Commentando il mio post precedente, Maf cita un’epidemia di colera a Napoli durante la sua infanzia.
Ora, l’unica epidemia napoletana di colera di cui avevo notizie risale al XVII secolo, e nonostante non ci sia mai stato un incontro dal vivo tra me e lei, ho visto Maf in foto e sono pronto a giurare che non ha l’aspetto di una persona nata nel 1600.
Qualcosa non mi tornava.
Appellandomi a Google, ho scoperto che  a Napoli c’è stata un’epidemia di colera nel 1973, appena tre anni prima della mia nascita, causata “dal deteriorarsi delle condizioni igieniche e dal mancato smaltimento dei rifiuti”.
Per me, che ho 31 anni, gli anni ’70 appartengono a un passato molto recente che fa ancora parte dei decenni contemporanei, con la stessa vita di oggi. Per intenderci: sono gli anni in cui mia madre si cotonava i capelli e se ne andava con mio padre a un concerto di Caterina Caselli, non certo gli anni in cui la mia trisavola assisteva alla caduta del Regno di Napoli.
Scoprire che trentaquattro anni fa a Napoli si è scatenato il colera per motivi che ancora non sono stati rimossi e che puntualmente si manifestano ogni estate, è abbastanza per stabilire che qui non è Europa. E che l’ambasciata statunitense fa bene ad allertare gli americani in visita a Napoli, per quanto se ne possa indispettire la Jervolino.

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