Non mi si venga a dire che, secondo le stime di Ahmadinejad, nel mondo musulmano non esistono omosessuali. Latifah l’ho scoperta seguendo l’account su Flickr di un ragazzino un po’ checca di Kuwait City che, ai suoi compiaciuti autoscatti sul civettuolo andante, alterna anche delle accuratissime fan art dedicate a questa specie di Cher tunisina, nelle quali le dichiara la stessa adorazione che un suo corrispettivo italiano tributerebbe a Paola e Chiara.
Sebbene molto occidentale nel look, sul suo sito ufficiale (mettete il link tra i preferiti e non perdetelo più, ché su Google la Latifah maghrebina è oscurata dalla miriade di siti riguardanti la rapper americana Queen Latifah), alla voce audio, tra le varie categorie ci sono anche quelle delle canzoni religiose e patriottiche. Infatti, all’indomani del bombardamento del Libano da parte di Israele nel 2006, la nostra divina mediorentale saltò sul primo aereo per fare la sua piccola parte di jihad facendosi fotografare, più favolosa che mai, tra la popolazione bombardata di Beirut in pose da ambasciatrice di solidarietà musulmana.
Produzione religiosa a parte, non ho informazioni sul rapporto di Latifah con l’omofobia islamica, ma sono fermamente convinto che in nessuna parte del mondo un personaggio del genere sopravviverebbe senza uno zoccolo duro di fan omosessuali.








2 comments
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17 Febbraio 2008 a 11:32 pm
Annarella
Grande personaggio!
18 Febbraio 2008 a 10:25 pm
katia
… la colonna sonora del mio amore tunisino …