Chi si lamenta della scarsa diffusione dell’Inglese in Italia dovrebbe fare un salto a Francoforte.
Per carità, rimaniamo sempre uno dei paesi meno anglicizzati tra quelli più industrializzati, e perseveriamo nel conservare una pronuncia raccapricciante in inglese.
A Francoforte però neanche si scherza. Vi è una diffusione maggiore dell’inglese, certamente, ma con una distribuzione bizzarra e inspiegabile. Può capitare di imbattersi nell’inglese impeccabile di una cassiera del supermercato, e contemporaneamente nel totale angloanalfabetismo di una impiegata della Deutsche Bank (come è capitato a me, che ho dovuto arrangiarmi con assurde perifrasi per rimediare al mio digiuno di termini bancari in tedesco). Addirittura molti servizi di assistenza ai clienti non sono in grado di fornirla in inglese, questa benedetta assistenza, anche nel caso di grosse mulltinazionali il cui target di riferimento non è certamente composto da casalinghe o pensionati dei paesini del Rheingau. Dalla ING Direct, per esempio, mi hanno risposto chiedendomi di riformulare la mia richiesta di informazioni in tedesco, perchè non hanno servizio di assistenza in inglese (rimane da chiarire perché tale richiesta me la abbiano fatta in inglese).
Sulla pronuncia comunque se la cavano molto meglio degli Italiani, nonostante i loro I sink, I haf been e profusione a volontà di s sibilanti.








6 comments
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25 Aprile 2008 a 4:29 pm
Annarella
Wenn I haf bin :) Mi ricordo qualcosa di simile. E l’inglese con l’accento del Nord Rhein Westfalen e’ piuttosto esilarante.
Sulla questione dell’assistenza, concordo in pieno. Quando mi smarrirono le valige nel transito tra Francoforte e Dusseldorf, fu infernale spiegare in 2 lingue, perche’ non conosco i termini tedeschi della questione, cosa fosse successo e perche’ un’italiana fosse partita da Dusseldorf, andata a Salisburgo via Francoforte ma l’indomani nn fosse di nuovo a Dusseldorf
25 Aprile 2008 a 7:26 pm
fabristol
Sai che ho notato la stessa identica cosa quando sono andato in Germania. Esistono i passanti con un inglese perfetto e fluido e i passanti che ti guardano manco fossi un alieno. Perfino ragazzi che non spiccicano una parola d’inglese, poi magari l’amico con cui passeggiano lo parla così bene che pare british. Assurdo.
25 Aprile 2008 a 7:49 pm
totentanz
Fabristol, io credo che sia lecito non saper parlare inglese. La cosa che mi sorprende è che qua a Francoforte l’inglese è piuttosto diffuso e ben parlato, ma non è dove dovrebbe essere. Dal commento di Annarella si capisce meglio che dal mio post che qui a volte mancano le persone anglofone dove dovrebbero essere, in determinati punti chiave.
Quando ti avvicini alla cassa del supermercato, ti aspetti di trovare una persona che non sappia parlare inglese, e ben venga se invece lo parla. Quando invece contatti l’assistenza clienti di una banca, quando vai al banco informazioni della stazione centrale, addirittura quando ti presenti al banco del check in all’aeroporto (mi è capitato anche questo, davvero!), francamente non ti aspetti di trovarti di fronte a una persona che l’inglese non lo conosce.
Annare’, sei riuscita a farti smarrire il bagaglio in uno degli aeroporti più efficienti del mondo!
25 Aprile 2008 a 10:19 pm
Annarella
@totentanz: fu un viaggio atroce tra valige finite a Norimberga, aereo strapieno di gente che tornava dal festival e ritardi a catena :/ All’arrivo la giornata piu’ calda degli ultimi decenni, sudo solo a ricordarla.
Concordo sulla questione mancanza-di-anglofoni nei posti dove servono. Francoforte, come Dusseldorf, è piena di non-tedeschi. Si può conoscere la lingua locale per le cose spicciole ma non è detto che si conoscano i termini tecnici che si usano in banca, all’aereoporto o alla posta.
27 Aprile 2008 a 7:14 pm
Teo
Io ho vissuto con dei tedeschi mentre studiavo a Yale. Una ragazza berlinese, con la quale ho convissuto per due mesi, ha pensato bene di organizzare una festa “feuer-qualcosa” a base di un dolce al quale si sarebbe dovuto dare fuoco. Così è stato … ha suonato l’allarme antincendio per un’ora. Poi che noia tutti ’sti tedeschi per casa. I pochi che ho conosciuto in America erano simpatici, ma dire che ho legato con loro sarebbe veramente un’esagerazione. Un po’ montati e impertinenti, direi…
28 Aprile 2008 a 1:16 am
fabristol
OT
Ciao, ho cambiato indirizzo del blog. Potresti aggiornare il link? Grazie. ;)
http://fabristol.wordpress.com/