Ci si annoia da morire.
Chiedete a chiunque abbia abbastanza dimestichezza con le città tedesche più importanti, ma anche no, e il verdetto su Francoforte è sempre lo stesso: che due palle.
Il problema è che sì, c’è la Banca Centrale Europea, c’è la borsa valori, c’è l’aeroporto più trafficato dell’Europa continentale, ci sono i grattacieli e c’è forse l’unica skyline metropolitana tedesca, ma Francoforte, nonostante gli sforzi per sembrarla, non è affatto una metropoli.
Cinquecentomila abitanti non fanno una metropoli, o almeno sono un po’ pochi per costituire la base d’appoggio di quel fermento culturale che si aspetterebbe chi poi trova Francoforte noiosa.
Ecco, in un’altra ottica è già più godibile. Invece che metropoli smorta la si potrebbe considerare una cittadina vivace, facendo finta di non vedere la desolazione del fine settimana. Colpa della massiccia presenza di Wochenendefahrer, gente che vive a Francoforte dal lunedì al venerdì, e torna al proprio luogo di origine nel fine settimana (niente di più facile in una città piazzata proprio al centro dell’Europa e collegata benissimo con qualsiasi altra città, sia per aria che su ferro).
Intanto però Francoforte si sforza di vendersi come metropoli, e se in alcuni punti ci riesce, in altri oscilla tra il tenero e il patetico.
Leggi sulla mappa dei mezzi pubblici ben sette linee della metro, e poi scopri che alcune sono solo brevi diramazioni di una stessa linea a cui hanno dato dignità di linea autonoma con un numero tutto loro, altre addirittura non sono altro che tram che, in centro, vanno sottoterra e prendono la definizione di metropolitana. Fa sorridere la linea U5 che, appena due formate dopo Konstabler Wache, sale in superficie e viaggia per strada, nel traffico. Sei in metropolitana e sei fermo al rosso, o arrivi in ritardo perchè qualcuno ha tamponato la metro in cui viaggiavi. Alla fine ne conti solo due, di linee della U-Bahn.
Ciò in cui Francoforte riesce a essere perfettamente metropolitana sono i difetti. Il costo della vita, per esempio. Affitti, trasporti, intrattenimento serale hanno prezzi che definirei londinesi.
Ma ha anche qualche pregio metropolitano: a occhio e croce, è la città più multietnica che ho visto in Germania, fatta eccezione per Berlino.
Un motivo per vivere a Francoforte?
Be’, aspirare a una brillante carriera nel settore bancario. Ma allora perchè non Londra?
O altrimenti innamorarsi dei bellissimi dintorni. Heidelberg a portata di regionale, Mainz e il Rheingau a due passi, le terme di Wiesbaden a un tiro di schioppo, il Taunus lì vicino. E poi Colonia solo a un’ora di treno.
Ma allora perchè non Colonia, che ha fama di luogo dove ci si diverte da matti?