Quando capito in uno dei quartieri turchi che si trovano nelle grandi città tedesche, passo spesso davanti a vetrine che espongono abiti da gran cerimonia, glitteratissimi, tutti lustrini e orli dorati, destinati a rendere scintillanti i bambini in occasione di un rito musulmano che li riguarda e di cui non so molto.
E mi viene da sorridere per quanto riescono a essere appariscenti questi abiti.
Poi vedo questa foto
e mi rendo conto di quanto sia così diffuso a Napoli, in occasione della prima comunione, conciare le bambine come un incrocio tra una sposa nana e una meringa gigante, in un tripudio di tulle, veli, diademi e strascichi.
Così diffuso da farmi dare automaticamente il fenomeno per scontato e permettermi l’ardire di passare a sorridere dello stesso fenomeno in una cultura estranea, che per questo dovrebbe apparirmi arretrata.
Faccio ammenda e da oggi in poi mi impegno a sorridere di più delle bambine napoletane comunicate che – oh, diciamolo – più passano gli anni e più sono obese, la qual cosa, unita al cipiglio e alle movenze da donna vissuta che hanno di solito, offre un effetto grottesco non indifferente.









2 comments
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27 Agosto 2007 a 1:17 am
ElfoBruno
OT: beccato!
;)
http://elfobruno.ilcannocchiale.it/post/1593056.html
a presto.
27 Agosto 2007 a 1:01 pm
eulinx
Il rito musulmano di cui parli dovrebbe essere la cerimonia della circoncisione, in occasione della quale i bimbi vengono vestiti da principini nani molto, molto scintillanti! Hanno anche il mantello, figuriamoci! :-) Ma concordo con quello che dici, le bimbe italiane in occasione della prima comunione fanno spavento! È capitato anche a me di sorridere di certe tradizioni – diciamo così – lievemente kitsch e poi rendermi conto che a “casa mia” si fa di peggio, quindi mi unisco alla tua pubblica ammenda!
Un saluto