Di’ la verità. Il digipack è un po’ misero perchè hai speso tutto per le maniche a sbuffo.
Ti perdono la confezione, va’, perchè ti sei ripresa da quella robetta inascoltabile di Uh Huh Her, e questa incursione nel malinconico-onirico varia piacevolmente il tuo repertorio, nonostante quel paio di cadute nell’eccesso di sdolcinatezza.
Certo, non sei più quella di un tempo. Ma mi hai tirato fuori White Chalk proprio quando mi serviva. Lo avrei snobbato anni fa, mentre ora snobberei Stories from the city che allora mi piacque.
Probabilmente tra qualche mese avrò le palle piene di The Mountain, Silence e White Chalk, ma per ora sono tre pezzi che sto ascoltando a ripetizione.
Brava la mia cara nanetta.









6 comments
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9 Ottobre 2007 a 5:05 pm
Yoshi
bah :)
9 Ottobre 2007 a 5:47 pm
totentanz
Yoshi, stavo per lasciarti più o meno lo stesso commento su questo post qua :-P
9 Ottobre 2007 a 9:02 pm
Yoshi
la differenza è che tu non capisci ‘na mazza di musica :)
10 Ottobre 2007 a 2:37 pm
Antonio
Pensa che io- per eccessiva esposizione a Patti Smith negli anni adolescenziali, probabilmente- ho trovato Stories from the City pessimo. Le oscurità di Uh Huh invece mi erano piaciute assai. Ed ovviamente stravedo per questo nuovo.
10 Ottobre 2007 a 8:06 pm
rose
uhm, è così bassa?
11 Ottobre 2007 a 11:09 am
totentanz
Antonio, ci credi che è la prima volta che siamo d’accordo su un album?
Rose, più che bassa è minuta :-)