Il terminal napoletano della TAV sarà ad Afragola. Equivale a dire che quello di Milano potrebbe stare benissimo a Monza, e quello di Roma a Frascati.
Se ho capito bene, quando la TAV sarà prolungata verso il profondo sud, ammesso che venga dato il via ai lavori prima che il genere umano si estingua, i treni ad alta velocità non entreranno a Napoli ma faranno la fermata ad Afragola per poi proseguire. Va detto che, allo stato attuale dei mezzi di trasporto locali, per raggiungere il centro di Napoli da Afragola può volerci il doppio del tempo che impiega un treno della TAV da Roma a Afragola.
Se non altro, pare che sia andata bene con l’assegnazione dell’architetto che si è occupato del progetto: l’irachena Zaha Hadid.
Mai sentita prima, a onor del vero. Mica qui è Firenze, che si merita Foster. Ma documentandosi un po’ si scopre che è annoverata tra i principali esponenti del decostruttivismo, insieme a Gehry e Libeskind.
Poteva toccarci in sorte di nuovo Gae “Attila” Aulenti, visto che Napoli è una città sempre ben disposta a volgere le proprie terga in favore di chi gliel’ha messo violentemente a quel servizio già una o svariate volte (ma la signora Aulenti avrà sicuramente altre occasioni per deturpare zone di Napoli come ha già fatto con Piazza Dante trasformandola in qualcosa di simile al desolato parcheggio di un supermercato, con tanto di accessi alla metro che da lontano sembrano i gabbiotti dei carrelli per la spesa).
Il progetto della Hadid sembra molto bello e si inserisce in un progetto più ampio in cui c’è anche un parco naturalistico. Ad Afragola, però, cittadina caratterizzata da tre gravi note di demerito (camorra, abusivismo e luogo di provenienza di Antonio Bassolino), è da considerarsi centuplicata la regola napoletana secondo cui tutte le infrastrutture che necessitano di particolare manutenzione fanno una brutta fine.








9 comments
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24 Settembre 2007 a 4:00 pm
uiallalla
con mio grosso stupore ho avuto modo di vedere il modello del progetto a londra, al design museum all’interno di una mostra dedicata all’architetta (è una situazione che fa un certo effetto… P
24 Settembre 2007 a 6:28 pm
hans
Eh no, Herr Tot, altro che sconosciuta, la Hadid è una dei cosiddetti “star architects”, vincitrice tra l’altro, del Pritzker Prize, il “Nobel” dell’architettura, come già Foster, Piano e compagnia. :)
L’idea di fare il terminal ad Afragola , di per sé non è tanto stupida. “Penetrare” le grandi città è sempre una gran perdita di tempo per i treni superveloci, se devono proseguire oltre tanto vale far scendere i passeggeri sulla rete di trasporto locale, ché tanto nessuno smonta a Pzza Garibaldi per restarci, no? Ovviamente perché il tutto abbia un senso il collegamento Afragola-Napoli e dintorni dovrebbe essere di prima qualità, rapido, sincronizzato, e su rotaia per svincolarsi dal traffico automobilistico, tipo navetta degli areoporti. Ed è qui che, conoscendo l’Italia, temo il progetto fallirà. Milioni di euro investiti nella “cattedrale” e quasi nulla (temo) per permettere ai cittadini di arrivarci in comodità e senza la macchina. Typisch italienisch…
24 Settembre 2007 a 6:40 pm
totentanz
Uiallalla, quindi è un grande onore per Afragola ospitare un’opera della Hadid. Da non addetto ai lavori, comunque, non l’avevo mai sentita nominare, mentre mi sono arcinoti gli architetti che si sono occupati di altre stazioni della TAV.
Per quanto riguarda la lontananza del terminal, Hans, cogli proprio quello che temo. Il viaggiatore scenderà ad Afragola e dovrà proseguire con treni locali per arrivare a Napoli. Una volta prendevo spesso il treno da Casoria-Afragola a Napoli, e ci impiegava mezz’ora. La metà del tempo impiegato dal TAV da Roma a Afragola.
Il collegamento di prima qualità, rapido e sincronizzato non è roba per questi luoghi. Si fa prima a trasferire il centro di Napoli ad Afragola :-)
24 Settembre 2007 a 9:42 pm
ZS
Mi sembra una gran notizia: peccato che non la conoscessi, ma Zaha Hadid è uno dei pochi nomi significativi nell’architettura mondiale, ed è l’unica donna in lista. Magari poi da Afragola (ovunque sia) metteranno un treno rapido o una metropolitana verso il centro?
ZS
24 Settembre 2007 a 11:32 pm
Antonio
La Hadid ha anche progettato il nuovo porto turistico di Salerno. Il progetto è ovviamente lì che prende muffa, da cinque anni, ad occhio e croce.
30 Settembre 2007 a 7:22 pm
daniela
mah, da architetto pentito, ho la massima diffidenza per le star.
e cmq, se anche la Zaha facesse eccezione (e dunque ci evitasse un guaio come Piazza Dante), sarebbe bello che gli architetti (star e non) cominciassero
a tener conto di cose come “la regola napoletana” di cui tu parli.
Se “tutte le infrastrutture che necessitano di particolare manutenzione fanno una brutta fine” (che tra l’altro non mi pare una regola solo napoletana), forse sarà il caso di progettare cose che richiedano un po’ meno manutenzione. O no?
In fondo, per un architetto davvero bravo, si dice che i vincoli siano sfide che stimolano la creatività. Dunque, come per i limiti di spesa, o di altezza, o altro, andrebbero considerati “vincoli” del tipo: non deve costare un’iradiddio da manutenere, non deve richiedere un sistema complesso di gestione, non deve cadere a pezzi se non viene coccolata tutte le mattine.
In fondo, altrove, queste robe esistono (sono liste di prestazioni attese) e in tanti posti del mondo si fanno “oggetti” (o addirittura luoghi) che reggono bene anche al grande-intenso uso (con cure ragionevoli).
poi qui latitano anche le ragionevoli manutenzioni, ma questa è un’altra storia
30 Settembre 2007 a 11:31 pm
totentanz
Daniela, sono d’accordo con te.
Gae Aulenti, per esempio (sì, d’accordo, ce l’ho a morte con lei), ha riempito piazza Cavour di muri che si prestano magnificamente all’opera di graffitari e attacchini selvaggi. Se la Aulenti non tiene presente che sta costruendo qualcosa nel regno dei vandali e non in una disciplinata cittadina nordeuropea, vuol dire che è un architetto dalle doti un po’ misere (per non dire che è proprio una cretina…). Infatti nei primi tempi, la stazione della metro di piazza Cavour veniva continuamente ritinteggiata, ma ora hanno gettato la spugna e il degrado si è impossessato della struttura.
Il guaio è che Napoli è un caso a parte, e si dovrebbe prenderne atto senza ostinarsi a volerla considerare una qualsiasi metropoli europea. Chi progetta qualcosa per Napoli deve conoscerla bene, altrimenti tutto fallisce. Porto a esempio il centro direzionale, progettato dal giapponese Kenzo Tange, che probabilmente prima di vedersi commissionato il progetto manco aveva mai sentito parlare di Napoli. A Tange era stato chiesto di dare a Napoli un angolo di metropoli moderna, e lui ha messo su qualcosa che Napoli ha immediatamente trasformato nell’idea che un provinciale ha della metropoli moderna.
1 Ottobre 2007 a 10:50 pm
Anellidifumo
Beh è un’ottima occasione per trasferirsi ad Afragola, prima che i prezzi delle case salgano. Io poi la pronuncio da sempre afràgola anziché di afragòla, per cui mi da l’idea di un centro immerso in Strawberry Fields Forever…
3 Ottobre 2007 a 1:42 pm
daniela
@ Toten
Sono d’accordo con te, anche nell’antipatia per la Gae (secondo me fa degli oggetti non male, ma proprio la cittànon è cosa sua).
Su Tange la storia mi pare più complicata, nel senso che quell’idea di città (modernista) era già fallita quando lui ha fatto il suo planovolumetrico, Poi certo, i professionisti nostrani ci hanno messo il loro…
@ anelli
a parte il piacere di incontrarci qui, mi pare che il tuo canadismo si veda: che solo da lì puoi associare Afràgola e i campi di fragole
:)
Poi sì, certo, anche nel mondo dei giochi di parole… per fortuna!