All’aeroporto di Francoforte, il comune di Napoli l’assessore regionale al turismo della Campania ha investito in due cartelloni pubblicitari.
L’operazione di marketing turistico però deve essere stata condotta all’insegna del risparmio, visto che questi due cartelloni si trovano in un’ala del terminale 1 poco frequentata, non di passaggio perché cieca e i cui check in vengono aperti solo per grandi traffici o voli charter.
Mentre gli altri ambienti dell’immenso aeroporto di Francoforte brulicano di esseri umani, questi due cartelloni sovrastano una desolazione da deserto del Gobi.
Il messaggio pubblicitario, poi, è basato su un’autoironia tutta napoletana poco adatta a essere recepita dai tedeschi. Un ritaglio di giornale col titolo Le strade di Napoli sono piene di, e poi l’aggiunta opere d’arte (il primo cartellone) o bellezza (il secondo). I copywriter un po’ scemi assoldati dal comune dall’assessore avranno pensato che la pessima mentalità napoletana dei tarallucci e vino sia facilmente adattabile a qualsiasi potenziale turista da attrarre a Napoli, mentre una trovata del genere non fa altro che ricordare ai tedeschi che Napoli ha quel problema.
Sono secoli che si tenta tenta di rilanciare il turismo tedesco a Napoli attraverso la pubblicità. Non la legalità, non la sicurezza, non la pulizia, non l’efficienza, non strutture decenti, non alcuna facilitazione per rendere la vita dei turisti più semplice. La pubblicità.









3 comments
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14 Luglio 2008 a 2:28 am
d.l.
post perfetto: è magnifico vedere in pratica il prodotto di roba di cui è tanto discusso …
solo che non è il comune (questa volta) a insistere sull’immagine, ma il nostro dinamico e professionale assessore regionale al turismo che praticamente iniziava così (con i poster) la sua mission impossibile (era fine marzo, poi recentemente ha dichiarato che se avesse saputo che l’emergenza tornava, quella campagna non l’avrebbe mai fatta).
se ne parlava qui http://www.decidiamoinsieme.it/fare-i-conti-con-la-monnezza/ (perdona l’autocitazione), anche se era più discusso (nei pettegolezzi locali) lo slogan “monnezza a chi?”, su un secondo set di manifesti, destinato all’Italia del Nord …
su cui si potrebbe fare (tra altri) un discorso quasi identico a quello che fai tu sul set per l’estero.
14 Luglio 2008 a 10:56 am
totentanz
d.l., grazie per il tuo commento. Ho corretto il post.
14 Luglio 2008 a 7:11 pm
beckett
“Monnezza a chi?” è arrivato, perlomeno nel viale della stazione a Vicenza.