Consolerà sapere che anche qui in Germania i media non hanno dedicato fiumi di parole al gay pride berlinese, per il semplice fatto che il CSD non è più un evento sensazionale, né in negativo né in positivo. È una festa a tema e nient’altro, e i giornali gli dedicano lo spazio che in Italia viene dato a un Palio di Siena o a un Eurochocolate di Perugia, per dire.
Comunque sì, mi unisco al coro di voci che ritengono necessario avere il gay pride nazionale sempre nella capitale, così come avviene nelle altre nazioni europee. Poi le altre città si organizzino il loro.
Qui c’è il gay pride di Berlino che è quello nazionale, quello della risonanza sull’opinione pubblica e della rivendicazione dei diritti. Poi ci sono i pride di Amburgo, di Colonia, di Monaco, di Francoforte, di Lipsia e via via calando di numero di abitanti, fino al gay pride della minuscola Costanza.
In tutto, in Germania, ogni anno ci sono quaranta gay pride, li ho contati.
Questo significa rendere visibile l’omosessualità. Al contrario, come avviene in Italia, con un solo gay pride itinerante, significa portarla in giro senza radicarla nella quotidianità. Un pride che avviene una volta soltanto a Bologna, una volta soltanto a Bari ecc. viene percepito dai bolognesi e dai baresi come un carrozzone di gente venuta da fuori e basta.
Credo che Napoli sia l’unica città dell’Europa occidentale sopra il milione di abitanti che non vede sfilare un un paio di froci da dodici anni. Ho detto tutto.








4 comments
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30 Giugno 2008 a 7:08 pm
Mat/Tia
Da quel che dici, mi pare che il problema non sia avere il pride nazionale che itera, bensì NON avere un pride locale in certe città, no? Cioè, per dire: a Milano tutti gli anni il pride c’è, a Roma pure, poco importa dove sia quello nazionale.
30 Giugno 2008 a 7:39 pm
Fabio
ma perché noi fuori dai giri associativi diciamo tutti le stesse cose ma poi alla fine si fa sempre alla AG-maniera?
30 Giugno 2008 a 9:44 pm
totentanz
Mattia, averlo tutti gli anni anche a Bologna, Firenza, Napoli, Palermo, Torino, Bari ecc., forse aiuterebbe. A lungo andare, certo, ché l’omosessualità è stata ovunque la minoranza più difficile da far emancipare.
Fabio, perché rispecchia esattamente il modo di fare italiano in tutti gli altri campi, politica per prima ;-)
30 Giugno 2008 a 10:18 pm
Paolo
Bologna credo sia stata scelta in quanto è il 30esimo anno di fondazione del Cassero, era giusto ricordarlo e celebrarlo. Per il resto del tutto d’accordo con te sull’importanza del pride nazionale a Roma.