrando a far parte dei luoghi comuni della professione… basta vedere il film “Gray Matters”, in cui la bella Heather Graham si scopre libera e lesbica e manda a scopare il mare la sua analista.
E quando Hollywood inizia a farci le battute sopra… vuol dire che un fenomeno è proprio comune.