Ho preso l’abitudine di leggere i nomi sulle targhette delle cassiere al supermercato, e di chiedere loro se sono italiane.
Neanche una, ne ho beccata.
Frau Lomuscio mi dice che no, lei è tedesca, suo marito è siciliano. Avevo trascurato il fatto che qua in Germania, quando ci si sposa, uno dei due può scegliere di deporre il suo cognome di nascita e dimenticarlo per sempre.
Frau Tassi, ridendo, mi risponde che no, lei è greca, e che noialtri italiani crediamo sempre che il suo nome sia italiano. Io avevo dei dubbi sull’italianità del suo cognome, ma li avevo superati dopo aver sentito una sua collega salutarla con un “ciao bella”.
Frau Milone respinge con disappunto l’ipotesi sulla sua nazionalità italiana, e dice che suo padre era italiano, ma lei è cresciuta con la madre, polacca, e si sente tedeschissima.
Frau Scognamiglio le batte tutte: asiatica, portatrice di cognome italiano per gli stessi motivi della Lomuscio, parla un tedesco da caricatura con fortissimo accento (suppongo) cinese e non sapeva che Napoli stesse in Italia.
Comunque, ecco un’altra carrellata di prodotti dell’industria alimentare crucca che voi lì a sud delle Alpi non vedrete mai sugli scaffali dei supermercati. La prima puntata la trovate qui. Stavolta ce n’è solo uno che mi piace: il grießpudding.
Müller Molke
Il molke in tedesco è il siero di latte, ovvero il residuo della produzione dei formaggi. Quella robina schifosa che si separa dal latte cagliato, per intenderci. I tedeschi se la bevono con gusto. Anche io, prima di sapere cosa fosse il molke, poi mi sono suggestionato e non l’ho comprato più. Questo della Müller è alla frutta, ma si trova anche assoluto.
Maggi Ravioli
Non so altrove, ma a Napoli un prodotto del genere farebbe la muffa sullo scaffale dei supermercati. Prima o poi però li provo, questi ravioli in scatola. In fondo, quando allento un po’ le regole salutistiche della mia alimentazione, il junk food non mi dispiace affatto. Attenzione però: per junk food noi italiani intendiamo cose come Quattro salti in padella della Findus, che paiono gourmet a cinque stelle se confrontate al junk food che si vende qui in Germania.
Weihenstephan Buttermilch
In italiano si chiama latticello. Wikipedia dice: “Per produrlo in casa si può lasciar inacidire del latte lasciandolo al caldo”. Non aggiungo altro.
Landliebe Grießpudding
Ecco una cosa che mi fa impazzire. Il grießpudding è un budino di semolino. Dolce, granuloso, una delizia. La Landliebe lo produce al naturale, alla vaniglia, al cioccolato e alla cannella. Tutti e quattro buonissimi. Circa 60 centesimi la confezione da 250 grammi. Potrei mangiarmene anche un chilo di seguito.
Bionade
la Germania sta impazzendo appresso a questa Bionade. È ovunque, tutti la bevono, non se ne può più. Non è altro che una schweppes un po’ più leggera, aromatizzata con ingredienti naturali, per cui si fregia del marchio Bio. I gusti: sambuco, litschi (una specie di bacca sudamericana che sembra un incrocio tra una prugna e un pomodorino e che da noi è poco conosciuta mentre qua spopola), erbe e arancio-zenzero.
Larco Hühnerbrühe
Brodo di Pollo già pronto, coi pezzetti di carne di pollo in ammollo sul fondo del barattolo. Esposto sullo scaffalle, dà la sensazione di star girando tra le vetrine di un vecchio museo di anatomia, perché la visione di un cilindro di vetro con un feto di poche settimane immerso nella formaldeide non mi disgusterebbe più di questo brodo di pollo.
Ferrero Yogurette
La variante allo yogurt del Kinder Cioccolato. Se piace l’unione di cioccolato e fragole, si può mangiare. Personalmente, se proprio devo buttare giù cinquecento calorie per cento grammi, ricorro al cioccolato Kinder classico. Volete mettere il Kinder Maxi?
Knorr Snack bar – Spaghetti in Käse-Sahne Soße
La linea Snack Bar della Knorr è la cosa più disgustosa mai prodotta dall’industria alimentare tedesca. In questi vasetti c’è della pasta già condita e liofilizzata. Ad agitarli, sembra di sbattere un manipolo di scarafaggi morti. Per mangiare questa porcheria (in foto gli “spaghetti con panna e formaggio”) basta aggiungere dell’acqua calda direttamente nel contenitore. Ricordo la pubblicità in televisione: un tale conciato molto wild che parcheggia il camper in un luogo ameno stile Grand Canyon, si prepara questa schifezza e si siede a mangiarla sulla scaletta fuori la porta mentre si gode il tramonto.
















15 comments
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8 Luglio 2008 a 7:16 pm
Eus
Oh, aspe’, sul latticello non sono d’accordo: se non l’hai mai provato… provalo, che so… sulle crêpes, insieme anche ad un po’ di marmellata, o alla russa, cioè con una spolveratina leggera di zucchero. A me piace un sacco (qui si trova facilmente per la vicinanza con la slovenia).
8 Luglio 2008 a 7:31 pm
isabi
Trovo decisamente troppo severa la critica alla Bionade;-) di gran lunga superiore alla schwepps e con meno bollicine, sottoscrivo invece su tutto il resto. E complimenti per le descrizioni gustose!
8 Luglio 2008 a 8:27 pm
Mat/Tia
E la parte della pubblicità in cui il tale vomita senza interruzione al tramonto la facevano vedere…?
8 Luglio 2008 a 10:25 pm
stefano
Qualcosa mi dice che il “latticello” forse è come la smetana russa…
La Bionade l’ho scoperta solo l’anno scorso e l’ho gradita assai, soprattutto quella arancia/zenzero, che ti dà prurito al naso quando la bevi.
Un tempo, invece, compravo spesso quella pasta e quelle minestrine Knorr da “rianimare” con l’acqua calda.
Vorrei però che tu parlassi del “Malztrunk”, che ho scoperto un paio di anni fa e di cui sono diventato estremamente ghiotto, tanto da berlo in continuazione quando vado a Berlino…
8 Luglio 2008 a 10:42 pm
totentanz
Stefano, mai visto questo Malztrunk. Mi metto alla ricerca e lo provo (sperando che non sia una bomba calorica).
8 Luglio 2008 a 11:24 pm
hans
Non sarà mica la Malzbier, ovvero una sorta di birra finta e dolciastra??? Aborro…
9 Luglio 2008 a 12:38 am
kartch
Una volta sola in tutti questi anni sono andato in israele con il mio compagno, che viene da là. Al pranzo ufficiale a casa dei suoi (o semi ufficiale, visto che non ho capito bene se il padre abbia inquadrato chi sono), la madre ebrea polacca di schmil ha voluto stupirmi con gli effetti speciali della cucina atavica. E ha fatto il gulasch, che sarebbe uno dei suoi piatti forti.
Io a dire il vero l’ho trovato un po’ così, ma ovviamente mi sono profuso in complimenti stratosferici, che lei ha incassato con grande professione di modestia (e qui bisognerebbe aprire una parentesi sulla psicologia delle madri ebree polacche, ma non voglio occuparti tutto il blog).
Poi a un tratto nel pomeriggio, quando i maschi guardavano la tv e io e lei ci siamo ritrovati un momento da soli in cucina, ho cercato di blandire la iena chiedendole se la ricetta di famiglia di quel gulasch tanto speciale fosse un segreto che non avrebbe rivelato neanche sotto i ferri di Mengele (non mi sono espresso proprio così, ma è per rendere l’idea).
Per tutta risposta lei ha iniziato a lamentarsi piagnucolosamente che in effetti il segreto c’è e che purtroppo, ora che aveva fatto quel gulasch in mio onore, chissà quanto sarebbe passato prima che potesse rifarne un altro altrettanto buono (e qui affiora la sfaccettatura passivo-manipolativa della madre ebrea polacca). Già: non avrebbe più potuto perché aveva finito tutta la polverina magica, che in israele non si trova.
“La polverina che?”
“Ma sì, questo, guarda!” e tira fuori dall’immondizia una busta vuota di Maggi fix Gulasch Zigeuner Art.
Da allora ogni volta che vado in olanda o in germania le spedisco una dozzina di buste di quell’intruglio pieno di glutammato monosodico e paprica. Nell’illusione che mi odi un filino meno per non essere la nuora ebrea pluripara che vorebbe accanto al suo primogenito.
9 Luglio 2008 a 9:13 am
totentanz
Kartch, le polverine magiche della Maggi sono il capolavoro dell’industria alimentare tedesca. Una è prevista per la prossima puntata: la “Soße zu braten” :-)
9 Luglio 2008 a 2:20 pm
Andrea
So che li troverò TUTTI al supermercato del mio campeggio del litorale jesolano.
9 Luglio 2008 a 2:35 pm
Giorgia
Ooh, il litchi… quello dello sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo che fanno i feti (non nel senso di puzze…) nell’utero materno e cercano di farle venire voglia di un frutto “strano”, ma siccome Aldo non sa come sia un litchi pensa alle ciliegie… :)
9 Luglio 2008 a 3:04 pm
Annarella
Un gesto di puro masochismo provai i Ravioli Maggi. Sono devastanti tanto sono urendi :D
Il Griesspudding è fantastico :D
9 Luglio 2008 a 3:30 pm
totentanz
Annarella, io ho deciso: li provo.
9 Luglio 2008 a 4:45 pm
St4rZ
A dir la verità la quasi totalità dei prodotti qua elencati si trovano benissimo anche in Ticino, Svizzera, a due chilometri da Varese e Como.
Il Litchi a quanto mi ricordo é un frutto cinese (la macedonia cinese in scatola scommetto che la si trova ancora) dolcissimo. Anzi, in svizzera esiste anche lo smoothie al litchi e lamponi e lo spumante al litchi.
La Bratensauce che é stata nominata nei commenti: nessuno me la tocchi perché la salsa di cipolle senza Bratensauce non esiste.
Ora vado a spulciarmi il primo post.
2 Febbraio 2009 a 4:00 pm
marzia
L’imitazione del Kinder Yogurette si trova anche all’Eurospin! E’ buonissimo!
18 Settembre 2009 a 10:18 pm
anna
come posso ricevere i ravioli in italia? sono buonissimi,li ho sempre mangiati da piccola li faceva la star